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Suicidio assistito, la Lega la spunta: Pillon relatore ma non da solo, saranno in quattro

Martedì prossimo riprende al Senato il cammino parlamentare per la legge sul fine vita. Soddisfatto il senatore del Carroccio, ultra cattolico, promotore della battaglia contro il ddl Zan e contro l'utero in affitto. Con lui anche Maiorino (M5S), Biti (Pd) e Rizzotti (FI)
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ROMA - Il dado è tratto: sarà il leghista Simone Pillon uno dei relatori della legge sul suicidio assistito che riprende al Senato, martedì prossimo, il cammino parlamentare. La Lega l'ha spuntata, dopo due riunioni di maggioranza, nelle quali sembrava che già al primo varco la legge fosse destinata a arenarsi tra i veti incrociati. Pillon, ultra cattolico, promotore della battaglia contro il ddl Zan sull'omofobia e della campagna contro l'utero in affitto per punire le coppie che vi fanno ricorso all'estero, dal momento che in Italia è una pratica vietata, è soddisfatto. Ha detto più volte che la formulazione della legge sul suicidio assistito così com'è, è pericolosa, potrebbe condurre a pratiche eutanasiche, e quindi va cambiata. Ma ora abbassa i toni e dichiara: "Potremmo fare un buon lavoro, se fossero confermati i nomi dei relatori ipotizzati. Le colleghe sono preparate, insieme verifi…

ROMA - Il dado è tratto: sarà il leghista Simone Pillon uno dei relatori della legge sul suicidio assistito che riprende al Senato, martedì prossimo, il cammino parlamentare. La Lega l'ha spuntata, dopo due riunioni di maggioranza, nelle quali sembrava che già al primo varco la legge fosse destinata a arenarsi tra i veti incrociati. Pillon, ultra cattolico, promotore della battaglia contro il ddl Zan sull'omofobia e della campagna contro l'utero in affitto per punire le coppie che vi fanno ricorso all'estero, dal momento che in Italia è una pratica vietata, è soddisfatto. Ha detto più volte che la formulazione della legge sul suicidio assistito così com'è, è pericolosa, potrebbe condurre a pratiche eutanasiche, e quindi va cambiata. Ma ora abbassa i toni e dichiara: "Potremmo fare un buon lavoro, se fossero confermati i nomi dei relatori ipotizzati. Le colleghe sono preparate, insieme verificheremo come si può migliorare". 

Alle barricate contro Pillon infatti, i giallo-rossi hanno rinunciato solo dopo avere raggiunto un accordo su ben quattro relatori, due per ciascuna delle commissioni interessate all'esame, ovvero la commissione Giustizia e quella Sanità. E quindi nella quadriga dei relatori, oltre al leghista Pillon, ci saranno la grillina Alessandra Maiorino, la dem Caterina Biti e la forzista Mariella Rizzotti.  

Spetta ai presidenti delle commissioni indicare i relatori, che sono nella prima linea dell'esame di un provvedimento. Annamaria Parente, renziana, alla guida della commissione Sanità, ha scelto Biti e Rizzotti, che è anche medico. Andrea Ostellari, leghista, presidente della Giustizia, ha puntato su Pillon e ha acconsentito alla nomina di Maiorino. Non c'è ancora la formalizzazione delle nomine che sarà resa nota a stretto giro di posta. Sul ddl Zan contro l'omotransfobia, naufragato al Senato dopo un primo via libero alla Camera, proprio Maiorino è stata una delle pasionarie in scontri accesi con Ostellari e con Pillon. La sfida adesso è non rallentare l'iter della legge sul suicidio assistito, che la Camera ha approvato il 10 marzo scorso. Parente mira ad accelerare: "Va garantito un iter ordinato e senza forzature da nessuna parte: i quattro relatori possono assicurare sensibilità diverse con l'unico obiettivo si condurre in porto la legge". 

Per il Pd poi, i diritti civili e i temi bioetici sono prioritari, tanto che mercoledì prossimo i Dem ripresenteranno il ddl Zan. Franco Mirabelli, vice capogruppo dei senatori democratici, avverte: "Spero che le discussioni non rallentino il percorso, che deve essere rapido, di approvazione definitiva della legge sul fine vita. Dobbiamo dimostrare che il Parlamento è in grado di fare le riforme e non possiamo lasciare che sia la Consulta a decidere su questi temi". 

La strada per il fine vita è tutta in salita. Al Senato i numeri dei giallo-rossi sono più risicati che a Montecitorio. Inoltre Forza Italia è contraria, sia pure tra molti mal di pancia. In otto articoli, la legge sul suicidio assistito riprende le indicazioni della Consulta dopo la sentenza del 2019 sul caso Cappato, processato e poi assolto per avere aiutato nel suicidio medicalmente assistito Dj Fabo. Sono stati previsti molti paletti, tra cui il passaggio attraverso le cure palliative e il requisito di potere accedere al suicidio assistito solo se attaccati a macchine di sostegno vitale. Per i radicali e l'associazione Coscioni il vero vulnus è che la legge provochi discriminazioni tra malati terminali e chiedono perciò di allargarne le maglie. Per le destre, ma anche per i centristi come Paola Binetti, medico, cattolica, "è una pratica eutanasica". Da cambiare radicalmente.