Sul tema dei salari è scontro tra Confindustria e il ministro del Lavoro Andrea Orlando. "Dire aiuti alle imprese con aumento dei salari è un ricatto. Che modo è di porsi da parte di un ministro della Repubblica? È questo il patto che ci proponete? Noi crediamo che sia un'altra strada", ha attaccato Carlo Bonomi, presidente di Confindustria, intervenendo alle celebrazioni per i 50 anni della confederazioni degli industriali in Emilia-Romagna, e riprendendo quanto scritto in un intervento sul Sole24Ore. "Il vero taglio che dobbiamo fare - ha aggiunto - è quello del cuneo fiscale: questa è equità sociale. Questa è la strada che dobbiamo perseguire".
Ma Orlando risponde alle accuse sottolineando: "Mi sorprende questa reazione da parte di Confindustria perchè mi da l'idea di una inconsapevolezza di quello che si può produrre nei prossimi mesi in questo paese in termini economici e sociali. Se non sapremo essere capaci di far fronte in modo differenziato e con più strumenti ad un aumento dell'inflazione - avverte il ministro - rischiamo una crisi sociale, ma anche una caduta della domanda interna. Ed è di questo che si dovrebbero preoccupare".
Orlando ha quindi spiegato: "Non mi avventuro nel dire se l'aumento dei salari possa aumentare la produttività o se la produtività debba anticipare i salari". Una questione che, per il ministro, è strettamente legata alla scelta di molti lavoratori qualificati di lavorare all'estero: "Alcuni teorici della sostituzione etnica guardano ai complotti. Credo debbano guardare ai salari. In questi anni abbiamo riflettuto molto sull'immigrazione e forse dovremmo rivolgere di più l'attenzione all'emigrazio perchè questo Paese ha un patrimonio di capacità e talenti, di forza lavoro che se ne va".
A difendere il ministro del Lavoro dagli attacchi di Confindustria è il segretario del Pd, Enrico Letta, che intervenendo all'agorà "Retribuzioni giuste" sottolinea: "Non c'è alcun ricatto in corso, c'è la volontà di porre a tutto campo una questione che il governo pone, e riguarda i lavoratori e gli imprenditori, con un forte e strutturale intervento sul cuneo fiscale". E il vicesegretario dei dem, Giuseppe Provenzano, ha aggiunto: "Difendere il lavoro non è un ricatto. Porre questi temi è la nostra priorità".