M5S allo sbando: dalla Francia ai soldi a Grillo, le contorsioni dei cinquestelle
di Matteo Pucciarelli , di Matteo PucciarelliÈ tutto un tin tin nelle ultime 48 ore. Nelle chat interne al M5S è un sussulto dietro l'altro, il materiale di discussione è in abbondanza, tra sparate, uscite spericolate, retroscena preoccupanti e tristi epiloghi. "Sta calando il sipario", scuote la testa un parlamentare.
Ecco un rapido elenco: Giuseppe Conte che non sa dire che tra Macron e Le Pen lui, proprio lui che ha portato stabilmente a sinistra il M5S, voterebbe Macron; Beppe Grillo che arriva a Roma, incontra mezzo Movimento e il tema caldo della sua discesa nella Capitale sono i soldi, quelli che potrebbe avere per collaborare con il M5S, lui che l'ha fondato predicando il francescanesimo e ne è il garante; Alessandro Di Battista, che c'è e non c'è e non si capisce mai bene se tornerà, che si riduce a fare corsi online per le campagne elettorali che si comprano a 13 euro l'ora; il senatore Mauro Coltorti che riporta le lancette indietro nel te…
È tutto un tin tin nelle ultime 48 ore. Nelle chat interne al M5S è un sussulto dietro l'altro, il materiale di discussione è in abbondanza, tra sparate, uscite spericolate, retroscena preoccupanti e tristi epiloghi. "Sta calando il sipario", scuote la testa un parlamentare.
Ecco un rapido elenco: Giuseppe Conte che non sa dire che tra Macron e Le Pen lui, proprio lui che ha portato stabilmente a sinistra il M5S, voterebbe Macron; Beppe Grillo che arriva a Roma, incontra mezzo Movimento e il tema caldo della sua discesa nella Capitale sono i soldi, quelli che potrebbe avere per collaborare con il M5S, lui che l'ha fondato predicando il francescanesimo e ne è il garante; Alessandro Di Battista, che c'è e non c'è e non si capisce mai bene se tornerà, che si riduce a fare corsi online per le campagne elettorali che si comprano a 13 euro l'ora; il senatore Mauro Coltorti che riporta le lancette indietro nel tempo quando ai 5 Stelle garbava la Russia e quasi quasi prende le difese di Putin; un altro senatore, Gianluca Castaldi, che su Facebook pubblica contenuti di dubbio gusto, "mi travesto da nonno Peppe", parlando di Cia, Cremlino e accuse al Movimento. Insomma, una baraonda. Materiale a profusione per i giornali cattivi che non possono fare a meno di notare come, nel bel mezzo di un periodo in cui occorrono nervi saldi, nei 5 Stelle paiano mancare del tutto.
E così dopo le incertezze dell'ex presidente del Consiglio nel gioco della torre tra i due contendenti alla guida della Francia, che sarà pure una semplificazione dire in una risposta secca butto uno o butto l'altro ma dietro c'è anche molta sostanza, due vice al suo posto si prendono la briga di ribadire che comunque no, giammai Le Pen. Sul comico e fondatore che chiede l'assunzione della sua collaboratrice Nina Monti e potrebbe avere una consulenza per il proprio blog, pendono i mugugni degli eletti, che tutto si sarebbero aspettati ma non di vedere parti delle proprie indennità rifinire nelle tasche di Grillo. Coltorti invece viene redarguito dal responsabile Esteri Fabio Massimo Castaldo, ma c'è poco da fare se si pensa che ad oggi neanche si è stati in grado di espellere il filo-russo Vito Petrocelli che ha votato contro la linea del partito e del governo.
La politica estera, a questo proposito, rimane comunque un argomento sensibile. "Per quanto riguarda gli aiuti militari all'Ucraina, quel passaggio, come ho sottolineato più volte, è stato molto sofferto, un passaggio che ricolleghiamo e giustifichiamo esclusivamente con il legittimo alla autodifesa della popolazione ucraina", le parole di Conte all'Adnkronos. Sofferenza e lacerazioni che non paiono affatto sedate, per fortuna però c'è il nuovo scintillante e leggerissimo account TikTok di Conte stesso, dove la politica si trasforma magicamente in pillole di propaganda da scrollare in un attimo.