Più spazio ai software italiani e una strategia anti-hacker: dal governo 623 milioni per il piano di cybersecurity
di Giuliano Foschini , di Giuliano FoschiniUn investimento da 623 milioni. La ricerca dei migliori talenti sul mercato. La necessità di rendersi autonomi con gli strumenti di difesa. Un piano di protezione civile per fronteggiare eventuali attacchi. E soprattutto una consapevolezza: non è più possibile parlare di sicurezza senza parlare di cyber. Il governo ha presentato oggi la nuova strategia nazionale di cybersicurezza: lo scorso 18 maggio il Comitato interministeriale, presieduto dal presidente del Consiglio, Mario Draghi ha approvato il nuovo piano. "Che - hanno spiegato il sottosegretario alla presidenza, Franco Gabrielli e il numero uno dell'Agenzia cyber, Roberto Baldoni - mira ad affrontare il rafforzamento della resilienza nella transizione digitale del sistema Paese; il conseguimento dell'autonomia strategica nella dimensione cibernetica; l'anticipazione dell'evoluzione della minaccia cyber; la gestione di crisi cibernetiche".
Un investimento da 623 milioni. La ricerca dei migliori talenti sul mercato. La necessità di rendersi autonomi con gli strumenti di difesa. Un piano di protezione civile per fronteggiare eventuali attacchi. E soprattutto una consapevolezza: non è più possibile parlare di sicurezza senza parlare di cyber. Il governo ha presentato oggi la nuova strategia nazionale di cybersicurezza: lo scorso 18 maggio il Comitato interministeriale, presieduto dal presidente del Consiglio, Mario Draghi ha approvato il nuovo piano. "Che - hanno spiegato il sottosegretario alla presidenza, Franco Gabrielli e il numero uno dell'Agenzia cyber, Roberto Baldoni - mira ad affrontare il rafforzamento della resilienza nella transizione digitale del sistema Paese; il conseguimento dell'autonomia strategica nella dimensione cibernetica; l'anticipazione dell'evoluzione della minaccia cyber; la gestione di crisi cibernetiche".
"Le nuove forme di competizione strategica che caratterizzano lo scenario geopolitico impongono all'Italia di proseguire e, dove possibile, incrementare le iniziative in materia di cybersicurezza" ha detto il presidente Draghi. "Dobbiamo tenere fede agli impegni assunti nell'ambito delle organizzazioni internazionali a cui l'Italia partecipa, anche tenuto conto dell'elevata qualità e dei massicci investimenti realizzati dai principali alleati e partner internazionali. È dunque necessaria una puntuale rivisitazione nella concezione e nella visione strategica dell'architettura nazionale di cybersicurezza.
La strategia italiana per la cybersicurezza unisce sicurezza e sviluppo, nel rispetto dei valori della nostra Costituzione. È in linea con quanto previsto dalla Strategia dell'Unione europea per la cybersicurezza del dicembre 2020, dalla Bussola Strategica per la sicurezza e la difesa dell'Ue del marzo 2022 e dai recenti indirizzi strategici della Nato. Per realizzare questa nuova visione, l'Italia ha costruito un ecosistema di cybersicurezza fondato sulla collaborazione tra i settori pubblico e privato. Al contributo delle istituzioni, si affianca quello attivo degli operatori economici - in particolare dei gestori delle infrastrutture da cui dipende l'erogazione dei servizi essenziali dello Stato - del mondo dell'università e della ricerca e della società civile. Tutti devono farsi parte attiva nel proteggere i propri assetti informatici, nel rispetto delle norme riconosciute a livello internazionale".
Il piano si muove su più livelli. Ma il punto di partenza è chiaro. "I recenti trend di attacco - scrivono - forniscono evidenze di danni economici e reputazionali per imprese, blocco dell'operatività di infrastrutture energetiche, malfunzionamenti di sistemi informativi impiegati da aziende ospedaliere e sanitarie, diffusione di dati personali che mirano a screditare figure pubbliche, giornalisti e attivisti politici, fino a metterne in pericolo, talvolta, l'incolumità". A questo devono essere aggiunti tutti quegli attacchi, ai quali stiamo assistendo proprio in queste settimane, probabilmente di matrice statuale. O comunque di stampo terroristico. Ecco perché è stato organizzato un vero piano di protezione civile, come quelli previsti per le grandi calamità naturali, nel quale viene previsto chi e come deve intervenire in caso di attacco hacker."Queste misure - scrivono nel piano - servono a rendere il Paese sicuro e resiliente anche nel dominio digitale, assicurando, al contempo, la fiducia dei cittadini nella possibilità di sfruttarne i relativi vantaggi competitivi, nella piena tutela dei diritti e delle libertà fondamentali".
"La cybersicurezza, che è divenuta una questione di importanza strategica - continuano - deve porsi a fondamento del processo di digitalizzazione del Paese, quale elemento imprescindibile della trasformazione digitale, anche nell'ottica di conseguire l'autonomia nazionale strategica nel settore; la stessa deve poi essere percepita non come un costo, ma come un investimento e un fattore abilitante per lo sviluppo dell'economia e dell'industria nazionale, al fine di accrescere la competitività del Sistema-Paese a livello globale. La messa in sicurezza di infrastrutture, sistemi e informazioni dal punto di vista tecnico deve essere accompagnata da un progresso culturale ad ogni livello della società, verso un approccio "security-oriented", tassello indispensabile per tutelare il nostro sistema valoriale e democratico".