Fine vita, Parente (Iv): "La Lega non si metta di traverso, entro l'estate va votata la legge al Senato"
di Giovanna Casadio , di Giovanna Casadio"Niente melina sul fine vita, la Lega non si metta di traverso". Annamaria Parente, la presidente renziana della commissione Sanità del Senato, si è data un cronoprogramma: entro l'estate il suicidio assistito, già approvato a Montecitorio, deve andare al voto dell'aula di Palazzo Madama. Poiché i leghisti vogliono l'esame parallelo di fine vita e della loro proposta sulla droga, il rallentamento è servito. E Parente lancia l'allarme: "Non si può assistere a un ping pong. La legge della Lega sulla droga modifica l'articolo 73 del codice unico della droga, così come quella già in discussione alla Camera: la presidente del Senato, Elisabetta Casellati e il presidente di Montecitorio, Roberto Fico, sciolgano il nodo. E comunque il fine vita deve essere sganciato dal resto, per non essere affossato".
"Niente melina sul fine vita, la Lega non si metta di traverso". Annamaria Parente, la presidente renziana della commissione Sanità del Senato, si è data un cronoprogramma: entro l'estate il suicidio assistito, già approvato a Montecitorio, deve andare al voto dell'aula di Palazzo Madama. Poiché i leghisti vogliono l'esame parallelo di fine vita e della loro proposta sulla droga, il rallentamento è servito. E Parente lancia l'allarme: "Non si può assistere a un ping pong. La legge della Lega sulla droga modifica l'articolo 73 del codice unico della droga, così come quella già in discussione alla Camera: la presidente del Senato, Elisabetta Casellati e il presidente di Montecitorio, Roberto Fico, sciolgano il nodo. E comunque il fine vita deve essere sganciato dal resto, per non essere affossato".
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Presidente Parente, la legge sul fine vita è già bloccata in commissione?
"Lunedì prossimo dovremmo cominciare le audizioni. Ma dobbiamo darci l'obiettivo di portare in aula al voto la legge prima dell'estate. E ci sono vari punti critici".
Quali?
"Abbiamo deciso ben quattro relatori, proprio per trovare la quadra tra le diverse sensibilità e agevolare un rapporto tra le forze politiche. E già questo ci ha portato a un primo allungamento dei tempi. Ora si devono cominciare le audizioni. Tenuto conto che ce ne sono state tante alla Camera, mi auguro siano contingentate al Senato, un numero di non oltre trenta. Ma la condizione della Lega è quella di esaminare contestualmente al fine vita la proposta di legge sulla droga che inasprisce le pene anche per le droghe leggere".
Ulteriore scoglio sulla strada dell'approvazione definitiva del suicidio assistito?
"Ci vuole l'intesa tra i due presidenti delle Camere, dal momento che i leghisti sostengono che la proposta già al voto di Montecitorio tratta l'argomento da un'altra angolazione rispetto a quello che loro hanno presentato al Senato. E questo ping pong porta via tempo all'iter del fine vita".
Il rischio è che si resti impantanati?
"Il problema è che non bisogna fare melina. La Lega non si metta di traverso. Il fine vita va portato a casa. Le forze politiche decideranno come votare, quali indicazione di voto dare. Ma dal punto di vista istituzionale, non possiamo esimerci dal condurre in porto una legge che la stessa Consulta ha sollecitato dopo la sentenza su Marco Cappato, processato e assolto per il caso Dj Fabo. C'è stato il via libera della Camera. Ora al Senato nessuno abbia paura di decidere".
Uno dei quattro relatori della legge sul suicidio assistito è Simone Pillon, leghista, cattolico conservatore, molto critico nei confronti di questa proposta.
"Ripeto, sono state coinvolte le diverse forze politiche con quattro relatori proprio per trovare la quadra. Per quanto mi riguardo, sento il dovere di procedere, quindi andrò avanti. E l'esame parallelo che chiede la Lega tra fine vita e droga non ci può essere, i due provvedimenti vanno slegati. Oltre al fatto che deve essere la presidente Casellati a decidere se sia ammissibile dal punto di vista procedurale che parta anche al Senato l'iter su un diesgno di legge sulla droga simile a quello al voto a Montecitorio".