Convocato dalla Farnesina l'ambasciatore russo Razov, l'’Italia reagisce: “Accuse inaccettabili”
di Giovanna Vitale , di Giovanna VitaleROMA - Prima le accuse di dubbia moralità lanciate venerdì da Sergej Razov contro le autorità pubbliche e i media italiani. Quindi, a distanza di 24 ore, il lungo report confezionato dal ministero degli Esteri russo — subito postato sui canali social dell’ambasciata — per rincarare gli insulti e denunciare una presunta campagna russofoba condotta nel nostro Paese a suon di discriminazioni e "mancanza di informazioni obiettive" sulla guerra in Ucraina. Un’escalation che Luigi Di Maio, di concerto con Palazzo Chigi, decide di stoppare all’istante. Disponendo già nel weekend l’immediata convocazione dell’ambasciatore russo. Per farsi chiarire le ragioni di un uno-due che, nonostante le tensioni sul conflitto, non ha precedenti nei rapporti tra i due Paesi. Soprattutto far sapere al Cremlino che l’Italia non è disposta a subire intimidazioni: a ogni azione minacciosa, d’ora in avanti, corris…
ROMA - Prima le accuse di dubbia moralità lanciate venerdì da Sergej Razov contro le autorità pubbliche e i media italiani. Quindi, a distanza di 24 ore, il lungo report confezionato dal ministero degli Esteri russo — subito postato sui canali social dell’ambasciata — per rincarare gli insulti e denunciare una presunta campagna russofoba condotta nel nostro Paese a suon di discriminazioni e "mancanza di informazioni obiettive" sulla guerra in Ucraina. Un’escalation che Luigi Di Maio, di concerto con Palazzo Chigi, decide di stoppare all’istante. Disponendo già nel weekend l’immediata convocazione dell’ambasciatore russo. Per farsi chiarire le ragioni di un uno-due che, nonostante le tensioni sul conflitto, non ha precedenti nei rapporti tra i due Paesi. Soprattutto far sapere al Cremlino che l’Italia non è disposta a subire intimidazioni: a ogni azione minacciosa, d’ora in avanti, corrisponderà una reazione altrettanto dura.
Sono le 11 del mattino quando Razov varca il portone della Farnesina. A riceverlo Ettore Sequi, segretario generale del dicastero agli Affari Esteri. Senza girarci troppo intorno, il massimo rappresentante della diplomazia tricolore sottopone al collega russo la batteria di dichiarazioni "inammissibili e offensive" rilasciate nelle ultime 72 ore. In mano ha una serie di foglietti, il primo reca la data del 2 giugno, giorno del mancato invito al Quirinale per la festa della Repubblica che tanto ha irritato la feluca di Putin. Sequi legge quanto pubblicato dall’agenzia Lapresse, che ha raccolto lo sfogo di Razov a proposito della spedizione anti-Covid autorizzata dal Conte2 nel 2020: "Il tentativo di dipingere la missione umanitaria in Italia come un’operazione di spionaggio danneggia le relazioni tra Mosca e Roma", aveva sibilato il russo. "In meno di due anni, quell’aiuto è stato dimenticato. Una linea di comportamento così servile e miope non solo danneggia le nostre relazioni bilaterali, ma dimostra anche la moralità di alcuni rappresentanti delle autorità pubbliche e dei media italiani".
Insinuazioni gravi subito rispedite al mittente dal segretario generale, che incalza Razov a fornire spiegazioni: cosa intendeva per amoralità? A quali esponenti di governo si riferiva? L’uomo del Cremlino, grazie al quale Matteo Salvini contava di sbarcare sulla Piazza Rossa — operazione ieri censurata anche dal vicesegretario leghista Giancarlo Giorgetti ("Ha capito che quell’iniziativa era controproducente") — cerca di rintuzzare le accuse ricordando le uscite "talvolta inaccettabili di alti funzionari italiani nei confronti della Russia e della sua leadership". Prova a ribadire che "la linea di propaganda dominante nei media italiani difficilmente può essere qualificata altrimenti che come ostile". Di fatto, però, di chiarimenti non riesce a offrirne nessuno, nonostante le insistenze.
La prova di una distanza che appare ormai incolmabile. Certificata dai comunicati ufficiali diramati in sequenza dalle due sedi diplomatiche. Quello della Farnesina tutto incentrato sull’intransigenza nei confronti di Putin: "L’ambasciatore Sequi ha rinnovato la condanna per l’ingiustificata aggressione all’Ucraina da parte della Federazione Russa. Ha ribadito l’auspicio del governo italiano che si possa giungere presto a una soluzione negoziata del conflitto su basi eque e di rispetto della sovranità ucraina e dei principi del diritto internazionale. Ha infine sottolineato l’importanza di definire rapidamente un’intesa per sbloccare le esportazioni di grano dai porti ucraini al fine di evitare gravi conseguenze per la sicurezza alimentare globale".
Il rappresentante dello zar ribatte punto per punto, rilanciando i soliti addebiti. Associati alla richiesta, indirizzata al governo Draghi, di usare "moderazione ed equilibrio in politica estera, nell’interesse del mantenimento di relazioni positive e di cooperazione tra i popoli russo e italiano a lungo termine". Se non è una rottura, ci manca davvero poco.