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Elezioni comunali del 12 giugno, ecco come si vota: occhio alle preferenze

O ci si ferma a una sola, oppure devono essere di genere diverso, pena la nullità della seconda. Questa regola vale per le città più grandi, con oltre 5 mila abitanti
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Attenzione alle preferenze: o ci si ferma a una sola, oppure devono essere di genere diverso, pena la nullità della seconda. Questa regola vale per le città più grandi, con oltre 5 mila abitanti.

Nell'elezione di sindaci e amministrazioni di domenica 12 giugno, ci sono alcune norme da rispettare. Quindi bene sapere come si vota per i 978 Comuni chiamati alle urne, tra cui 142 sopra i 15 mila abitanti e 26 capoluoghi di provincia (tra cui 4 di Regione: Genova, Catanzaro, L'Aquila, Palermo).  Sono circa 9 milioni gli elettori coinvolti. 

I seggi sono aperti per un solo giorno dalle 7 alle 23 (e si vota anche in tutta Italia per i cinque referendum sulla giustizia). Gli elettori si recano nel seggio loro indicato sulla tessera elettorale che, insieme con un documento di identità, va mostrata al momento del voto. 

Attenzione alle preferenze: o ci si ferma a una sola, oppure devono essere di genere diverso, pena la nullità della seconda. Questa regola vale per le città più grandi, con oltre 5 mila abitanti.

Nell'elezione di sindaci e amministrazioni di domenica 12 giugno, ci sono alcune norme da rispettare. Quindi bene sapere come si vota per i 978 Comuni chiamati alle urne, tra cui 142 sopra i 15 mila abitanti e 26 capoluoghi di provincia (tra cui 4 di Regione: Genova, Catanzaro, L'Aquila, Palermo).  Sono circa 9 milioni gli elettori coinvolti. 

I seggi sono aperti per un solo giorno dalle 7 alle 23 (e si vota anche in tutta Italia per i cinque referendum sulla giustizia). Gli elettori si recano nel seggio loro indicato sulla tessera elettorale che, insieme con un documento di identità, va mostrata al momento del voto. 

Sono previste le precauzioni anti Covid, dalla sanificazione delle mani al distanziamento alla mascherina. La mascherina non deve necessariamente essere una Ffp2, ma anche una mascherina chirurgica,  che dovrà essere tolta solo al momento del riconoscimento d'identità.  

Nella cabina elettorale - dove è vietato portare il telefonino perché il voto è personale e segreto e non si può fotografare - sono tre le possibilità: mettere una X sul simbolo della lista, così che il voto si estenda anche al candidato sindaco sostenuto da quella lista; mettere una X sul nome del candidato sindaco, in questo caso nessun voto sarà assegnato alle liste; mettere una X sulla lista e attribuire la preferenza scrivendo accanto il cognome del consigliere scelto.  Per le preferenze c'è appunto la clausola dell'alternanza di genere nelle città più grandi, se si segna la doppia preferenza. 

Ma nelle elezioni amministrative per i Comuni con più di 15 mila abitanti è possibile il voto disgiunto, ovvero si può barrare il nome di un candidato sindaco e mettere una X anche su una lista che non lo appoggia e sostiene un diverso aspirante sindaco. Non è ammesso il voto disgiunto nelle cittadine più piccole. 

Nei Comuni on meno di 15 mila abitanti sarà eletto sindaco semplicemente chi ottiene più voti. Nelle città più grandi, se nessuno sfidante alla carica di primo cittadino ottiene il 50% più uno, ovvero la maggioranza assoluta, allora si va al ballottaggio tra i due più votati. Il secondo round è previsto il 26 giugno. Difficile che si realizzi una parità assoluta, ma nell'eventualità il legislatore ha previsto che sia eletto sindaco il candidato più anziano. 

Tra le domande poste più di frequente al Ministero dell'Interno c'è quella se è possibile votare anche se la carta d'identità è scaduta. Sì. Si è ammessi al voto anche con un documento d'identità scaduto, a patto che sia leggibile e la foto riconoscibile. Valida per votare anche la patente di guida e le tessere di riconoscimento rilasciate dagli ordini professionali a purché siano munite di fotografia. 

Se si è  persa la tessera elettorale o si sono esauriti i 18 spazi disponibili in cui il presidente del seggio deve porre il timbro di avvenuto esercizio di voto, se ne può chiedere una nuova agli uffici elettorali del Comune di residenza. 

Da ricordare che gli elettori positivi al  Covid e in quarantena o isolamento domiciliare possono chiedere di esprimere il loro voto facendone richiesta almeno 5 giorni prima del turno elettorale. Il loro voto sarà raccolto, a cura di appositi seggi speciali.