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Hanno tutti ragione | Fascisti, tardo-sovietici e neo maoisti: in Italia il rave del pensiero "critico" che ha sulle scatole la democrazia

L'unico Paese dove detrattori dell'Occidente e amanti delle autocrazie sono al centro dei giochi / Eccezionalmente di lunedì, 2 maggio 2022, il nuovo numero della newsletter Hanno tutti ragione, firmata da Stefano Cappellini. Per attivare l'iscrizione clicca qui
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Dunque abbiamo il ministro degli Esteri russo che viene intervistato sulla tv italiana per fare libero sfoggio di negazionismo su Bucha e di antisemitismo, addirittura attribuendo ad Adolf Hitler origini ebree per sostenere che i peggiori nemici degli ebrei sono gli ebrei medesimi (ma non stupitevi di Lavrov, abbiamo fior di progressisti che sostengono identica tesi su Zelensky).

Quindi abbiamo il partito di maggioranza virtuale, in testa da mesi alla gran parte dei sondaggi, che celebra a Milano un simil-congresso nel quale l'oratore Vittorio Feltri ricorda dal palco che nel capoluogo lombardo nacque anche il fascismo e dalla platea parte uno spontaneo e caloroso applauso, i delegati di Fratelli d'Italia sono orgogliosi del parallelo.

Dunque abbiamo il ministro degli Esteri russo che viene intervistato sulla tv italiana per fare libero sfoggio di negazionismo su Bucha e di antisemitismo, addirittura attribuendo ad Adolf Hitler origini ebree per sostenere che i peggiori nemici degli ebrei sono gli ebrei medesimi (ma non stupitevi di Lavrov, abbiamo fior di progressisti che sostengono identica tesi su Zelensky).

Quindi abbiamo il partito di maggioranza virtuale, in testa da mesi alla gran parte dei sondaggi, che celebra a Milano un simil-congresso nel quale l'oratore Vittorio Feltri ricorda dal palco che nel capoluogo lombardo nacque anche il fascismo e dalla platea parte uno spontaneo e caloroso applauso, i delegati di Fratelli d'Italia sono orgogliosi del parallelo.



Abbiamo il partito di maggioranza relativa il cui fondatore Beppe Grillo ha taciuto due mesi sulla guerra in Ucraina prima di rompere il silenzio, per affidare a un pensoso testo la sua fiducia nella Cina come faro di speranza di un mondo pacificato.

Abbiamo pure, capolavoro di antimperialismo strabico, una classe di intellettuali e professori e artisti e reduci catodici di varia provenienza sinistrorsa che dall'inizio di questa guerra si spende per attribuire alla Nato e all'Occidente le colpe del conflitto ridimensionando o persino negando il ruolo di Putin.



Nel frattempo il dibattito pubblico verte sulla differenza tra armi difensive e armi offensive, purtroppo i Monty Python si sono sciolti e non ne possono trarre spunto, e decine di tribuni politici o mediatici - mitomani, negazionisti, egotici, complottisti - si vestono dell'aura di martiri del pensiero censurato mentre propalano le loro tesi in tv a ogni ora del giorno e della sera e - peggio - le vedono spesso raccolte e rilanciate da una maggioranza virtuale (per ora) dell'arco parlamentare.

Dobbiamo prendere atto che, da destra e da sinistra, la nostra opinione pubblica è avvelenata da schiere di detrattori della democrazia e amanti dell'autocrazia. Fenomeno internazionale ma che vede l'Italia unico Paese nel quale questi rigurgiti hanno la concreta possibilità di diventare programma di governo. Grazie al nostro disgraziato sistema elettorale, l'unico al mondo concepito per ammucchiare tutto il possibile di qua e di là, sono teorie che possono condizionare governi di ogni segno e colore o impossessarsene del tutto.

Non serviva la guerra per accorgersene, ma certo è ancora più evidente il baratro sul quale siamo sospesi.