Lo spread a quota 200 allontana lo scostamento: “Ma nessun caso Italia”
di Serenella Mattera , di Serenella MatteraROMA - Quota 200: lo spread non saliva fin lì dal maggio del 2020. Le tensioni sui mercati si ripercuotono sull’Italia, portano il Btp ben oltre il 3%, come mai dall’autunno 2018. È la prova, secondo Mario Draghi, che non basta la sua sola presenza a Palazzo Chigi a tenere a bada il differenziale: "Non sono lo scudo contro qualunque evento - ha detto - sono umano". Ma è anche la conferma, rimarcano dal governo, che la linea tenuta dal premier e il ministro dell’Economia Daniele Franco era giusta: lo scostamento di bilancio invocato da mesi dalla Lega e dal M5S e da ultimo anche dal Pd, rischiava di scatenare ben altre turbolenze.
Ora la situazione è monitorata con attenzione, assicurano, non preoccupazione. I prossimi due mesi saranno determinanti: tra maggio e giugno prenderà forma la risposta europea alla nuova crisi, si vedrà anche se ci sarà una sospensione del patto di stabilità. Da questa combin…
ROMA - Quota 200: lo spread non saliva fin lì dal maggio del 2020. Le tensioni sui mercati si ripercuotono sull’Italia, portano il Btp ben oltre il 3%, come mai dall’autunno 2018. È la prova, secondo Mario Draghi, che non basta la sua sola presenza a Palazzo Chigi a tenere a bada il differenziale: "Non sono lo scudo contro qualunque evento - ha detto - sono umano". Ma è anche la conferma, rimarcano dal governo, che la linea tenuta dal premier e il ministro dell’Economia Daniele Franco era giusta: lo scostamento di bilancio invocato da mesi dalla Lega e dal M5S e da ultimo anche dal Pd, rischiava di scatenare ben altre turbolenze.
Ora la situazione è monitorata con attenzione, assicurano, non preoccupazione. I prossimi due mesi saranno determinanti: tra maggio e giugno prenderà forma la risposta europea alla nuova crisi, si vedrà anche se ci sarà una sospensione del patto di stabilità. Da questa combinazione di fattori, combinati con l’incognita guerra e l’allarme energia, dipenderanno i prossimi interventi del governo a sostegno dell’economia. Potrebbe anche servire uno scostamento di bilancio - non è un tabù - ma si cercherà ancora di evitarlo. Il decreto da 14 miliardi appena approvato però dà fiato, guadagna tempo.
Non c’è un “caso Italia”, sottolineano a Palazzo Chigi: lo spread sale per fattori esterni. Che non ci sia - a differenza del passato - un giudizio sulla politica economica del governo lo testimonia un fattore sottolineato giorni fa da Draghi: un analogo trend del differenziale in Paesi paragonabili al nostro, come la Spagna. C’entrano l’instabilità creata dalla crisi ucraina e l’aumento dei tassi già applicato da Usa, Gran Bretagna, Giappone e atteso anche dalla Bce. Per Roma fattore di non poco conto è che la Bce, pur pronta a misure anti-spread, si appresti a chiudere in estate i suoi acquisti di debito. Il Btp oltre il 3% costerà 3 miliardi di spesa per interessi in più allo Stato, secondo la stima di Carlo Cottarelli, Osservatorio conti pubblici.
Ma è sugli effetti della crisi sull’economia reale, che pone l’accento Draghi. Bisognerà, è convinto, continuare a sostenere le famiglie e le imprese dalla crisi energetica e dall’inflazione (che invece aiuta col debito, perché riduce gli interessi reali). Questo sostegno dovrà venire in primo luogo dall’Europa. Cruciali i Consigli Ue di maggio e di giugno. C’è la partita energia, con l’obiettivo assai difficile del tetto al prezzo del gas, e quella del Recovery 2, un nuovo piano di aiuti a partire 200 miliardi avanzati dal primo Recovery, che però - è la convinzione - sarebbero pochi. Draghi ha proposto di allargare il fondo di prestiti Sure, creato per sostenere il lavoro, ai rincari energetici. Entro giugno si saprà.
Ma se nessun aiuto arrivasse da Bruxelles, se si rivelassero ancora necessari sostegni - “mirati, non a pioggia come in passato”, dicono dal governo - Draghi non avrebbe dubbi ad agire, anche da solo. In questi mesi ha tratto le risorse da 11 miliardi di tasse sugli extraprofitti. Nei prossimi sarebbe difficile evitare lo scostamento di bilancio. Ma anche qui conta il fattore Ue: se il deficit fosse autorizzato per tutti i Paesi con una nuova sospensione del patto di stabilità, l’impatto sui mercati sarebbe contenuto.
Di sicuro, la pressione dei partiti per far più debito non si arresta, amplificata dalla campagna elettorale. "Valuteremo ulteriori sforzi", assicura il ministro Andrea Orlando. Molto preoccupato dall’inflazione e le ricadute sui salari e le pensioni si mostra anche Giancarlo Giorgetti. Ma lo spread non preoccupa, assicura Renato Brunetta: "Mi ricordo quello di dieci anni fa. Sappiamo bene come governarlo".