✕

La mossa di Macron sulla guerra in Ucraina: "È l’ora della tregua, la pace non si ottiene umiliando la Russia"

Il presidente francese alla Conferenza per il futuro dell'Europa: "Spetta a Kiev decidere sulla trattativa"
2 minuti di lettura

STRASBURGO - La Nuova Europa di Emmanuel Macron. Con un filo invisibile che collega la difesa dell'Ucraina e la necessità che "la Russia non vinca" alla riforma dei Trattati. Dall'esigenza di abbandonare l'unanimità e di rispettare l'urgenza dell'"efficacia" alla istituzione di una "Confederazione" che unisca non solo i 27 ma anche il resto del Continente a cominciare dalla stessa Ucraina.

Nell'intervento alla cerimonia di chiusura della Conferenza per il futuro dell'Europa nell'aula del Parlamento europeo, il presidente francese lancia un vero e proprio progetto per una nuova Unione. Prova a dare un respiro a istituzioni che nell'ultimo periodo si mostravano asfittiche. L'occasione del resto è stata data da un esperimento innovativo: coinvolgere i cittadini nel tentativo di riforma l'Unione europea. Il dialogo con essi diventa così un progetto politico. L'inquilino dell…

STRASBURGO - La Nuova Europa di Emmanuel Macron. Con un filo invisibile che collega la difesa dell'Ucraina e la necessità che "la Russia non vinca" alla riforma dei Trattati. Dall'esigenza di abbandonare l'unanimità e di rispettare l'urgenza dell'"efficacia" alla istituzione di una "Confederazione" che unisca non solo i 27 ma anche il resto del Continente a cominciare dalla stessa Ucraina.

Nell'intervento alla cerimonia di chiusura della Conferenza per il futuro dell'Europa nell'aula del Parlamento europeo, il presidente francese lancia un vero e proprio progetto per una nuova Unione. Prova a dare un respiro a istituzioni che nell'ultimo periodo si mostravano asfittiche. L'occasione del resto è stata data da un esperimento innovativo: coinvolgere i cittadini nel tentativo di riforma l'Unione europea. Il dialogo con essi diventa così un progetto politico. L'inquilino dell'Eliseo tratteggia una visione e una prospettiva che raramente si affaccia negli interventi svolti nell'assemblea di Strasburgo.

La prima parte è quindi dedicata alla guerra in Ucraina che rappresenta - purtroppo - un tassello dell'edificio europeo da rinnovare: "Continuiamo a sostenere Kiev. L'obiettivo è la pace prima possibile ma impedendo alla Russia di vincere. E bisogna evitare anche qualsiasi escalation". Macron sottolinea, per segnare una distanza dagli Usa, che l'Europa "non è in guerra contro Mosca" ma a favore della "sovranità ucraina". Da difendere allontanando la "tentazione dell'umiliazione o della vendetta". Per raggiungere la pace, però, spetta solo a Kiev "stabilire le condizioni del negoziato con la Russia".

Ma tutto questo non è indifferente rispetto alla necessità che l'Europa cambi e si aggiorni. Due i concetti fondamentali da perseguire: "Indipendenza" e "efficacia". L'indipendenza significa allora "difesa" anche militare, in particolare dei confini orientali. Ma indipendenza anche dal petrolio e dal gas di Mosca. E dai prodotti alimentari. La forma che l'autarchia può assumere nel XXI secolo. Efficacia, invece, vuol dire poter "rispondere velocemente alle crisi" perché il Covid e la guerra hanno messo in evidenza le "nostre vulnerabilità". Per superarle è indispensabile modificare i Trattati studiati "decenni fa". Per questo il presidente francese si dichiara favorevole alla convocazione, come già chiesto dall'europarlamento, della Convenzione per cambiare le regole europee. Anzi, spera che già al Consiglio europeo di fine giugno si possa compiere il primo passo in questa direzione. L'obiettivo principale è quello di superare il principio dell'unanimità che rallenta le decisioni. Serve la "maggioranza qualificata" almeno in alcuni settori vitali: "Dover decidere tutto a 27 rallenta il nostro impegno". Anzi, Macron pronuncia una formula che rappresenta un tabù in Europa: Unione a "più velocità". L'Eu l'ha già sperimentata. La sua massima espressione è l'euro. È un'opzione per impedire che "gli scettici blocchino tutto".

Insomma il "cantiere va aperto". E, appunto, l'Ucraina va coinvolta con una "architettura nuova". Il presidente francese cita di fatto la proposta avanzata nei giorni scorsi dal segretario del Pd, Enrico Letta: quella di dar vita ad una Confederazione. Il leader francese la ricollega ad una analoga idea lanciata una trentina di anni fa da Francois Mitterand. L'intento è di unire tutta l'Europa anche quelli che non fanno parte dell'Unione. E l'Ucraina, anche se dovesse ottenere rapidamente lo status di paese candidato, dovrà comunque aspettare anni prima di entrare nell'Ue. Serve una linea innovativa di relazione. Proprio per rispondere alle esigenze poste dalla guerra in Ucraina.

Macron parlerà nelle prossime settimane con i capi di Stato e di Governo. E la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, annuncia una proposta della Commissione per il prossimo settembre. "Se necessario - avverte - cambieremo i trattati. Il voto all'unanimità è ormai irrealistico". E chiude citando l'ex presidente del Parlamento europeo David Sassoli: "La democrazia non è fuori moda ma deve aggiornarsi".