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Berlusconi da Napoli: "Armi all'Ucraina? Anche noi siamo in guerra. Meglio inviarle senza fare pubblicità"

Il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi (ansa)
Il cavaliere apre la convention di Forza Italia tra i veleni dopo le tensioni e le denunce di Gelmini. La critica sulle sanzioni: "Hanno fatto male anche a noi".
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"Io dico che inviare armi significa essere cobelligeranti, essere anche noi in guerra. Cerchiamo di far finire in fretta questa guerra. Se dovessimo inviare armi, sarebbe meglio non farne tanta pubblicità". L'altra sera, durante una cena di forzisti a Treviglio, Silvio Berlusconi aveva criticato Nato e Usa per aver dato del "criminale" a Vladimir Putin. Ora il Cavaliere esplicita ulteriormente la sua linea sulla guerra in Ucraina e sulle sanzioni ("che hanno fatto molto male all'economia russa ma anche a noi"), vagheggiando un futuro plumbeo ("Rischiamo la chiusura di centinaia di migliaia di aziende, la perdita di 3 milioni di posti di lavoro, il dilagare della povertà in Italia e dovremmo andare in giro in inverno con i cappotto addosso in casa e una candela in mano"). Lo fa da Napoli, dopo un pranzo al ristorante, nel giorno in cui si apre la convention di Forza Italia.

Un appuntamento che arriva dopo le inaudite tensio…

"Io dico che inviare armi significa essere cobelligeranti, essere anche noi in guerra. Cerchiamo di far finire in fretta questa guerra. Se dovessimo inviare armi, sarebbe meglio non farne tanta pubblicità". L'altra sera, durante una cena di forzisti a Treviglio, Silvio Berlusconi aveva criticato Nato e Usa per aver dato del "criminale" a Vladimir Putin. Ora il Cavaliere esplicita ulteriormente la sua linea sulla guerra in Ucraina e sulle sanzioni ("che hanno fatto molto male all'economia russa ma anche a noi"), vagheggiando un futuro plumbeo ("Rischiamo la chiusura di centinaia di migliaia di aziende, la perdita di 3 milioni di posti di lavoro, il dilagare della povertà in Italia e dovremmo andare in giro in inverno con i cappotto addosso in casa e una candela in mano"). Lo fa da Napoli, dopo un pranzo al ristorante, nel giorno in cui si apre la convention di Forza Italia.

Un appuntamento che arriva dopo le inaudite tensioni della vigilia: la due giorni della Mostra d'Oltremare assume anche il significato di una panacea contro i mali di Forza Italia, emersi con le pubbliche denunce di Mariastella Gelmini, capodelegazione al governo, nei confronti della gestione del partito e della politica estera di Berlusconi. Gelmini, alla fine, partecipa regolarmente al dibattito di stasera, assieme ai due governatori Roberto Occhiuto e Alberto Cirio, ma restano immutate le distanze con il Cavaliere, molto risentito per le critiche ricevute. Non è previsto alcun incontro chiarificatore fra Gelmini e l'ex premier.

Quel che accadrà, dopo la convention, si vedrà nelle prossime settimane (l'ala moderata rappresentata dai ministri vive sempre più esistenza autonoma rispetto all'inner circle di Arcore), intanto tocca ancora al vecchio capo rialzare il morale della truppa. E sembra che metterà la sua tradizionale verve per raggiungere l'obiettivo: arrivato già oggi a Napoli, risiede in un albergo del centro, qualche passeggiata, o un pranzo fuori dall'hotel, a uso e consumo dei passanti. Domani Berlusconi concluderà i lavori con un suo intervento.

La manifestazione napoletana serve anche a lanciare un messaggio agli alleati dopo il flop del vertice ad Arcore: solo con i moderati di FI si può vincere e riconquistare il Paese nel 2023. Di certo a Napoli tutto è in grande. Stesso slogan di Roma ("L'Italia del futuro") ma una location più spettacolare com'è il quartiere fieristico di Fuorigrotta, l'inno di Mameli in apertura, i fuochi d'artificio in serata. E per venire incontro agli ospiti, un servizio di babysitter e pure dogsitter. Non mancano i testimonial come il Ridge di Beautiful, alias l'attore Ron Moss noto estimatore del Cav, e Beppe Incocciati, ex allenatore di calcio che fu assessore azzurro a Fiuggi. Il parterre internazionale vede tra gli ospiti big del Ppe quali Roberta Metsola, presidente del Parlamento europeo (in videocollegamento), Donald Tusk e Manfred Weber. Sette i confronti tematici previsti, dalle donne al Pnrr passando per turismo ed energia. Spazio anche al mondo delle imprese: sul palco gli amministratori delegati di Eni, Enel, Terna, Autostrade e Trenitalia oltre a Luigi Sbarra della Cisl. Domani il sottosegretario alla Giustizia, Francesco Paolo Sisto ricorderà la strage di Capaci a pochi giorni dal trentesimo anniversario, seguito dai capigruppo parlamentari e dal coordinatore nazionale Antonio Tajani.

In tutto quasi 5.000 persone tra sindaci, amministratori locali e parlamentari. Il partito è in campo con quattro governatori (di Molise, Basilicata, Piemonte e Calabria) e tre ministri (Renato Brunetta, Mara Carfagna e Gelmini). Tocca a questi ultimi dar voce all'anima moderata e riformista, da tempo in lotta con la corrente dei più duri e diffidente verso chi - a loro vedere - spinge Berlusconi fra le braccia di Salvini. Il tentativo sarà a mettere a fuoco la prospettiva del partito, in lieve crescita ma schiacciato tra le spinte populiste della Lega e la volata che tenta Fratelli d'Italia, forte dei sondaggi a favore e della coerenza che rivendicano. La stessa evidenziata nella nota di Fratelli d'Italia, martedì dopo il confronto a tre, contro un'unità "declamata" ma - denunciano i meloniani - tutta ancora da costruire.