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“Una festa unica per le forze armate”. I dubbi del Quirinale sulla data degli Alpini

Sergio Mattarella 
Mattarella firma la legge sul discusso 26 gennaio: “Meglio il 4 novembre”
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ROMA - Una giornata unica per celebrare le forze armate. Una sola festa, il 4 novembre, che va sancita per legge. È quanto suggerisce il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in una lettera inviata al premier Mario Draghi, con la quale annuncia di avere promulgato la legge che istituisce per il 26 gennaio la giornata dedicata agli alpini.


Una ricorrenza - decisa dal Senato lo scorso 5 aprile dopo due anni di gestazione parlamentare - che ha sollevato numerose polemiche, perché quel giorno si ricorda la battaglia di Nikolaevka del 26 gennaio 1943 in Russia. Un’impresa militare condotta all’interno di una guerra di aggressione dell’Italia fascista, proprio in una zona in questo momento sconvolta da un’altra guerra di aggressione. Si poteva forse scegliere un’altra data per ricordare il sacrificio degli alpini, hanno sostenuto molti storici, e anche nel Pd si è fatta autocritica. "Quella data è una colpevole disatte…

ROMA - Una giornata unica per celebrare le forze armate. Una sola festa, il 4 novembre, che va sancita per legge. È quanto suggerisce il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in una lettera inviata al premier Mario Draghi, con la quale annuncia di avere promulgato la legge che istituisce per il 26 gennaio la giornata dedicata agli alpini.


Una ricorrenza - decisa dal Senato lo scorso 5 aprile dopo due anni di gestazione parlamentare - che ha sollevato numerose polemiche, perché quel giorno si ricorda la battaglia di Nikolaevka del 26 gennaio 1943 in Russia. Un’impresa militare condotta all’interno di una guerra di aggressione dell’Italia fascista, proprio in una zona in questo momento sconvolta da un’altra guerra di aggressione. Si poteva forse scegliere un’altra data per ricordare il sacrificio degli alpini, hanno sostenuto molti storici, e anche nel Pd si è fatta autocritica. "Quella data è una colpevole disattenzione, la cambieremo", aveva detto a Repubblica, il deputato Emanuele Fiano. L’idea era di spostarla al 15 ottobre, data di fondazione del corpo.


Il presidente degli alpini, Sebastiano Favero, nei giorni scorsi aveva sostenuto che "quella fu una battaglia per tornare a casa, non per conquistare. Forse è stato l’inizio della Resistenza, della Liberazione, altro che fascisti". Ma i dubbi non sono stati fugati. E probabilmente non a caso Mattarella ha sentito il bisogno di scrivere una lettera.


Sulla scelta della data il Capo dello Stato non entra. Ribadisce che il corpo degli alpini merita riconoscenza, sulla base di "una storia gloriosa e il prezioso impegno, anche di rilievo sociale". Ma forse, si può dedurre, le polemiche e il dibattito che si è aperto, con interventi anche sul nostro giornale, come quello di Miguel Gotor dello scorso 20 aprile, non sono stati ininfluenti nella formulazione del suo messaggio.


È un fatto che Mattarella indichi una data unitaria, il 4 novembre, per "un riordino complessivo delle celebrazioni"; nella missiva si ribadisce che "i caduti delle Forze armate sono stati protagonisti di molteplici atti di eroismo e di sacrificio per i quali è doveroso ricordarli". Ma è difficile immaginare che ciascun corpo ora possa reclamare la propria giornata, come contemplato da un ordine del giorno, il numero 137, approvato dal Senato, lo scorso 8 marzo. Altrimenti si rischia una dispersione, e le varie celebrazioni perdono di peso.

Mattarella scrive a Draghi: "Si avrebbe un proliferare di ricorrenze e una frammentazione della memoria e della riconoscenza dovuta alle forze armate e ai loro caduti. A questo riguardo vi è da chiedersi come sarebbe possibile per le pubbliche istituzioni e per le scuole richiamare l’attenzione e celebrare degnamente - così come richiesto dalla legge appena promulgata - plurime giornate ciascuna dedicata a un singolo corpo delle Forze armate. Appare quindi necessario compiere una scelta tra un ricordo comune per le Forze armate nella giornata in cui si rende loro onore, con l’alto significato civile e morale di celebrarle congiuntamente nella stessa giornata, ricordando, in quel giorno, il senso del dovere e il sacrificio di tutti i soldati, di ogni Forza armata ed ogni suo corpo interno, oppure distinguerle nella memoria. Tenendo anche conto che ciascuna Forza armata e, al loro interno, ciascun corpo, arma o specialità, celebra tradizionalmente, ogni anno, la propria festa in base a circolari, disposizioni o iniziative tradizionali da ciascuna di esse assunta".


L’intervento di Mattarella arriva mentre a Rimini si è aperta la 93esima adunata nazionale degli alpini. Domenica a Rimini sfileranno novantamila penne nere in un clima di festa.
Insomma, Mattarella promulga la legge, ma chiede che venga "avviata una sollecita riflessione per una adeguata e organica disciplina legislativa relativa alle celebrazioni della nostre forze armate". Il 4 novembre quindi. Si ricorda che quel giorno è definito dell’Unità nazionale dalla legge 260 del 1949, "mentre il suo significato di Festa della Forze armate muove da una lunga tradizione, ben radicata nella coscienza civile degli italiani ma non sancita dalla legge".