Guerra in Ucraina, Mosca elenca i foreign fighters ma il conto sugli italiani non torna
di Tommaso Ciriaco , Giuliano Foschini , di Tommaso Ciriaco, Giuliano FoschiniUna comunicazione del Cremlino agli addetti militari delle ambasciate occidentali, Italia compresa, ha aggiunto in questi giorni un nuovo frammento di tensione ai rapporti tra Europa e Mosca.
Nella comunicazione, molto stringata, notificata il 16 aprile scorso, la Russia consegna due informazioni: in una prima parte, comune a tutte le note, si dice che alcuni cittadini stranieri, definiti "mercenari", stanno combattendo al fianco dell'esercito ucraino. E che, per questo, la Russia non applicherà le "norme del diritto umanitario internazionale" nei loro confronti. Nella seconda, invece, paese per paese la Russia fa "i conti": all'Italia viene detto che ci sono 61 "mercenari" italiani, di cui 10 ritornati in patria e 11, invece, morti in battaglia. Un conteggio che, però, ha subito lasciato molto sorpresa la nostra intelligence. Che, per questo, ha immediatamente avviato una serie di controlli e verifiche ancora in cor…
Una comunicazione del Cremlino agli addetti militari delle ambasciate occidentali, Italia compresa, ha aggiunto in questi giorni un nuovo frammento di tensione ai rapporti tra Europa e Mosca.
Nella comunicazione, molto stringata, notificata il 16 aprile scorso, la Russia consegna due informazioni: in una prima parte, comune a tutte le note, si dice che alcuni cittadini stranieri, definiti "mercenari", stanno combattendo al fianco dell'esercito ucraino. E che, per questo, la Russia non applicherà le "norme del diritto umanitario internazionale" nei loro confronti. Nella seconda, invece, paese per paese la Russia fa "i conti": all'Italia viene detto che ci sono 61 "mercenari" italiani, di cui 10 ritornati in patria e 11, invece, morti in battaglia. Un conteggio che, però, ha subito lasciato molto sorpresa la nostra intelligence. Che, per questo, ha immediatamente avviato una serie di controlli e verifiche ancora in corso in queste ore.
Secondo l'ultima ricognizione, infatti, gli italiani attualmente impegnati in Ucraina sono 17: 9 combattono con gli ucraini, 8 con i russi. Con loro c'era poi Eddy Ongaro, morto il 31 marzo scorso. Chi sono dunque queste 11 vittime di cui parlano i russi? Vista la precisione dell'informazione, fonti di primo livello ritengono non possa essere classificabile come "fake news". Anzi, è da prendere in grande considerazione. Per questo, le nostre due agenzie di intelligence - Aise e Aisi - stanno effettuando una nuova ricognizione. Dalla quale non stanno emergendo, però, nuovi elementi. Non risultano altri italiani partiti nelle ultime settimane.
È vero, poi, che esiste una brigata internazionale. Ed è altrettanto vero che proprio in queste settimane mercenari europei stanno effettuando l'addestramento necessario per poter entrare nelle forze ucraine. Ma - dopo aver consultato diverse fonti - non risultano italiani tra i professionisti che si stanno addestrando: ci sono inglesi, norvegesi, olandesi, ma nessun nostro connazionale.
Gli 11, allora? Ci sono i 9 foreign fighters censiti, impegnati sul campo al fianco degli ucraini. Di tre di loro non si hanno notizie da qualche giorno, ma nulla di più. Per dare sostanza a quel numero, allora, la nostra intelligence in queste ore sta esplorando un'altra possibilità. È possibile che ci siano altri combattenti che abbiano un filo con il nostro Paese. Italiani di seconda generazione, o più probabilmente ancora, ucraini con un domicilio in Italia, partiti per difendere il loro paese. Su di loro è difficile un censimento. Da un'indicazione assolutamente informale, sarebbero un centinaio, almeno, le persone partite. Un numero dunque coerente con quello indicato dai russi.
C'è poi un'ulteriore possibilità: e cioè che la lettera fosse una provocazione, in un momento di fortissima tensione con le ambasciate occidentali. Le partite aperte sono ancora tante: l'Italia ha espulso 30 diplomatici russi quasi un mese fa e Mosca non ha ancora risposto. Putin ha già 'ricambiato' con tutti gli altri paesi europei, ad eccezione di Italia, Germania, Francia e Spagna. Ed è considerato però certo che la contromossa arrivi nei prossimi giorni, subito dopo la Pasqua ortodossa: si attende un foglio di via per trenta tra diplomatici e funzionari di enti governativi, come l'Istituto di commercio estero e gli enti che si occupano di cultura.