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Referendum giustizia, quorum a rischio: solo il 36% è a conoscenza della chiamata alle urne

Matteo Salvini, leader della Lega 
La frazione più consistente dell'elettorato, quasi la metà (47%), pur avendone nozione, non si sente preparata. Mentre il 16% ammette di esserne del tutto all'oscuro
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Prima ancora della quota di Sì e di No, c'è una pre-condizione, per il successo di un referendum (abrogativo): il raggiungimento del quorum. Sebbene si tratti di fenomeni tra i più insondabili, è utile allora rilevare l'attenzione e la propensione al voto degli elettori. Che rimangono piuttosto basse in vista del prossimo 12 giugno, quando gli italiani saranno chiamati ad esprimersi su ben cinque quesiti relativi ai temi della giustizia. Ma nemmeno poi così basse.

Non mancano del resto questioni più pressanti a sovrastare l'imminente consultazione. I cui temi, dall'elevato contenuto tecnico, risultano ostici a molti cittadini. Non a caso, appena il 36% delle persone interpellate dall'Atlante politico di Demos si dichiara a conoscenza della chiamata alle urne e informato sui contenuti. La frazione più consistente dell'elettorato, quasi la metà (47%), pur avendone nozione, non si sente preparata. Mentre il …

Prima ancora della quota di Sì e di No, c'è una pre-condizione, per il successo di un referendum (abrogativo): il raggiungimento del quorum. Sebbene si tratti di fenomeni tra i più insondabili, è utile allora rilevare l'attenzione e la propensione al voto degli elettori. Che rimangono piuttosto basse in vista del prossimo 12 giugno, quando gli italiani saranno chiamati ad esprimersi su ben cinque quesiti relativi ai temi della giustizia. Ma nemmeno poi così basse.

Non mancano del resto questioni più pressanti a sovrastare l'imminente consultazione. I cui temi, dall'elevato contenuto tecnico, risultano ostici a molti cittadini. Non a caso, appena il 36% delle persone interpellate dall'Atlante politico di Demos si dichiara a conoscenza della chiamata alle urne e informato sui contenuti. La frazione più consistente dell'elettorato, quasi la metà (47%), pur avendone nozione, non si sente preparata. Mentre il 16% ammette di esserne del tutto all'oscuro.

Va sottolineato che i sondaggi tendono a sovrastimare il grado di attenzione ai fatti politici. Ancor più, sovrastimano la propensione al voto. In questo caso, il 40% degli intervistati si dice convinto di recarsi ai seggi. Altri istituiti immaginano un'affluenza ancora minore: intorno al 30%. In ogni caso, dati lontani dalla soglia del 50%. Almeno ad oggi. Perché, come spesso accade, molto conterà l'ultimo miglio della campagna. Conteranno la salienza e la visibilità che la consultazione assumerà nel dibattito politico e mediatico. L'entità del booster delle comunali: si vota anche in quasi mille municipi, con un effetto sull'affluenza tutto da verificare. Conterà, soprattutto, l'eventuale apporto dei partiti.

Matteo Salvini è il leader che ha investito maggiormente su questo appuntamento. Non a caso, gli elettori leghisti esibiscono maggiore attenzione (55%) e maggiore propensione al voto (58%). Seguono gli altri partiti di centro-destra e il Pd, al cui interno sta crescendo l'apertura su almeno alcuni quesiti. Decisamente più distratti e meno pronti ad attivarsi gli elettori del Movimento 5 stelle. Singolare, per una formazione che ha messo il tema della democrazia diretta al centro del proprio progetto. Pesano, in questo caso, gli orientamenti in materia di giustizia, anch'essi inscritti nel dna dei pentastellati. E l'astensione rimane il metodo più sicuro per far fallire un referendum.