✕

Rossobruni, sovranisti e "non allineati": le improbabili convergenze tra estrema destra e sinistra in vista delle Politiche 2023

Marco Rizzo alla guida del Partito comunista 
Libri, convegni e strane alleanze: in concomitanza con la guerra movimenti prima distanti si ritrovano sullo stesso terreno
3 minuti di lettura

Libri, convegni, strane alleanze locali. In vista del 2023 il campo dei non allineati - in campo economico e in politica estera - vive settimane di grande effervescenza, con il conflitto in Ucraina che ha permesso a mondi altrimenti distanti, se non opposti sul piano ideologico, di ritrovarsi, annusarsi, poi chissà.

L'ultimo esempio per far capire di cosa si sta parlando è Ucraina 2022. La storia in pericolo (La Vela), un libro che "è una missione militare di salvataggio come quelle in cui degli ignari innocenti sono tenuti in ostaggio da malfattori, ricattatori o terroristi. Qui gli ostaggi sono la Storia e la buona fede di chi la studia", è scritto nella presentazione. Tra gli autori messi assieme: Massimo Cacciari, Moni Ovadia, Diego Fusaro, Paolo Becchi, Franco Cardini, Francesco Borgonovo, intervista finale a Luciano Canfora. Comunisti, ex comunisti, ex 5 Stelle, ex Msi, sovranisti. Sul piano culturale la narrazione è chiara: di f…

Libri, convegni, strane alleanze locali. In vista del 2023 il campo dei non allineati - in campo economico e in politica estera - vive settimane di grande effervescenza, con il conflitto in Ucraina che ha permesso a mondi altrimenti distanti, se non opposti sul piano ideologico, di ritrovarsi, annusarsi, poi chissà.

L'ultimo esempio per far capire di cosa si sta parlando è Ucraina 2022. La storia in pericolo (La Vela), un libro che "è una missione militare di salvataggio come quelle in cui degli ignari innocenti sono tenuti in ostaggio da malfattori, ricattatori o terroristi. Qui gli ostaggi sono la Storia e la buona fede di chi la studia", è scritto nella presentazione. Tra gli autori messi assieme: Massimo Cacciari, Moni Ovadia, Diego Fusaro, Paolo Becchi, Franco Cardini, Francesco Borgonovo, intervista finale a Luciano Canfora. Comunisti, ex comunisti, ex 5 Stelle, ex Msi, sovranisti. Sul piano culturale la narrazione è chiara: di fronte al 'racconto dominante' del 'mainstream' secondo cui la Russia è il male assoluto e l'Ucraina un popolo in lotta, noi vi offriamo un'alternativa. Ovvero le colpe della Nato, i neofascisti ucraini del battaglione Azov, la lunga vicenda del Donbass russofono e oppresso e così via, i nuovi equilibri mondiali in gioco. Chi ignorandolo e chi meno, di sicuro questo tipo di controinformazione finisce spesso per portare acqua al mulino delle ragioni di Vladimir Putin.

Cosa c'entra con la politica tutto questo? Molto, se è vero che di pari passo si registrano improbabili convergenze. Vedi ad esempio le mosse del Partito comunista guidato da Marco Rizzo che a Palermo sostiene la ex leghista Francesca Donato, no euro e no vax. E tra le motivazioni c'è anche la comune contrarietà alla 'guerra', che messa così sembra anche qualcosa di nobile ma gratta gratta qualche secondo e si scopre una certa affinità e vicinanza al putinismo, dove ci si può ritrovare sia la mitologia sovietica sia la tradizione ortodossa e conservatrice. Il Pc ormai da anni si muove come piccola nave corsara pronta ad attraccare a destra, perlomeno su temi e postura. A Genova il Pc sostiene Mattia Crucioli, senatore ex M5S oggi dell'Alternativa; e in vista delle Politiche si pensa ad una coalizione con Riconquistare l'Italia e Ancora Italia, sigle sovraniste, quest'ultima animata da Fusaro, filosofo 'gramsciano' e teorico, come il suo mentore Costanzo Preve, di un superamento in chiave anticapitalista delle divisioni tra destra e sinistra. Guai a parlare di rossobrunismo, derubricato dai protagonisti a invenzione: eppure di quello si parla, nella sostanza, in questa fusione. Nella quale il socialismo è inteso in chiave nazionale e patriottica, l'Europa unita piace poco, i diritti civili sono considerati sopravvalutati o comunque messi in competizione con quelli sociali.

A corredo, a gravitare nella stessa area, ci sono la componenti parlamentari Alternativa e Costituzione ambiente lavoro, entrambe animate da ex 5 Stelle. E poi la rediviva e oggi piccola Italia dei Valori, anch'essa con parlamentari fuoriusciti dal M5S. Tutti assieme si ritroveranno in piazza il 18 giugno "contro la guerra e la crisi sociale a cui ci sta condannando ancora una volta questa classe dirigente euro-fanatica".

La galassia si arricchisce, su un piano che sta a metà tra quello politico e culturale, con il lavoro che sta facendo in questi mesi Michele Santoro. Il conduttore tv che a inizio maggio ha organizzato 'Pace proibita' non ha ben chiaro il da farsi, ma l'ipotesi di costruire un soggetto politico pacifista c'è e la prima iniziativa parlamentare alla quale ha lavorato ha visto il coinvolgimento di 25 parlamentari tutti ex M5S tranne uno (Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana). Immaginare sigle o esponenti marcatamente di destra collaborare con Santoro appare difficile, ma sono tempi strani dov'è facile sbandare: vedi ad esempio la sua solidarietà a Matteo Salvini, giorni fa, perché "attaccato dal sistema ora che lavora per la pace". E come dimenticare Antonio Ingroia, l'ex pm nel 2013 alla guida di Rivoluzione civile e vicino ai Comunisti italiani ai tempi ospite osannato nei suoi studi che oggi, pure lui, si ritrova a sostenere sempre Donato a Palermo?

La confusione, si capisce, è tanta. Antichi steccati e appartenenze sono ormai saltati quasi per tutti, anni e anni di "né destra né sinistra" - antico motto della prima Lega Nord poi reso senso comune dal M5S - hanno finito per far impazzire la maionese. Né hanno aiutato le convergenze al governo tra centrosinistra e centrodestra di questi anni. Comunque sia gli antisistema alle urne il prossimo anno di sicuro avranno ampie possibilità di scelta: una più legata al personaggio e di destra, cioè l'Italexit di Gianluigi Paragone; una mista, un sovranismo trasversale, con Rizzo e Fusaro e una bella fetta di ex 5 Stelle. A sinistra-sinistra invece si lavora ad un listone guidato da Luigi De Magistris, l'ex sindaco di Napoli, appoggiato da Potere al popolo, Rifondazione comunista e la componente parlamentare Manifesta (ex M5S). Almeno qui rossobruni e sovranisti non ce ne saranno e l'intenzione è quella di rendere pubblico nome e progetto già prima dell'estate.