Ddl Zan, Letta e Sala lanciano la campagna contro contro l'omotransfobia. Il sindaco: serve una convention con dem, Iv e forzisti
di Giovanna Casadio , di Giovanna CasadioBeppe Sala coltiva un’idea: fare una convention più ampia possibile sul ddl Zan e contro l’omotransfobia. Nelle settimane passate pensava di lanciarla a Milano, magari insieme ad altri sindaci, e invitando tutti i leader delle forze politiche, anche Matteo Renzi e Mariastella Gelmini. Ora premette: “Vediamo quando è il momento, forse non questo, intanto vado all’Agorà del Pd”.
Domani ad aprire il dibattito sul ddl Zan allo Scalo Lambrate sarà proprio il sindaco di Milano. Ma il parterre è ricco di ospiti e di interventi, perché la campagna sui diritti civili dei Dem riprende nel Paese, e proprio da Milano. L’Agorà è in presenza e online. Ci sarà a Milano il segretario del Pd, Enrico Letta, che ha dato il via libera per ripresentare il disegno di legge che porta il nome del deputato dem e attivista Lgbt, Alessandro Zan. Il ddl contro l’omotransfobia è naufragato al Se…
Beppe Sala coltiva un’idea: fare una convention più ampia possibile sul ddl Zan e contro l’omotransfobia. Nelle settimane passate pensava di lanciarla a Milano, magari insieme ad altri sindaci, e invitando tutti i leader delle forze politiche, anche Matteo Renzi e Mariastella Gelmini. Ora premette: “Vediamo quando è il momento, forse non questo, intanto vado all’Agorà del Pd”.
Domani ad aprire il dibattito sul ddl Zan allo Scalo Lambrate sarà proprio il sindaco di Milano. Ma il parterre è ricco di ospiti e di interventi, perché la campagna sui diritti civili dei Dem riprende nel Paese, e proprio da Milano. L’Agorà è in presenza e online. Ci sarà a Milano il segretario del Pd, Enrico Letta, che ha dato il via libera per ripresentare il disegno di legge che porta il nome del deputato dem e attivista Lgbt, Alessandro Zan. Il ddl contro l’omotransfobia è naufragato al Senato nell’ottobre scorso, dopo la prima approvazione alla Camera, e ha dovuto attendere sei mesi - che è la cosiddetta “tagliola” prevista dal regolamento parlamentare - prima di essere di nuovo all’esame di Palazzo Madama.
Tra mille polemiche, scontri e l’ostruzionismo delle destre, la legge contro l’omotransfobia torna nell’agenda del Parlamento e diventa una delle calamite politiche del campo largo. Domani all’Agorà sui diritti e il ddl Zan parteciperà anche Elly Schlein. Oltre duecento le iscrizioni. Ne parleranno il capogruppo dem all’europarlamento Brando Benifei, l’eurodeputato Pierfrancesco Majorino e chi ha seguito passo passo la legge come la presidente dei senatori del Pd Simona Malpezzi e il vice Franco Mirabelli, la responsabile diritti civili Monica Cirinnà e l’avvocata che si occupa di volenza di genere, Roberta De Leo, insieme a vari approfondimenti sul punto più controverso, ovvero l’identità di genere, da parte di Laura Caruso e Barbara Mapelli. Dice Zan: “La ricchezza delle agorà sta nel confronto aperto, perché la sfida è quella di non arrendersi e provare ancora e ancora a trovare un accordo”.
Per alcuni, compresi i renziani che a Montecitorio hanno votato il ddl Zan ma a Palazzo Madama hanno preso le distanze, chiedendone modifiche sostanziali, è solo una bandiera sventolata dal Pd in vista del voto per le amministrative adesso e per le politiche nel 2023. “A Italia Viva semplicemente chiediamo di aprire un dialogo per un accordo, dal momento che la prima approvazione è stata anche grazie a loro. Noi dem di certo non stiamo facendo giochetti. La via è stretta ma abbiamo il dovere di provarci fino in fondo e fino all’ultimo momento utile di questa legislatura”, ribadisce Zan.
Letta poi ha rispedito al mittente l’accusa di “benaltrismo” mossa dalle destre, ovvero che in un momento così grave e difficile con la guerra in Europa e le sue conseguenze economiche e sociali, sono ben altri i problemi da affrontare: “Diritti civili, giustizia sociale e compatibilità ambientale sono i tre pilastri della nostra politica. A chi dice che ci vuole “ben altro”, noi rispondiamo che ci vuole tutto”. L’Agorà di Milano si tiene alla vigilia della giornata contro l’omotransfobia di martedì 17. E la fotografia dell’Italia scattata da Ilga Europe nella Rainbow map, vede l’Italia sempre fanalino di coda in Europa in fatto di tutele Lgbt, dopo la Repubblica ceca.
Le possibilità che il ddl Zan, alla sua seconda prova in questa legislatura, sia approvato sono poche. Cirinnà lancia un appello: “Al Senato, a partire dal presidente della commissione Giustizia, il leghista Andrea Ostellari, si costruisca un dialogo serio e non ideologico”. Dopo Milano, sui diritti civili gli appuntamenti sono le Agorà del 21 a Palermo e del 28 a Padova. Sempre Cirinnà a proposito di cambiamenti del testo: “Stiamo discutendo di una legge contro i crimini di odio. Se dovessimo escludere alcune categorie di persone da queste tutele, come avverrebbe se si dovesse togliere il riferimento a identità di genere, allora avremmo fallito l'obiettivo principale di questa legge che è di proteggere tutte le categorie dei discriminati, cioè combattere l'omotransfobia, la misoginia e l'abilismo che colpisce i diversamente abili. Faremo un grande lavoro per giungere all’approvazione trovando i voti in Parlamento".