Zelensky in tv respinge il pressing sul negoziato: "Noi al tavolo solo se Putin si ritira”
dal nostro inviato Paolo Brera , dal nostro inviato Paolo BreraKIEV - In mimetica verde d’ordinanza, la voce roca e profonda, i soliti tempi perfetti di chi sa come essere efficace in tv, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ieri sera ha bacchettato persino il Papa, insieme al presidente francese Emmanuel Macron. Intervistato da Bruno Vespa a Porta a Porta, ha ringraziato il premier Mario Draghi per le sanzioni "che nel turismo sono state molto forti, sono stati bloccati conti degli oligarchi russi per un miliardo e sono grato all’Italia per questo". Ma che pena, dice invece guardando Oltretevere, quelle due bandiere affiancate durante la Via Crucis: il tricolore russo e il gialloblu ucraino, fianco a fianco nei pensieri di papa Francesco, non li ha digeriti affatto. "Quando il Papa prega per l’Ucraina gli siamo molto grati. Quando invece ha fatto vedere che poteva esserci amicizia tra i due popoli, non abbiamo potuto accettarlo. Quella è la bandiera sotto cui ci stanno uccidendo. Per noi significa occu…
KIEV - In mimetica verde d’ordinanza, la voce roca e profonda, i soliti tempi perfetti di chi sa come essere efficace in tv, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ieri sera ha bacchettato persino il Papa, insieme al presidente francese Emmanuel Macron. Intervistato da Bruno Vespa a Porta a Porta, ha ringraziato il premier Mario Draghi per le sanzioni "che nel turismo sono state molto forti, sono stati bloccati conti degli oligarchi russi per un miliardo e sono grato all’Italia per questo". Ma che pena, dice invece guardando Oltretevere, quelle due bandiere affiancate durante la Via Crucis: il tricolore russo e il gialloblu ucraino, fianco a fianco nei pensieri di papa Francesco, non li ha digeriti affatto. "Quando il Papa prega per l’Ucraina gli siamo molto grati. Quando invece ha fatto vedere che poteva esserci amicizia tra i due popoli, non abbiamo potuto accettarlo. Quella è la bandiera sotto cui ci stanno uccidendo. Per noi significa occupazione".
E non gli è piaciuta neppure l’idea di Emmanuel Macron di lasciare aperta una porta per "non umiliare" Putin, una linea di prudenza tattica che ha fatto breccia anche Oltreoceano: nel dialogo tra Biden e Draghi è emersa la "preoccupazione" per l’assenza di una via di fuga per Putin dal disastro politico e militare in cui si è cacciato a capofitto il 24 febbraio. Macché, a Zelensky dell’exit strategy russa non interessa nulla: "No, non credo che Putin riuscirà a salvare la faccia". E se qualche Paese europeo insiste a dire "che bisogna trovare una strada verso Putin", avverte, "noi queste strade le abbiamo cercate per anni ma ora sono ricoperte dai cadaveri dei nostri cittadini". Se il messaggio non fosse chiaro, lo spiega così: "Quando c’è un conflitto tra vicini ci mettiamo al tavolo, prendiamo un bicchiere di qualcosa e iniziamo a parlare. Oggi con la Russia non è più possibile. Nel bicchiere non c’è vino, ma il sangue della nostra gente".
Immagini ad effetto, stoccate, e nessun margine per la trattativa. Le tragedie di Bucha e Borodyanka hanno complicato tutto, dice, "dopo ogni guerra arriva la pace ma non dobbiamo cercare una via d’uscita per la Russia. Putin voleva qualche risultato, ma proporre a noi di cedere qualcosa per salvargli la faccia non è corretto da parte di alcuni leader. Non accettiamo compromessi sulla nostra indipendenza". La precondizione resta la ritirata dai territori occupati dopo il 24 febbraio. E non ci sarà la rinuncia alla Crimea: "Non ho mai parlato di riconoscerne l’indipendenza, non lo faremo mai: ma la lasciamo da parte se ostacola la pace". Piuttosto, "dobbiamo liberare i villaggi e le case, bisogna restituire quello che è stato saccheggiato".
Nega che ci siano fratture strategiche tra i due lati dell’Oceano: "Non vedo tutta questa differenza tra la posizione europea e quella americana. Siamo tutti uniti sull’obiettivo di ripristinare l’integrità territoriale, senza forze armate ucraine potenti la base delle trattative con la Russia non sarà potente», dice. La Russia «è più forte, ma il mondo è unito intorno a noi: sentiamo che passo dopo passo stiamo riuscendo. Draghi ha ragione, possiamo vincere".