Crosetto: "Meloni ha più voti e fa paura agli alleati. Ma il destino è stare insieme"
di Emanuele Lauria , di Emanuele LauriaIl vertice tanto atteso ha lasciato sul tavolo una ridda di incomprensioni e polemiche.
"Può succedere, quando non ci si parla da mesi e si sta su fronti opposti rispetto al governo. Difficile - dice Guido Crosetto, uno dei fondatori di Fratelli d'Italia - che d'un tratto rinasca l'idillio. Il tempo fa sedimentare le distanze. Detto ciò, non si può nascondere che ci siano nodi politici reali da sciogliere".
Quali?
"Beh, prenda la vicenda siciliana: la posizione di Fratelli d'Italia su Musumeci non è anomala: normalmente i governatori uscenti vengono ricandidati, se non sono finiti in galera o se non hanno distrutto la Regione che hanno guidato. Occo…
Il vertice tanto atteso ha lasciato sul tavolo una ridda di incomprensioni e polemiche.
"Può succedere, quando non ci si parla da mesi e si sta su fronti opposti rispetto al governo. Difficile - dice Guido Crosetto, uno dei fondatori di Fratelli d'Italia - che d'un tratto rinasca l'idillio. Il tempo fa sedimentare le distanze. Detto ciò, non si può nascondere che ci siano nodi politici reali da sciogliere".
Quali?
"Beh, prenda la vicenda siciliana: la posizione di Fratelli d'Italia su Musumeci non è anomala: normalmente i governatori uscenti vengono ricandidati, se non sono finiti in galera o se non hanno distrutto la Regione che hanno guidato. Occorre almeno una giustificazione tecnico-politica per farlo".
E non c'è?
"Diciamola tutta: si rompe non per Musumeci, ma per l'irrazionalità di Micciché, che ha detto delle cose politicamente pesanti e divisive. Ma non a caso: credo abbia un progetto politico preciso e da tempo non è distante da Leoluca Orlando".
Esiste poi la questione del patto anti-inciucio: è così dirimente l'impegno chiesto da Fdi a Lega e Fi, quello di chiudere per il futuro con gli attuali alleati di governo?
"Giorgia Meloni chiede una cosa molto semplice: chi siete voi, quelli che dicono "rivogliamo Draghi e l'alleanza con il Pd" o quelli che intendono governare con il centrodestra?
Insomma, riconosciamoci".
Come finirà?
"Non mi spaventa il risultato della prima riunione, può andare male ma non dev'essere la scusa per non farne più. Con altri tre o quattro incontri, credo e spero che si arriverà a un'intesa. Vede, il problema è che la politica italiana si sta assuefacendo ai governi tecnici, che consentono di deresponsabilizzarti. Mantieni la parte estetica della politica - le auto blù, la gente che ti apre le porte - ma non devi rispondere della gestione della cosa pubblica. È la negazione della politica. Una tentazione che prende molti, trasversalmente".
Accusano Meloni di pensare più alla crescita di Fdi che agli interessi della coalizione.
"Giorgia è l'unica che ha rispettato gli impegni di coalizione per cinque anni. Mi scusi l'immagine: lei non ha rotto un matrimonio per scappare con Conte e Draghi".
Certo, con l'ascesa di Fratelli d'Italia i rapporti nel centrodestra sono diventati più difficili. Meloni fa paura?
"Mi chiedo perché debba fare paura Fdi al 22 o 23 per cento mentre stesso sentimento non suscitava Salvini quando era al 34 o Berlusconi quando toccò il 40".
Forse perché c'è in ballo la candidatura a premier?
"Riduttivo pensarla così. Meloni non corre per se stessa ma per portare al governo una visione della società. Meloni disturba gli alleati perché ha più voti di loro. E in una politica maschilista ha l'aggravante di essere donna. Io credo che Fi, Fdi, Lega, i centristi siano naturalmente destinati a rimanere insieme".
Se non cambia la legge elettorale.
"Ah, in Italia tutto è possibile. Ma dopo lo scontro sulla commissione Esteri del Senato mi chiederei prima se il governo andrà avanti".
Lei che dice?
"Che c'è la guerra, il problema spread, una nuova guida della Bundesbank: tutti elementi che farebbero propendere per la permanenza di Draghi a Palazzo Chigi fino al 2023. Ma poi bisogna fare i conti con la politica, che è fatta di uomini con interessi diversi. E se lo vuole sapere, io in questi giorni ho trovato più parlamentari favorevoli al voto anticipato che contrari. E intendo parlamentari non iscritti a Fratelli d'Italia".