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Liberazione: le feste e le divisioni. Sdegno di Conte su Petrocelli per la “Z” nel tweet sul 25 aprile

A Torino la fiaccolata alla vigilia del 25 aprile (ansa)
Il presidente Mattarella all'Altare della Patria e poi ad Acerra, corteo nazionale a Milano. Il leader 5S al Quadraro
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ROMA - Non si smentisce mai il "compagno Petrov", al secolo Vito Petrocelli, senatore grillino salito alla ribalta per le dichiarate simpatie filo-russe. Uno capace di tutto, persino di farsi beffe del 25 aprile, pur di rimarcare la sua vicinanza a Vladimir Putin.

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E così, alla vigilia di una delle celebrazioni più significative del nostro calendario civile, già infuocata dalle polemiche sulla guerra in Ucraina e l'invio delle armi alla resistenza, l'ineffabile presidente della commissione Esteri ha pensato bene di spedire via social un augurio che suona come uno sfregio alla memoria: "Per domani buona festa della LiberaZione", ha twittato ieri pomeriggio. Con la "Z" alzata in una maiuscola per mandare un messaggio preciso, trattandosi della stessa lettera che campeggia sui tank russi lanciati alla conquista di Kiev, divenuta il simbolo nefasto della campagna militare di Mosca contro il governo Z…

ROMA - Non si smentisce mai il "compagno Petrov", al secolo Vito Petrocelli, senatore grillino salito alla ribalta per le dichiarate simpatie filo-russe. Uno capace di tutto, persino di farsi beffe del 25 aprile, pur di rimarcare la sua vicinanza a Vladimir Putin.

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E così, alla vigilia di una delle celebrazioni più significative del nostro calendario civile, già infuocata dalle polemiche sulla guerra in Ucraina e l'invio delle armi alla resistenza, l'ineffabile presidente della commissione Esteri ha pensato bene di spedire via social un augurio che suona come uno sfregio alla memoria: "Per domani buona festa della LiberaZione", ha twittato ieri pomeriggio. Con la "Z" alzata in una maiuscola per mandare un messaggio preciso, trattandosi della stessa lettera che campeggia sui tank russi lanciati alla conquista di Kiev, divenuta il simbolo nefasto della campagna militare di Mosca contro il governo Zelensky e il suo popolo. Un tweet "semplicemente vergognoso", la reazione sdegnata di Giuseppe Conte. "Petrocelli è fuori dal M5S, stiamo completando la procedura di espulsione", ha ribadito il capo politico, confermando un provvedimento annunciato settimane fa e rimasto però lettera morta. "Il 25 aprile è una ricorrenza seria. Certe provocazioni sono inqualificabili", ha tuonato l'ex premier giallorosso.

Non poteva fare altrimenti. Dopo l'accoglienza calorosa ricevuta al congresso di Articolo1 e la svolta pacifista con cui spera di ingraziarsi la sinistra radicale, Conte è stato costretto a prendere una posizione netta. Che oggi, nel 77esimo anniversario della Liberazione, lo porterà per la prima volta a festeggiare, sebbene fuori dal circuito istituzionale: il presidente dei 5Stelle andrà infatti al Quadraro, storico quartiere della Resistenza romana, per deporre fiori al monumento che ricorda il rastrellamento del '44. La stessa meta scelta l'anno scorso dal presidente Mattarella, che invece oggi, dopo l'omaggio ai caduti all'Altare della Patria, sarà ad Acerra, messa a ferro e a fuoco dai nazifascisti in fuga nell'ottobre '43. Mentre lo stato maggiore dei progressisti - da Speranza a Fratoianni, fino ai vicesegretari dem Provenzano e Tinagli - parteciperà nel pomeriggio alla manifestazione nazionale dell'Anpi, che torna in corteo a Milano dopo due anni di stop causa Covid. Servizio d'ordine potenziato e forze di polizia allertate in tutta Italia per scongiurare provocazioni e disordini.

Oltre al sindaco Sala, al segretario della Cgil Landini e alla Brigata Ebraica, che ha proposto di sfilare con le bandiere Nato, sul palco saliranno due ucraine e naturalmente il presidente dei partigiani Gianfranco Pagliarulo. Il quale, anziché gettare acqua sul fuoco, ieri ha rilanciato sul "tentativo di delegittimazione dell'Anpi: ci hanno accusato di essere putiniani, ne hanno chiesto lo scioglimento", denuncia. "Noi non rispondiamo. Ma una cosa vorrei fosse chiara, a nessuna condizione l'associazione diventerà subalterna". Per poi aggiungere, sibillino: "Mi preoccupa chi dice che è necessario che l'Ucraina vinca la guerra perché questo esclude le trattative di pace". Indicando ancora una volta la resa come unica strada per il cessate il fuoco. Accompagnata da un avvertimento: "Le conseguenze sociali del conflitto saranno pesanti", potranno cioè "spostare a destra la dinamica elettorale". La sinistra è dunque avvisata.

Non proprio il miglior viatico per una Liberazione già segnata da profonde divisioni. Plasticamente rappresentate dallo sdoppiamento della Festa nella Capitale: l'Anpi cittadina terrà il tradizionale corteo fino a Porta San Paolo insieme al governatore Zingaretti e al sindaco Gualtieri. Le altre associazioni partigiane - Fiap, Anpc, Fivl, Aned, Anfim e gli Ucraini in Italia - si riuniranno invece in Piazza Argentina per celebrare, con Azione e +Europa, "la resistenza di allora e quella ucraina di oggi". Ed è lì che andrà anche la presidente della Comunità ebraica Ruth Dureghello.