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Comunali, a Palermo il ritorno in pista dei condannati Cuffaro-Dell'Utri

Il primo, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, ha contribuito a indicare Lagalla per il centrodestra. Il secondo, dopo aver scontato 7 anni per favoreggiamento, guida la lista Dc nuova, a sostegno del suo ex assessore. Sfideranno il candidato unitario del centrosinistra Franco Miceli
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L’ultima a richiamare i candidati al rifiuto di endorsement “pericolosi”, sabato, è stata Maria Falcone, sorella del magistrato ucciso a Capaci. Perché nel trentennale della strage, che ricorre lunedì prossimo, la campagna elettorale palermitana è segnata dal ritorno di due figure ingombranti: Marcello Dell’Utri, che dopo la condanna per concorso esterno ha indicato il candidato del centrodestra Roberto Lagalla, e Totò Cuffaro, che ha finito di scontare i 7 anni che gli sono stati inflitti per favoreggiamento alla mafia e guida addirittura una lista, la Dc nuova, a sostegno dello stesso aspirante sindaco.

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L’ultima a richiamare i candidati al rifiuto di endorsement “pericolosi”, sabato, è stata Maria Falcone, sorella del magistrato ucciso a Capaci. Perché nel trentennale della strage, che ricorre lunedì prossimo, la campagna elettorale palermitana è segnata dal ritorno di due figure ingombranti: Marcello Dell’Utri, che dopo la condanna per concorso esterno ha indicato il candidato del centrodestra Roberto Lagalla, e Totò Cuffaro, che ha finito di scontare i 7 anni che gli sono stati inflitti per favoreggiamento alla mafia e guida addirittura una lista, la Dc nuova, a sostegno dello stesso aspirante sindaco.

«Non decidono Cuffaro o Dell’Utri», ha cercato di correggere il tiro quando la polemica già montava Matteo Salvini. E dire che proprio il leader leghista, un mese fa, ha incontrato Cuffaro a Palermo: «Quando ci siamo visti — ha provato a minimizzare l’ex presidente della Regione — io e Salvini abbiamo parlato del più e del meno». «Io — sostiene invece Dell’Utri — mi sono limitato a dire che se votassi a Palermo sarei felice di sostenere Lagalla, visto che è molto stimato nel mondo accademico e intellettuale». Sul nome di Lagalla, che esordì in politica proprio da assessore di Cuffaro, un centrodestra dilaniato dalle divisioni in vista delle Regionali in programma in autunno ha trovato del resto una difficile sintesi dopo una trattativa lunghissima: ad appoggiarlo saranno almeno nove liste, con una coalizione che va da Fratelli d’Italia agli esponenti di Italia viva, in campo con una civica nonostante il no di Matteo Renzi.

Alle urne Lagalla dovrà vedersela contro il candidato unitario del campo giallorosso: Franco Miceli, presidente nazionale dell’Ordine degli Architetti, è stato l’ultimo segretario cittadino del Pci e adesso corre appoggiato dal Partito democratico, dal Movimento 5 Stelle, da una lista che raccoglie tutta la sinistra e il mondo ecologista e da una civica. Da tenere d’occhio, però, ci sono almeno altri tre candidati: il presidente dell’assemblea nazionale di +Europa Fabrizio Ferrandelli, che corre anche con il sostegno di Azione, l’ex direttrice del carcere Ucciardone Rita Barbera, appoggiata da Potere al popolo, e l’eurodeputata Francesca Donato, che dopo essere uscita dalla Lega si è caratterizzata su posizioni No Vax e No Mask e adesso è alla guida di una lista civica. Per una sfida che però ha assunto ormai una valenza diversa. E segna il ritorno dei personaggi più ingombranti della politica siciliana. Nonostante le condanne.