Nella Lega tensione anche sui balneari: Centinaio attacca in chat Garavaglia
di Emanuele Lauria , di Emanuele LauriaROMA - Non bastassero le scosse telluriche provocate dal mancato viaggio a Mosca di Matteo Salvini - e dall’imbarazzante figura del consulente diplomatico Antonio Capuano - ecco il caso balneari. Che mette un big della Lega contro un altro. Un sottosegretario contro un ministro del Carroccio. Tutto per iscritto, in una chat che raggruppa titolari di concessioni e parlamentari. La vicenda, contrastata, delle nuove regole per gli affidamenti ha alimentato a lungo il dibattito politico, sotto il pressing di Draghi che ha chiesto pubblicamente ai partiti e alla presidente del Senato di fare in fretta per non perdere il treno del Pnrr. L’accordo trovato - che prevede indennizzi per i concessionari e una sorta di diritto di prelazione per le nuove - è stato cristallizzato in una norma che lunedì ha avuto il via libera dalla Camera: ed è stato un casus belli dentro la Lega.
ROMA - Non bastassero le scosse telluriche provocate dal mancato viaggio a Mosca di Matteo Salvini - e dall’imbarazzante figura del consulente diplomatico Antonio Capuano - ecco il caso balneari. Che mette un big della Lega contro un altro. Un sottosegretario contro un ministro del Carroccio. Tutto per iscritto, in una chat che raggruppa titolari di concessioni e parlamentari. La vicenda, contrastata, delle nuove regole per gli affidamenti ha alimentato a lungo il dibattito politico, sotto il pressing di Draghi che ha chiesto pubblicamente ai partiti e alla presidente del Senato di fare in fretta per non perdere il treno del Pnrr. L’accordo trovato - che prevede indennizzi per i concessionari e una sorta di diritto di prelazione per le nuove - è stato cristallizzato in una norma che lunedì ha avuto il via libera dalla Camera: ed è stato un casus belli dentro la Lega.
Facciamo scorrere dunque all’indietro la chat citata fino a lunedì scorso. Fino al messaggio di Gian Marco Centinaio, sottosegretario leghista all’Agricoltura e padre - quando era ministro al Turismo nel governo gialloverde - della precedente legge sulle concessioni balneari, la 145 del 2018. Centinaio, evidentemente, non gradisce l’accordo trovato: "Ci ho provato in mille modi ma bisogna ammettere la sconfitta. La 145 è stata mandata in discarica da un ministro del mio partito e da un ramo del Parlamento che non l’ha voluta proteggere". La polemica di Centinaio è chiaramente rivolta al suo successore sulla poltrona del Turismo, Massimo Garavaglia: "Io andrò avanti a occuparmi di melanzane e zucchine perché nel campo del turismo c’è gente più brava di me". A quel punto Centinaio passa ai saluti: "Chiedo agli amministratori di togliermi dal gruppo. È meglio per tutti. Vi abbraccio con le lacrime agli occhi". Il sottosegretario aggiunge poi una sottolineatura politica non di poco conto: "Io oggi volutamente non sono andato in aula. Non volevo essere complice di questa m...".
L’accordo, va detto, è passato anche con la benedizione di parlamentari dapprima molto critici, come il forzista Massimo Mallegni che adesso parla di "norma che tutela in modo soddisfacente i concessionari che hanno investito sui lidi".
Ma il duro sfogo di Centinaio la dice lunga non solo sulla delicatezza della questione balneari (la legge è passata alla Camera che l’esaminerà dopo le amministrative) ma anche sullo stato dei rapporti interni della Lega. Il sottosegretario di Pavia, militante dei lumbard dal 1990, al Senato dal 2013, resta nel gruppo e al governo. Però in posizione critica nei confronti della linea assunta alla fine dalla Lega e soprattutto a ferri corti con un altro rappresentante di governo del suo partito: Garavaglia, appunto. Il clima continua a essere rovente, all’ombra del Carroccio.