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Colloqui Salvini-Razov, i sospetti del Copasir: “Il governo ci informi”

Salvini e l'ambasciatore russo Razov 

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Il Comitato chiede una relazione a Gabrielli: il timore è che siano state diffuse informazioni classificate. Francesca Chaouqui presentò Capuano al leghista
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Il Copasir che chiede una relazione al Governo per capire se informazioni classificate sono finite nelle mani di persone non autorizzate. E Matteo Salvini sempre più sulla difensiva, anche perché giorno dopo giorno quello che emerge sull'avvocato e suo fantomatico consigliere diplomatico, Antonio Capuano, è sempre meno edificante. "Non chiedo medaglie, ma neanche processi sommari" dice Salvini. "Io non mi voglio sostituire a nessuno, voglio solo essere utile alla pace", si giustifica, quando è ormai difficile porre un argine all'onda di critiche (istituzionali), bocciature (politiche) e diffuso imbarazzo, che monta soprattutto all'interno del partito.


Il capo della Lega, tra l'altro, rompe il silenzio proprio nelle ore in cui arriva anche la stroncatura di Franco Gabrielli, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, l'autorità delegata alla Sicurezza, dopo che già il premier Draghi, ieri da Brux…

Il Copasir che chiede una relazione al Governo per capire se informazioni classificate sono finite nelle mani di persone non autorizzate. E Matteo Salvini sempre più sulla difensiva, anche perché giorno dopo giorno quello che emerge sull'avvocato e suo fantomatico consigliere diplomatico, Antonio Capuano, è sempre meno edificante. "Non chiedo medaglie, ma neanche processi sommari" dice Salvini. "Io non mi voglio sostituire a nessuno, voglio solo essere utile alla pace", si giustifica, quando è ormai difficile porre un argine all'onda di critiche (istituzionali), bocciature (politiche) e diffuso imbarazzo, che monta soprattutto all'interno del partito.


Il capo della Lega, tra l'altro, rompe il silenzio proprio nelle ore in cui arriva anche la stroncatura di Franco Gabrielli, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, l'autorità delegata alla Sicurezza, dopo che già il premier Draghi, ieri da Bruxelles, aveva reagito con poche gelide battute alle domande sul caso Salvini-Capuano, senza mai nominare il leader ma solo invocando "trasparenza". "Simili iniziative dovrebbero essere prese a livello di leader di governo, non di leader di partito", dice Gabrielli. E le sue sono parole particolarmente pesanti perché proprio al sottosegretario si è rivolto il Copasir: gli è stata chiesta un'informativa per capire, tra le altre cose, che tipo di informazioni sono state veicolate negli incontri con l'ambasciatore russo. "Per esempio - spiegano alcuni dei membri del Comitato - in quelle occasioni sono state rivelate informazioni classificate? Capuano non è un pubblico ufficiale, e non è nemmeno un collaboratore dei Servizi da quello che ci risulta. A che titolo era lì? A quali informazioni ha avuto accesso?".


Salvini sa che il terreno è particolarmente scivoloso. Tant'è che nelle sue dichiarazioni di ieri proprio al Comitato parlamentare si è rivolto. "Risparmino tempo, la mia convocazione è inutile. Salvini - spiega l'ex ministro degli Interni, parlando di sé in terza persona - ha dialogato con l'ambasciatore russo, non una, ma più volte, in trasparenza - Ho incontrato l'ambasciatore turco, cinese, l'ambasciatore ucraino. Tutto alla luce del sole". Non accetta, insomma, "il fango a reti unificate", che pioverebbe su di lui senza motivo. "Qual è il compito di un politico? Provare a risolvere un problema, portare il suo mattoncino sulla casa della pace". Come se fosse normale lo scenario di diplomazie parallele e incontri riservati che sono andati avanti per tre mesi, fino alla vagheggiata visita risolutiva a Mosca, con quel Piano della Pace in quattro punti, messo giù con Capuano - rapporti con le ambasciate: sia russa, sia turca - dopo diverse interlocuzioni con il titolare della sede di rappresentanza.


In realtà più si va avanti e più la nebulosa che si è alzata attorno a questa vicenda assume le caratteristiche della farsa. Non fosse altro per i protagonisti in campo. A fare da primo contatto tra Capuano e Salvini sarebbe stata, infatti, una vecchia conoscenza di un certo mondo: la "papessa" Francesca Chaouqui. Non è un mistero che la donna - che dopo lo scandalo Vaticano ha una società di consulenza a Roma - abbia rapporti diretti e privilegiati con Salvini. È stata lei a organizzare la disastrosa visita di Salvini in Polonia (quando il segretario della Lega fu accolto, per nulla bene, dal sindaco di Przemysl). Ed era stata lei a mettere in piedi il canale con il Vaticano. Poi però è entrato in campo l'ex deputato Capuano. Prima affiancandola, poi scavalcandola. Esito che la signora non ha gradito. Capuano non è uno sconosciuto per la nostra intelligence: l'avvocato si proponeva come mediatore per diverse ambasciate, offrendo volta per volta un rapporto o un altro. Aveva buoni contatti in Vaticano, certo. E con persone vicine al mondo russo. Detto questo, non godeva di grande credibilità. Ecco perché quando i nostri agenti hanno visto Salvini con Capuano si sono sorpresi non poco: tutto infatti è stato seguito in tempo diretto perché, chiaramente, il lavoro dei diplomatici russi (ancora più dopo la vicenda Biot) è costantemente monitorato. "Ma davvero Salvini si fida di Capuano?", chiedevano. Davvero.