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Ue, Borrell: "Putin non vuole tregue, l’Europa aiuterà l’Ucraina a respingere l’invasione russa"

L'Alto Rappresentante dell'Ue, Josep Borrell (afp)
L'Alto rappresentante per gli affari esteri dell'Unione europea: "Per fare la pace bisogna essere in due, come il Tango. Quindi anche se non siamo cobelligeranti il flusso di armi a Kiev aumenterà"
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BRUXELLES - Il nostro obiettivo è far "ritirare Putin" dall'Ucraina. Il presidente del consiglio europeo Charles Michel "ha impegnato" tutta l'Europa: l'Ue punta alla vittoria dell'Ucraina. L'Alto Rappresentante dell'Ue, Josep Borrell, spiega senza mezzi termini che l'Europa non può fermare gli aiuti a Kiev. Anzi il flusso di armi "aumenterà" ma senza diventare "cobelligeranti". Anche se, sulle nuove sanzioni riguardanti petrolio e gas, ancora non c'è accordo.

Sono passati quasi due mesi dall'inizio della guerra. Secondo lei, chi vincerà ?
"Per il momento quello che sappiamo è che il primo tentativo della Russia è fallito. Volevano prendere Kiev rapidamente, attaccando l'Ucraina dal mare al confine bielorusso. Hanno fallito. Ho visto semmai lunghe file di carri armati russi distrutti. Hanno dovuto ritirarsi da Kiev e concentrare tutti i loro sfor…

BRUXELLES - Il nostro obiettivo è far "ritirare Putin" dall'Ucraina. Il presidente del consiglio europeo Charles Michel "ha impegnato" tutta l'Europa: l'Ue punta alla vittoria dell'Ucraina. L'Alto Rappresentante dell'Ue, Josep Borrell, spiega senza mezzi termini che l'Europa non può fermare gli aiuti a Kiev. Anzi il flusso di armi "aumenterà" ma senza diventare "cobelligeranti". Anche se, sulle nuove sanzioni riguardanti petrolio e gas, ancora non c'è accordo.

Sono passati quasi due mesi dall'inizio della guerra. Secondo lei, chi vincerà ?
"Per il momento quello che sappiamo è che il primo tentativo della Russia è fallito. Volevano prendere Kiev rapidamente, attaccando l'Ucraina dal mare al confine bielorusso. Hanno fallito. Ho visto semmai lunghe file di carri armati russi distrutti. Hanno dovuto ritirarsi da Kiev e concentrare tutti i loro sforzi nel Donbass. Al momento hanno perso".

Al momento, però. Il presidente del Consiglio europeo Michel ha detto: "Vogliamo la vittoria dell'Ucraina". C'è il rischio di diventare cobelligeranti?
"Sosteniamo una parte senza diventare belligeranti. È un equilibrio delicato. Capisco le parole del Presidente Michel. Il nostro sforzo militare continuerà e aumenterà. Il flusso delle armi continua e continuerà. Il Presidente Michel parla a nome dell'Unione, le sue parole impegnano l'Ue".

La Germania con il governo Scholz è stata accusata di frenare la risposta alla Russia. Anche sulle armi. Cosa si aspetta da Berlino?
"È sempre difficile trovare un accordo. Questa volta è stato più veloce che in passato. Abbiamo deciso di utilizzare il nostro bilancio per finanziare le armi. Ora tutti le stanno fornendo. Ho parlato con il ministro della Difesa tedesco e mi ha assicurato che stanno fornendo le armi il più rapidamente possibile".

Qual è l'obiettivo dell'Ue? Il ritiro della Russia? E sarà ancora possibile negoziare con Putin in futuro?
"Tutte le guerre sono finite con un negoziato o con una resa. Ma anche la resa deve essere negoziata. Il nostro obiettivo è evitare che Mosca prenda il controllo del paese, occupi la capitale, cambi il governo, imponga il suo dominio. Puntiamo a spingere l'aggressore verso i confini. Vogliamo solo che gli ucraini siano in grado di difendersi. E vorremmo andare al tavolo dei negoziati. Ma quello che Putin ha detto al Cancelliere austriaco è chiarissimo: non vuole fermare la guerra. Quindi aiutiamo l'Ucraina. Cos'altro possiamo fare?".

Aiuti anche per riprendere la Crimea?
"Non so quale sia lo scopo di Putin. Ma quando alcune brave persone, con un cuore grande, mi dicono che non bisognerebbe dare armi all'Ucraina perché renderà la guerra più lunga, io rispondo: Ok, e poi? Non ti interessa come si ferma la guerra? O si risponde a questa domanda oppure è pura retorica".

Ripeterebbe la frase: la guerra si vince o si perde sul campo di battaglia?
"Putin non vuole i negoziati. Quindi ho solo detto che due più due fa quattro. Domenica ho convocato una riunione dei vertici militari. Ma se mi dicono che si apre il tavolo delle trattative, sono pronto anche domani. Per fare la pace, però, bisogna essere in due. Come il Tango".

Con questa crisi l'Europa si sta rivelando più autonoma o meno? Senza gli Usa non si riesce a fare molto. Anche per gli armamenti.
"L'autonomia è un concetto più ampio. Non si tratta solo di autonomia militare. Per molti aspetti abbiamo un deficit. E il più importante è l'energia. Dipendiamo in modo cruciale da Paesi con cui oggi abbiamo relazioni pessime. Dovevamo capirlo prima? È vero. Quando la Crimea è stata presa da Putin, avremmo dovuto reagire. Il secondo aspetto riguarda la capacità militare. Tutti stanno verificando i propri arsenali. Per noi è un buon test".

In attesa dell'autonomia energetica, approverete nuove sanzioni su petrolio e gas. E quando? La prossima settimana? Tra due? Il mese prossimo?
"Non si può dire una data precisa. La decisione spetta ai governi. La Commissione non ha la capacità di presentare proposte. Al momento non c'è accordo. La Germania cancellerà entro la fine di quest'anno saranno tutti gli acquisti di petrolio dalla Russia. Ma è una scelta sua".

E sul gas?
"Il gas è un'altra cosa. Non si usa solo per produrre calore. Si usa per produrre plastica. Molti settori industriali si fermano senza gas. Posso dirvi però che la quantità di gas liquido sta diventando maggiore rispetto a quella dei gasdotti russi".

Va bene, ma le sanzioni?
"Nei prossimi giorni saranno di nuovo sul tavolo ma alcuni Stati hanno detto che porranno il veto a qualsiasi tipo di decisione collettiva. Manca l'unanimità. Anche per mettere un tetto al prezzo o una tassa".

Ma come si può tagliare questo nodo? Abbiamo visto quel che hanno fatto a Bucha. Dobbiamo aspettare una bomba atomica per non continuare a fare business as usual?
"Non è business as usual. Ma alcuni Stati hanno detto chiaramente che non sosterranno mai un divieto o una tassa. Che piaccia o no, questa è la situazione. Altri paesi, come Germania e Italia, stanno sostituendo il gas russo volontariamente. Sarebbe meglio un embargo o una tassa? Si, ma, appunto, non c'è unanimità".

È preoccupato dalle elezioni francesi?
"Perché dovrei? La Francia è un paese democratico e i francesi hanno il diritto di scegliere. C'è un dibattito interessante su di loro. Candidati diversi hanno approcci diversi. Le elezioni saranno importanti non solo per la Francia, avranno conseguenze sul futuro dell'Ue".

Marine LePen, però, sarebbe un cambio totale. Anche nei confronti della Russia.
"Forse dovreste essere più interessati alle conseguenze della guerra nel resto del mondo".