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Renzi: "Si voterà a maggio 2023. Non so se il M5S ci sarà, noi al 10%"

(ansa)
Il leader di Iv presenta il suo libro "Il Mostro". Conferma le accuse contro il vicepresidente del Csm Ermini: "Chiedo un confronto all'americana con lui". E ironizza su Di Maio: "Per lui la Farnesina è stata un ottimo corso di recupero"
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"Io non ho paura, qua dentro faccio nomi e cognomi", dice Matteo Renzi indicando il suo nuovo libro. Ne parla quasi fosse una resa dei conti tra lui e quanto accaduto "negli ultimi dieci". Nell'Aula dei capigruppo alla Camera, il senatore di Rignano ha presentato il suo libro 'Il Mostro', edito da Piemme. Lo ha fatto davanti ad una platea di giornalisti e fedelissimi. Ci sono Davide Faraone, Luciano Nobili, Teresa Bellanova e Ivan Scalfarotto. Renzi parte dalle inchieste che lo hanno coinvolto per finire ai giorni d'oggi. Attacca i magistrati che lo hanno indagato, critica i 5 stelle e si lancia in un pronostico sulle prossime elezioni politiche: "Si voterà a maggio 2023".

La pre…

"Io non ho paura, qua dentro faccio nomi e cognomi", dice Matteo Renzi indicando il suo nuovo libro. Ne parla quasi fosse una resa dei conti tra lui e quanto accaduto "negli ultimi dieci". Nell'Aula dei capigruppo alla Camera, il senatore di Rignano ha presentato il suo libro 'Il Mostro', edito da Piemme. Lo ha fatto davanti ad una platea di giornalisti e fedelissimi. Ci sono Davide Faraone, Luciano Nobili, Teresa Bellanova e Ivan Scalfarotto. Renzi parte dalle inchieste che lo hanno coinvolto per finire ai giorni d'oggi. Attacca i magistrati che lo hanno indagato, critica i 5 stelle e si lancia in un pronostico sulle prossime elezioni politiche: "Si voterà a maggio 2023".

La presentazione avviene l'indomani del botta e risposta andato in scena tra Renzi e il vicepresidente del Csm Davide Ermini. L'ex premier ribadisce le parole messe nero su bianco nel libro, le stesse che hanno fatto infuriare Ermini. "Il metodo Palamara era usato da tutti. Chi lo nega mente sapendo di mentire". E aggiunge: "Ho visto che qualcuno ha iniziato a querelare", dice riferendosi ad Ermini. "Lo trovo straordinariamente affascinante. Io confermo, è tutto vero e sono pronto al confronto all'americana". Rimanendo in tema giustizia, l'ex premier non perde occasione per criticare la riforma voluta dalla ministra Marta Cartabia. "È inutile", tuona Renzi. "O diamo responsabilità vera a chi sbaglia e eliminiamo le appartenenze di corrente per fare carriera o la giustizia non migliorerà mai", dice ribadendo il sostegno ai cinque referendum sulla giustizia. Non è un caso che nel mirino dell'ex premier ci siano anche e soprattutto le inchieste che lo hanno coinvolto negli ultimi anni, a partire dall'indagine sulla sua fondazione: Open. "Un'iniziativa giudiziaria che ha bloccato la crescita politica di Italia Viva", la definisce Renzi. Una meschinità - aggiunge - e una menzogna clamorosa. Non c'è nessun centesimo rubato ai cittadini".

L'ex premier si toglie qualche sassolino dalla scarpa anche quando parla dell'elezione del presidente della Repubblica andata in scena a gennaio di quest'anno. "Io non ero per mattarella bis. Conte faceva i tweet con Letta ma sottobanco discuteva con Salvini e Salvini diceva di parlare con Berlusconi ma sottobanco parlava con Conte". Al M5S il sentore non risparmia neanche una critica. "La città dei lupi è diventata la città dei cinghiali per l'incapacità di governare dei 5 stelle", dice parlando dell'ex amministrazione romana. Guardando al prossimo rinnovo del Parlamento, invece il pronostico di Renzi è tutt'altro che morbido: "Non so se il Movimento 5 stelle arriverà alle prossime elezioni. La leadership di Conte, che è già una antinomia, credo sia messa in discussione, ma non dai giudici, ma dal fatto che non hanno una linea". Qualche buona parola, invece, seppur condita con un filo di ironia, la spende per il principale rivale alla leadership di Conte: Luigi di Maio. "Per lui - ha detto Renzi - la Farnesina è stata un ottimo corso di recupero".

Quanto al suo partito è convinto che Italia Viva abbia un "ampio spazio politico" a cui puntare. Quello del centro, ovviamente. Renzi spera di poter arrivare almeno "ad un 10 per cento", dice. Un risultato ambizioso per un partito che, secondo i sondaggi, ad oggi fatica a superare il 3 per cento. "In ogni caso - è la sua convinzione - abbiamo dato le carte con il 4. Figuriamoci con il 5% e molto di più".