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Salvini smentisce di essere pronto a partire per Mosca. E apre un nuovo caso: "No all'invio di altre armi. In Usa aridatece Trump"

Matteo Salvini (ansa)
Fonti qualificate confermano però che il leader della Lega ha il desiderio di andare in Russia "per collaborare al processo di pace". E si oppone apertamente al terzo decreto interministeriale che prevede la fornitura di armamenti più pesanti a Kiev
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"Nessun visto richiesto o missione organizzata". Con una nota stringata, Matteo Salvini nega di aver già inoltrato istanza per un lasciapassare per la Russia: "Non so nemmeno dove sta il passaporto", dice. Ma fonti qualificate confermano che il leader della Lega ha il desiderio di andare a Mosca "per collaborare al processo di pace". "Ci sto lavorando riservatamente", ha detto Salvini nel corso della trasmissione "Non è l'Arena" di Massimo Giletti. Il numero uno di via Bellerio continua a citare papa Francesco: "L'obiettivo di arrivare alla Pace a qualunque costo, e incontrando tutti come ribadito dal Santo Padre, rimane per me (e per il 74 per cento degli italiani secondo dati Ipsos) una priorità. Un rinnovato accordo fra Russia, Ucraina, Europa e Stati Uniti deve essere il traguardo di tutti".

"Nessun visto richiesto o missione organizzata". Con una nota stringata, Matteo Salvini nega di aver già inoltrato istanza per un lasciapassare per la Russia: "Non so nemmeno dove sta il passaporto", dice. Ma fonti qualificate confermano che il leader della Lega ha il desiderio di andare a Mosca "per collaborare al processo di pace". "Ci sto lavorando riservatamente", ha detto Salvini nel corso della trasmissione "Non è l'Arena" di Massimo Giletti. Il numero uno di via Bellerio continua a citare papa Francesco: "L'obiettivo di arrivare alla Pace a qualunque costo, e incontrando tutti come ribadito dal Santo Padre, rimane per me (e per il 74 per cento degli italiani secondo dati Ipsos) una priorità. Un rinnovato accordo fra Russia, Ucraina, Europa e Stati Uniti deve essere il traguardo di tutti".

Salvini prosegue dunque nel tentativo di una propria azione diplomatica: avrebbe un nuovo consigliere per la politica estera (un ex ambasciatore) e al di là delle smentite, non mancano i contatti con l'ambiasciata russa, cui il segretario leghista avrebbe "offerto la disponibilità" a un viaggio in Russia per facilitare la via del cessate il fuoco. Ma sono iniziative autonome che irritano il governo: lo stesso capodelegazione della Lega Giancarlo Giorgetti afferma che a lui non risulta che sia già in programma una missione di Salvini a Mosca. Ma aggiunge: "Andrebbe coordinato con il governo che la Lega sostiene". E altre fonti dell'esecutivo, non leghiste, non nascondono perplessità per la nuova mossa salviniana. 

D'altronde, il capo del Carroccio si allontana di nuovo dai binari dell'azione di governo. E ieri sera, a Isoradio, ha lanciato un siluro non da poco alla strategia di Draghi e dei maggiori alleati occidentali: "Armare, armare, armare l'Ucraina sino all'ultimo uomo significa scherzare con il fuoco. Ricordo che la Russia ha 5mila testate nucleari...". Ma soprattutto Salvini si oppone per la prima volta apertamente a un atto che il governo ha confermato di ritenere cruciale nel proseguimento del sostegno all'Ucraina: il terzo decreto interministeriale che prevede la fornitura di armi più pesanti a Kiev. "Non penso che l'invio di altre armi significa avvicinare la pace", ha detto ancora in collegamento con la trasmissione "Il sorpasso" di Isoradio. Tema sul quale è tornato successivamente: "A chi vanno queste armi? Non c'è un rapporto esercito-esercito. Cosa succede fra due mesi? Queste armi salvano la vita dei civili ucraini o condannano altri civili ucraini? Quando si parla di guerra bisogna sempre essere molto prudenti, attenti e cauti. All'inizio, come la stragrande maggioranza degli italiani, ho detto subito sì, senza se e senza ma, all'invio di aiuti economici, umanitari e militari per l'Ucraina. Sono passati due mesi, è servito? Inizio ad avere dei dubbi. Secondo me, adesso, Zelensky e Putin potrebbero e dovrebbero sedersi a un tavolo. Non vorrei che ci fosse qualcun altro, per altri interessi, a non volerli fare sedere al tavolo". Salvini aggiunge che Draghi dovrebbe andare in Parlamento per un dibattito sul tema. E torna a dichiarare le sue simpatie per l'ex presidente Usa Donald Trump: "Se potessi, direi 'aridatece Trump'. Perche' con lui abbiamo vissuto anni di pace. Guarda caso, quando tornano al governo i democratici tornano i venti di guerra"

La linea del leader leghista, in ogni caso, non è quella di Usa, Francia, Gran Bretagna, Germania. Nè, ovviamente, quella dell'esecutivo italiano di cui la Lega fa parte. E il sostegno ai militari ucraini è uno dei punti della risoluzione che il Carroccio ha votato in Parlamento a fine febbraio. Il caso Salvini è sempre aperto, a Palazzo Chigi.