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Che cos'è il Pnrr: i numeri, gli scontri e gli obiettivi da raggiungere dell'Italia

Il premier Mario Draghi (agf)
Cosa prevede il Piano nazionale di Ripresa e Resilienza, il pacchetto di investimenti e riforme finanziato dall'Ue per far fronte alla crisi provocata dalla pandemia da Covid-19
2 minuti di lettura

Mario Draghi è stato chiaro con i partiti che sostengono il suo governo: non sono ammessi ulteriori ritardi, non si possono mettere a rischio i soldi del Pnrr. Le riforme sono un campo minato per l'esecutivo composto da una maggioranza che va avanti fra altolà, polemiche e attacchi. L'ultimo scontro ieri tra Pd e Lega, con Enrico Letta che chiede a Matteo Salvini di fermarsi, "di non superare il limite". E i toni tra i partiti così restano alti, nonostante i richiami del presidente del Consiglio Mario Draghi e di Bruxelles, che ha sollecitato l'Italia a tenere il passo con gli interventi necessari a ottenere i fondi del Pnrr, come quelli su fisco e concorrenza. Quindi anche su catasto e concessioni balnear su cui la Lega e FI hanno piantato più di un paletto. 

Mario Draghi è stato chiaro con i partiti che sostengono il suo governo: non sono ammessi ulteriori ritardi, non si possono mettere a rischio i soldi del Pnrr. Le riforme sono un campo minato per l'esecutivo composto da una maggioranza che va avanti fra altolà, polemiche e attacchi. L'ultimo scontro ieri tra Pd e Lega, con Enrico Letta che chiede a Matteo Salvini di fermarsi, "di non superare il limite". E i toni tra i partiti così restano alti, nonostante i richiami del presidente del Consiglio Mario Draghi e di Bruxelles, che ha sollecitato l'Italia a tenere il passo con gli interventi necessari a ottenere i fondi del Pnrr, come quelli su fisco e concorrenza. Quindi anche su catasto e concessioni balnear su cui la Lega e FI hanno piantato più di un paletto. 

Cos'è il Pnrr

Ma cos'è il Piano nazionale di Ripresa e Resilienza? È un pacchetto di investimenti e riforme finanziato dall'Unione europea (programma Next Generation EU) per far fronte alla crisi provocata dalla pandemia da Covid-19. Il Piano italiano prevede risorse pari a 191,5 miliardi di euro dall'Ue: 68,9 miliardi saranno sovvenzioni a fondo perduto e 122,6 miliardi saranno finanziamenti in forma di prestiti a tassi agevolati. A queste risorse si aggiungono 30,6 miliardi stanziati dallo Stato italiano. Missioni, componenti, riforme, condizioni e trasparenza.

Suddiviso in sei missioni principali, il Pnrr descrive le priorità di investimento per un arco temporale di 5 anni. Il 30 aprile 2021 l'Italia ha presentato alla Commissione europea il Piano nazionale di ripresa e resilienza, approvato poi il13 luglio scorso. Il governo ha cominciato a mettere in atto il Piano nella
seconda metà del 2021 e dovrà completarlo entro la fine del 2026. L'obiettivo è quello di rilanciare la struttura economico-sociale dell'Italia, messa a dura prova dagli effetti della pandemia, puntando soprattutto sulla transizione energetica, la digitalizzazione e il welfare.

Vediamo nel dettaglio questo Piano con cui si vuole "lasciare una preziosa eredità alle generazioni future".

I numeri del Pnrr, il valore totale: 724 miliardi

Il Pnrr vale in totale 723,8 miliardi messi a disposizione degli Stati europei per finanziare investimenti nella transizione digitale e verde.

Prestiti agevolati: 386 miliardi

Il 53% dell'ammontare totale del Pnrr è costituito da prestiti a tasso agevolato: 386 miliardi. La parte restante, pari a 338 miliardi, è a fondo perduto.

La quota dell'Italia: 191 miliardi

L'Italia è il primo Paese beneficiario del Pnrr con una quota pari al 26% dello stanziamento totale: 191,5 miliardi, pari al 10,7% del suo Pil.

Sovvenzioni: 122 miliardi

Il 64% della quota Pnrr assegnata all'Italia è fatta di prestiti: 122,6 miliardi. Il terzo restante è invece la parte di sovvenzioni: 68,9 miliardi.

Gli obiettivi dell'Italia

L'Italia ha 100 obiettivi del Pnrr da raggiungere entro fine 2022; i 45 fissati entro il 30 giugno (secondo la tabella di marcia del Piano) sbloccherebbero la seconda rata dei fondi europei di 24 miliardi, a cui si aggiungerà un'ulteriore tranche a fine anno di 22 miliardi. A fine aprile sono stati raggiunti 14 obiettivi, entro fine maggio saranno almeno 25 ma si punta a chiuderne 30, per poi centrare l'intero pacchetto a giugno. Ridurre i tempi della giustizia per spingere gli investimenti, riformare gli appalti e il sistema di qualificazione delle stazioni appaltanti entro marzo 2023, rafforzare il reclutamento nella scuola e la Pubblica amministrazione. Sono al cuore del Pnrr, assieme alla riforma della concorrenza da completare entro dicembre con tutti i decreti attuativi.