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Draghi si prepara a partire per Kiev, governo pronto a inviare armi più pesanti

Il premier Mario Draghi (ansa)
Si studia come garantire l'"esfiltrazione" del premier dall'Ucraina in caso di emergenza
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ROMA - Dieci ore da Roma a Kiev. Aereo fino alla Polonia, poi in treno da Leopoli alla capitale. Missione di notte, perché con il buio si possono intercettare più facilmente eventuali attacchi missilistici alle ferrovie ucraine, colpite dai russi nell'Ovest del Paese per spezzare il flusso di armi occidentale. La macchina organizzativa per il viaggio di Mario Draghi da Volodymyr Zelensky si è messa in moto. Ci lavorano Palazzo Chigi, Farnesina e intelligence. Con protocolli di sicurezza altissimi. E questioni ancora da chiarire: si valuta come garantire l'eventuale esfiltrazione del premier, in caso di emergenza. È una procedura standard, in contesti del genere. Il problema è che i cieli ucraini sono interdetti. Anche ipotizzando mezzi di appoggio straordinari, non è facile assicurarsi piste di atterraggio libere lungo il percorso ferroviario che conduce fino a Kiev, visto il numero di velivoli schierati a terra e i danni provocati dai…

ROMA - Dieci ore da Roma a Kiev. Aereo fino alla Polonia, poi in treno da Leopoli alla capitale. Missione di notte, perché con il buio si possono intercettare più facilmente eventuali attacchi missilistici alle ferrovie ucraine, colpite dai russi nell'Ovest del Paese per spezzare il flusso di armi occidentale. La macchina organizzativa per il viaggio di Mario Draghi da Volodymyr Zelensky si è messa in moto. Ci lavorano Palazzo Chigi, Farnesina e intelligence. Con protocolli di sicurezza altissimi. E questioni ancora da chiarire: si valuta come garantire l'eventuale esfiltrazione del premier, in caso di emergenza. È una procedura standard, in contesti del genere. Il problema è che i cieli ucraini sono interdetti. Anche ipotizzando mezzi di appoggio straordinari, non è facile assicurarsi piste di atterraggio libere lungo il percorso ferroviario che conduce fino a Kiev, visto il numero di velivoli schierati a terra e i danni provocati dai combattimenti.

La visita, comunque, è ormai cosa fatta. Non ci sono passi avanti rispetto all'opzione di un format a tre con Macron e Scholz, dunque Draghi procede al momento da solo. Ne ha discusso ieri al telefono con il Presidente ucraino, stabilendo di riaggiornarsi a stretto giro. Il premier, che ieri si è negativizzato dal coronavirus, presiederà lunedì prossimo il consiglio dei ministri per il maxi decreto sull'energia. Da stanotte, dunque, ogni giorno è quello buono per raggiungere Kiev. Le finestre sembrano insomma due: un giorno tra il 29 aprile e il primo maggio, oppure tra il 4 e il 7 maggio, prima della missione alla Casa Bianca del 10 maggio. Questa seconda opzione sembra più probabile, se si valuta un dettaglio: dopo il viaggio a Strasburgo del 3 maggio, il premier potrebbe partecipare il 5 a Varsavia a una conferenza di donatori per l'Ucraina, organizzata da polacchi e svedesi e presieduta da Ursula von der Leyen. Lo farà soltanto se anche gli altri big continentali faranno lo stesso. Draghi potrebbe far precedere la missione in Polonia dal viaggio a Kiev, a quel punto giorno 4. In quel caso, potrebbe trattarsi di un evento-simbolo con Macron e Scholz.

La sostanza politica, intanto, sembra chiara. E si riassume così: aiuti anche militari sempre più consistenti all'Ucraina. "Al centro dei colloqui con Zelensky - fa sapere Palazzo Chigi - vi sono stati gli ultimi sviluppi sul terreno e l'assistenza al Paese". Viene inoltre ribadito "il pieno sostegno alle autorità di Kiev e la disponibilità italiana a contribuire alla ricerca di una soluzione duratura della crisi". Con il leader ucraino, insomma, si è discusso dell'offensiva russa e delle necessità di materiale bellico più pesante. Sul punto, l'ex banchiere non arretrerà di un millimetro - forte anche del Colle - nonostante Conte e Salvini. Ha già fornito rassicurazioni a Zelensky, così come ha fatto Guerini in sede Nato e Di Maio con le diplomazie occidentali. Nel decreto interministeriale già firmato è prevista una fornitura di munizionamento più pesante. E l'Italia assicurerà molto presto anche sei cannoni, obici FH70 da 155 millimetri a traino meccanico, decine di Lince a prova di mina (una cinquantina) e missili antinave.

Una mossa che di certo sarà apprezzata da Zelensky. E da Joe Biden. Ieri la portavoce della Casa Bianca Jen Psaki ha ufficializzato la data del 10 maggio per la visita di Draghi: "Il Presidente non vede l'ora di accoglierlo. Riaffermeremo la forte partnership tra gli Usa e l'Italia". Al centro dei colloqui ci sarà ovviamente "il continuo coordinamento con alleati e partner" per imporre costi economici alla Russia". E poi ovviamente la crescita economica, la lotta ai cambiamenti climatici e la sicurezza energetica. Ma tocca a Enrico Letta farsi portavoce di una sfumatura europea che potrebbe accentuarsi nelle prossime settimane: "Draghi -dice - deve essere molto chiaro anche con Biden: esiste una guida e una leadership europea di questa crisi"