Santoro al lavoro per il pluralismo dell'informazione (e non solo). "È in atto un linciaggio contro i pacifisti". E difende Salvini
di Matteo Pucciarelli , di Matteo PucciarelliLa scusa è la risoluzione parlamentare in cui si vorrebbe impegnare la Rai a commissionare un sondaggio per chiedere agli italiani se sono soddisfatti o meno di come la tv pubblica sta seguendo il conflitto in Ucraina, in realtà in corso c'è un tentativo sul medio termine di creare un soggetto, un contenitore, che raccolga il dissenso pacifista, contro il governo, contro il 'tradimento' dei 5 Stelle e del Pd. Sala Capranichetta dell'Hotel Nazionale, proprio di fronte a Palazzo Chigi, Michele Santoro è la guest star, la parlamentare ex Movimento Maria Laura Paxia è l'officiante e in platea c'è l'intera galassia post-M5S ora accasata di qua e di là. Sigle diverse ma forma mentis molto simile: cioè contro, contro i media, contro il pensiero dominante e così via.
La chiave del tutto è semplice: "Gli italiani che non vogliono la guerra e l’invio di armi sono la maggioranza ma sono …
La scusa è la risoluzione parlamentare in cui si vorrebbe impegnare la Rai a commissionare un sondaggio per chiedere agli italiani se sono soddisfatti o meno di come la tv pubblica sta seguendo il conflitto in Ucraina, in realtà in corso c'è un tentativo sul medio termine di creare un soggetto, un contenitore, che raccolga il dissenso pacifista, contro il governo, contro il 'tradimento' dei 5 Stelle e del Pd. Sala Capranichetta dell'Hotel Nazionale, proprio di fronte a Palazzo Chigi, Michele Santoro è la guest star, la parlamentare ex Movimento Maria Laura Paxia è l'officiante e in platea c'è l'intera galassia post-M5S ora accasata di qua e di là. Sigle diverse ma forma mentis molto simile: cioè contro, contro i media, contro il pensiero dominante e così via.
La chiave del tutto è semplice: "Gli italiani che non vogliono la guerra e l’invio di armi sono la maggioranza ma sono sottorappresentati in Parlamento", dice Paxia. "Il 95 per cento della politica e quasi il 100 per cento dei giornali votano e tifano per l'invio di armi in Ucraina, il 51 per cento dei cittadini però sono contrari. Perché l'Agcom non fa nulla? C'è in atto un linciaggio contro i pacifisti", aggiunge Santoro.
Dopo l'iniziativa politico-mediatica di 'Pace proibita' di inizio maggio, attorno al conduttore si è coagulato il dissenso sparso e i dubbi attorno alla gestione della guerra. Mettere insieme sensibilità e storie diverse non è semplice, perché si va da Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana - oggi però non c'era, impegnato altrove - ed Europa verde, entrambe le formazioni collocate nel centrosinistra, alle varie sigle e personalità orfane del M5S. C'è Pino Cabras dell'Alternativa ("I talk show oggi sono dei plotoni di esecuzione"), c'è il presidente della commissione Antimafia Nicola Morra ("La democrazia è in pericolo, come negli stati totalitari la propaganda vuole costruire il mito"), c'è Simona Suriano di Manifesta, componente parlamentare messa su con Rifondazione e Potere al popolo ("vogliamo parlare della disparità di trattamento tra gli ucraini occupati e i palestinesi?"). Esterno alle dinamiche più politiche, ma comunque con un suo seguito e credito personale, l'attore Ascanio Celestini ("si sta esternalizzando la guerra come abbiamo esternalizzato i lager libici e la gestione dei migranti in Turchia, paghiamo altri per fare il lavoro sporco").
Il vessillo pacifista può insomma trasformarsi nel collante, ancora è presto per capire ma di sicuro il pensiero e la prospettiva sono chiari. Nessuno vuole passare per filo-Putin, anzi, "io sono stato l'unico ad andare in Cecenia a raccontare cosa stava succedendo", ci tiene a precisare Santoro. Che alla fine quasi difende Matteo Salvini perché "non è mai stato attaccato dal sistema come oggi che lavora per la pace". Qualcuno applaude, ma stavolta senza convinzione.