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Festa della Repubblica, Mattarella: "L'Italia si muove per la pace". E poi riceve al Quirinale anziani e disabili

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Torna dopo due anni la parata militare in via dei Fori Imperiali. Tanta la voglia di normalità che stride con la guerra. È una celebrazione composta diversa da quella del 2019 con Salvini che scattava selfie. Draghi presente, Giorgetti rappresenta la Lega. La mano sul cuore del capo di Stato al passaggio dei para-olimpici
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«Presidente, ti vogliamo bene», gli urlano i bambini. È un 2 giugno colmo di luce e Sergio Mattarella ha deciso di aprire i giardini del Quirinale a duemila e trecento anziani, disabili e ipovedenti. È tutta una corsa a farsi un selfie con il Capo dello Stato. La Repubblica della dignità, evocata nel suo discorso d’insediamento, trova qui la sua concreta attuazione. Quest’anno non si è tenuto il tradizionale ricevimento, Mattarella ha voluto una festa solidale. In mattinata, alla parata, davanti a lui erano sfilati seicento tra medici ed infermieri con indosso i camici bianchi, per la prima volta in via dei Fori Imperiali. Ai sanitari anti Covid il Capo dello Stato ha dedicato riconoscente molti discorsi e non è un caso che ieri sono stati protagonisti della festa, che tornava dopo due anni di assenza.

Ai suoi ospiti, alle sette di sera, il Presidente tiene un breve discorso. «Oggi è un giorno di festa importante…

«Presidente, ti vogliamo bene», gli urlano i bambini. È un 2 giugno colmo di luce e Sergio Mattarella ha deciso di aprire i giardini del Quirinale a duemila e trecento anziani, disabili e ipovedenti. È tutta una corsa a farsi un selfie con il Capo dello Stato. La Repubblica della dignità, evocata nel suo discorso d’insediamento, trova qui la sua concreta attuazione. Quest’anno non si è tenuto il tradizionale ricevimento, Mattarella ha voluto una festa solidale. In mattinata, alla parata, davanti a lui erano sfilati seicento tra medici ed infermieri con indosso i camici bianchi, per la prima volta in via dei Fori Imperiali. Ai sanitari anti Covid il Capo dello Stato ha dedicato riconoscente molti discorsi e non è un caso che ieri sono stati protagonisti della festa, che tornava dopo due anni di assenza.

Ai suoi ospiti, alle sette di sera, il Presidente tiene un breve discorso. «Oggi è un giorno di festa importante per l’Italia ed è ancora più bello per la vostra presenza che rende allegri i giardini ed il Quirinale. Siete benvenuti qui. Vi ringrazio. Stiamo capovolgendo i rapporti: ero io che dovevo accogliervi e invece siete voi che mi state accogliendo con affetto». «Mat-ta-rel-la» sillabano dalla folla. Il Capo dello Stato in questo secondo mandato ha intensificato la sua presenza sul territorio, gira moltissimo, ovunque, è come se sentisse acutamente la necessità di coprire un vuoto. Tra un anno si vota e chissà se il Paese saprà affidarsi a una classe dirigente all’altezza.

Intanto tiene ancora banco la guerra. Lo slogan della parata era: «Insieme la Difesa della pace». E il Quirinale ha precisato quale deve essere il ruolo dell’Italia: lavorare per il cessate il fuoco, insieme alla comunità internazionale. Il 9 giugno Mattarella vedrà la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen a Roma. «La Repubblica è impegnata a costruire condizioni di pace e le sue forze armate - ha scritto in un messaggio al Capo di Stato maggiore della Difesa Giuseppe Cavo Dragone - sulla base dei mandati affidati da governo e Parlamento concorrono a questo compito». Unità. Multilaterialismo. La pazienza del dialogo. «La nostra esperienza ci ha mostrato come si possa costruire una convivenza stabile e duratura anche all’indomani di conflitti sanguinosi». Da settimane, dal discorso a Strasburgo di fine aprile, Mattarella batte sulla necessità di trovare una soluzione.

Sui Fori sfilano in cinquemila, 170 cavalli, 22 elicotteri, trecento sindaci, applauditi da migliaia di persone giunti da ogni angolo d’Italia: alle nove del mattino in via Cavour riecheggiavano i dialetti più svariati. Sventolano le bandiere di Onu, Nato, Ue. Più in là, in largo Argentina, un centinaio di manifestanti di Potere al popolo e Rifondazione comunista contestano la Nato e le politiche del governo Draghi. È una parata in tempo di guerra. E la guerra divide.

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L’ultima volta, il 2 giugno 2019, la star fu Matteo Salvini, che venne inghiottito da migliaia di persone festanti. Il Capitano, come lo chiamavano tutti, si attardò per oltre un’ora a posare per i selfie. Oggi la Lega è rappresentata da Giancarlo Giorgetti. È proprio un altro tempo. E un altro potere. Colpiva il fitto confabulare tra pd e Cinquestelle, Laura Castelli con il sindaco Roberto Gualtieri, Simona Malpezzi con il ministro Federico D’Incà. Alla fine dal cielo scendono con grande fragor di applausi tre paracadutisti col tricolore in mano. I turisti sono estasiati da quel che vedono. Quando volteggiano le Frecce tricolori tutti si alzano in piedi sulle tribune, perché come dice la speaker: «Questa è una festa dell’italianità». Un’Italia  che chiede solo un po’ di normalità dopo anni tremendi, questo si percepisce nell’opulenza di questo 2 giugno a Roma. Restano in una giornata così due domande: quante durerà questa orrenda guerra? E come ci cambierà?

 

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