Non interviene sull'equidistanza manifestata dal capo dei 5Stelle, Giuseppe Conte, sul duello tra Marine Le Pen ed Emmanuel Macron, ma ribadisce la linea del Pd. Il segretario del Pd Enrico Letta interviene in un doppio appuntamento: prima alla Stampa Estera e poi al Convegno "Verso un'Unione per la difesa" a Roma.
"Il voto di domenica in Francia riguarda anche noi e tutta l'Europa - afferma il leader dem - Ritengo che in questo momento una vittoria della Le Pen rappresenterebbe la fine dell'integrazione europea per come l'abbiamo conosciuta, rappresenterebbe un passo indietro e l'arrestarsi di uno dei motori importanti dell'integrazione europea". La vittoria della Le Pen "avrebbe un effetto devastante sulla costruzione europea per come l'abbiamo concepita fino ad oggi. Ed è un interesse nazionale dell'Italia che l'Europa vada avanti".
Parole che arrivano il giorno dopo l'intervento di Conte da Lilli Gruber che lo ha invitato a scegliere tra Le Pen e Macron. Il capo del Movimento ha prima provato a eludere la domanda e poi ha preferito non schierarsi, rivendicando la bontà di alcune questioni poste dalla pasionaria dell'estrema destra francese. Una posizione che ha messo in imbarazzo il Nazareno.
Letta oggi continua: "Penso che questo passo" di un'Europa della difesa "sia essenziale. I cinque grandi Paesi europei devono fare un passo, guardarsi negli occhi. Germania, Francia, Italia, Spagna e Polonia. Non possiamo immaginare passi avanti nelle istituzioni comunitarie che non trovano la volontà dei cinque paesi. L'auspicio è che l'Italia sia promotrice di un passo di questo genere". E ancora. "Stiamo sbagliando a fare delle promesse, all'Ucraina in testa, senza mettere in campo le conseguenze. Con queste regole, saluteremo l'ingresso dell'Ucraina nell'Ue nel 2036. Ci sembra credibile e ragionevole che le promesse che tutti i leader europei stanno facendo si possano concretizzare nel 2036? L'idea oggi è essere ambiziosi, lanciare una confederazione europea che sia al di sopra dell'Unione e che sia il luogo in cui diamo titolarità a quei Paesi candidati a entrare dentro la famiglia europea - osserva il segretraio dem - Se non prenderemo una iniziativa positiva in questi Paesi, si svilupperà in quei Paesi un sentimento filo americano in contrapposizione a quello filo europeo. Ecco perché serve la confederazione larga, mantenendo il percorso per l'Ue. Se non facciamo questo, noi sappiamo che facciamo firmare all'Ucraina un foglio che la porterà nell'Ue nel 2036. Non possiamo permetterci di prenderli in giro in questo modo. Questo è il momento del coraggio".
Al convegno interviene anche il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini. Per quanto riguarda la difesa "dovremo perseguire l'obiettivo di rendere strutturale la ripresa degli investimenti avviata nelle ultime due leggi di bilancio che è fondamentale per il mantenimento delle competenze tecnologiche sovrane e dei relativi ritorni di competitività e di crescita economica. Investimenti che avranno un ruolo centrale nel processo comunitario e che sono necessari anche per supportare il ruolo della nostra industria nazionale nei consorzi industriali che costituiranno il futuro della industria europea della difesa".
Difesa, il ministro Guerini: "Servono investimenti anche a livello nazionale"