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Elezioni comunali 2022, sono 18 i candidati impresentabili secondo l'Antimafia. Quattro a Palermo e 5 nel Lazio

Nicola Morra 
Il presidente della commissione Nicola Morra: "Dobbiamo tutelare gli elettori"
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Amministrative, effetto Palermo. E non solo. Sono 18, e distribuiti dalla Sicilia al Friuli, i casi di "impresentabili" elencati ieri, quasi a ridosso del voto, dalla Commissione antimafia alla fine di una verifica a campione che ha riguardato 19.782 nominativi. "È un numero record di candidati esaminati. I partiti? Non solo non ci hanno aiutato, ma devono fare molto di più per arginare le infiltrazioni. Le cose avvenute a Palermo rattristano e presto saprete cose altrettanto imbarazzanti", commenta il presidente M5s Nicola Morra. Nella lista, figurano accuse o condanne per estorsione, corruzione, concussione, riciclaggio, in qualche caso il reato è aggravato dalla finalità mafiosa. La maglia nera va comunque al Lazio, con 5 nomi segnati in rosso; seguono 4 candidati consiglieri di Palermo, nomi pesanti - due appartengono allo stesso schieramento di centrodestra che sostiene Lagalla, funestato nelle stesse ore dal secondo arresto in due …

Amministrative, effetto Palermo. E non solo. Sono 18, e distribuiti dalla Sicilia al Friuli, i casi di "impresentabili" elencati ieri, quasi a ridosso del voto, dalla Commissione antimafia alla fine di una verifica a campione che ha riguardato 19.782 nominativi. "È un numero record di candidati esaminati. I partiti? Non solo non ci hanno aiutato, ma devono fare molto di più per arginare le infiltrazioni. Le cose avvenute a Palermo rattristano e presto saprete cose altrettanto imbarazzanti", commenta il presidente M5s Nicola Morra. Nella lista, figurano accuse o condanne per estorsione, corruzione, concussione, riciclaggio, in qualche caso il reato è aggravato dalla finalità mafiosa. La maglia nera va comunque al Lazio, con 5 nomi segnati in rosso; seguono 4 candidati consiglieri di Palermo, nomi pesanti - due appartengono allo stesso schieramento di centrodestra che sostiene Lagalla, funestato nelle stesse ore dal secondo arresto in due giorni per voto di scambio con la mafia - e poi ecco 2 casi in Campania, 2 in Calabria, ancora 2 in Puglia, oltre ad un caso in Veneto, uno in Emilia Romagna ed un ultimo in Friuli.
A Palermo, in particolare, nell'elenco degli imbarazzanti: Giuseppe Lupo del Pd (che appoggia il candidato del centrosinistra Franco Miceli) è rinviato a giudizio per corruzione; ecco l'eurodeputato Giuseppe Milazzo di Fratelli d'Italia, sotto processo per concussione e Salvatore Lentini, anch'egli mandato alla sbarra per tentata concussione, entrambi nello schieramento per Lagalla; e Francesco La Mantia, condannato in primo e secondo grado per riciclaggio.

In Calabria, due situazioni segnalate riguardano il cosentino: ad Acri, Luigi Maiorano, in corsa con Pino Capalbo sindaco, è stato mandato a processo per concussione, aggravata dalla finalità di aver favorito la mafia; a Belvedere Marittimo, Carmelina Carrozzino, al fianco della candidata sindaca Rachele Felicetti, è stata rinviata a giudizio per fraudolento trasferimento di valori.
In Lazio, è tra agli impresentabili il candidato sindaco di Frosinone Mauro Vicano, imputato in un procedimento per traffico illecito di rifiuti, ma lui spiega: "Sono certo di uscirne a testa alta. Non ho mai preso un euro, il procedimento riguarda una questione tecnica". E sempre a Frosinone gli altri due casi: i candidati consiglieri Patrizia Giannoccoli, Giuseppe Patrizi, rispettivamente rinviati a giudizio per estorsione e corruzione. Mentre ad Ardea figura Brunella Pinciaroli, già condannata a 3 anni e 5 mesi per estorsione, e a Ciampino c'è un candidato, Ernesto Garofalo, che essendo stato condannato a 2 anni e 2 mesi (reati di droga) per la legge Severino, non è candidabile. In Campania, fari accesi su Mondragone: Patrizia Barbato è stata rinviata a giudizio per corruzione, mentre Antonio Valenza, di Fi, è finito sotto processo per riciclaggio. "Dobbiamo ringraziare i Tribunali, le Corti d'appello, le Procure e la Dna per lo straordinario lavoro - conclude Morra - Ma un elogio speciale va a consulenti ed archivisti della commissione per l'abnegazione che hanno mostrato".