Dagli omofobi ai No Vax: a Verona sfila il corteo contro la Nato e pro-Putin
di Paolo Berizzi , di Paolo BerizziIn principio fu un banchetto a favore dei bambini russofoni del Donbass con tanto di bandiere delle autoproclamate repubbliche di Donetsk e Lugansk: era il 21 aprile, in piazza Bra. Una provocazione mascherata da iniziativa umanitaria contestata dal centrosinistra e che il deputato di +Europa, Riccardo Magi, definì “un chiaro messaggio a favore della spietata invasione russa in Ucraina”. Adesso, due settimane dopo, a Verona è andata in scena la prima manifestazione anti-Nato dall’inizio della guerra. Tradotto: un corteo pro-Putin. A promuoverla, oggi pomeriggio, “Verona per la libertà”, il movimento che sostiene la candidatura a sindaco nelle prossime elezioni amministrative dell’ex consigliere leghista Alberto Zelger (sostenuto anche dal Popolo della famiglia di Mario Adinolfi).
Il corteo, composto da qualche decina di persone - estrema destra, ultracattolici, No Vax e No Green Pass - è partito dall’Arsenale…
In principio fu un banchetto a favore dei bambini russofoni del Donbass con tanto di bandiere delle autoproclamate repubbliche di Donetsk e Lugansk: era il 21 aprile, in piazza Bra. Una provocazione mascherata da iniziativa umanitaria contestata dal centrosinistra e che il deputato di +Europa, Riccardo Magi, definì “un chiaro messaggio a favore della spietata invasione russa in Ucraina”. Adesso, due settimane dopo, a Verona è andata in scena la prima manifestazione anti-Nato dall’inizio della guerra. Tradotto: un corteo pro-Putin. A promuoverla, oggi pomeriggio, “Verona per la libertà”, il movimento che sostiene la candidatura a sindaco nelle prossime elezioni amministrative dell’ex consigliere leghista Alberto Zelger (sostenuto anche dal Popolo della famiglia di Mario Adinolfi).
Il corteo, composto da qualche decina di persone - estrema destra, ultracattolici, No Vax e No Green Pass - è partito dall’Arsenale e ha raggiunto il ponte della Vittoria. Per Putin e contro la Nato. Già, contro la Nato. Come a Verona non si vedeva da cinquant’anni. “Guerra e Follia distruggono l’economia”, è il titolo dell’iniziativa alla quale hanno partecipato, oltre a Zelger, anche l’economista Giancarlo Marcotti, Lilya Stavitska, ostetrica di Lugansk, nel Donbass, e Pietro Minute (Studenti contro il Green Pass di Padova).
Tra tricolori e magliette nere identitarie, forte era la suggestione dei temi anti-sistema portati avanti da due anni a Verona dalla destra estrema che nella città scaligera va a braccetto con gli integralisti cattolici antiabortisti e omofobi, con creazionisti, proibizionisti, complottisti, terrapiattisti. Non è un caso che Zelger sia stato uno dei politici cittadini sempre in piazza a fianco del popolo contro il green pass e “per la trasparenza dell’informazione”.
Un popolo che dalle battaglie novax e contro il certificato verde – oggi che con il caldo e i vaccini il covid sembra sotto controllo - è passato alla propaganda putiniana. Il nome di Putin non è volutamente citato dai manifestanti: si parla solo di Nato. La tesi dei manifestanti è che “la guerra sia stata organizzata e voluta dalle forze Occidentali”, “la Nato sta mandando al massacro il popolo ucraino e i governi vassalli ubbidiscono”. Le parole d’ordine del corteo? “No al pensiero unico”, “la narrativa ufficiale è totalmente inaffidabile”. Dopo avere ricordato il grande rapporto e i “legami solidi” che ci sono da sempre con il popolo russo, per il comitato ha preso la parola Maurizio Cutolo: “Le ripercussioni della guerra sono tangibili sulla quotidianità, è in corso un vortice bellico che nessuno vuole”.
La manifestazione veronese – la prima di questo genere da quando la Russia di Putin ha invaso l’Ucraina, (il corteo era autorizzato da questura e prefettura) – ha suscitato critiche e proteste. “Verona non si merita una destra fascistoide, prima novax, ora pro Putin che oggi scende in piazza contro l’Europa, l’alleanza atlantica e il sostegno alla resistenza ucraina – dice l’eurodeputata dem Alessandra Moretti -. Sorprende che le autorità cittadine abbiano autorizzato simile manifestazione che getta discredito su una città che avrebbe solo bisogno di poter elevare il proprio sguardo e misurarsi con un’Europa che continua a essere il nostro più grande e solido baluardo di civiltà, democrazia e libertà”.