✕

Bucci il "meraviglioso" vede il bis a Genova. I giallorossi inseguono

Il sindaco uscente di Genova Marco Bucci con Maria Elena Boschi di Italia Viva (ansa)

Ascolta l'audio

Nonostante gli obiettivi mancati il sindaco uscente, forte dell'effetto ricostruzione, corre da favorito. Il rivale Dello Strologo: "In città diseguaglianze cresciute"
3 minuti di lettura

GENOVA - Aveva promesso 30 mila posti di lavoro in cinque anni, ma i dati Istat dicono che il numero degli occupati a Genova è semmai diminuito; aveva promesso di riportare la città a 700 mila abitanti e invece dai 581 mila di allora si è scesi a 568 mila nel 2020. Eppure Genova è "meravigliosa" - come da suo slogan elettorale nel 2017, oggi diventato il nome di una rivista opportunamente distribuita in lungo e largo, gratuitamente, in città - e quindi alla fine pare proprio andar bene così. Marco Bucci, il manager tirato fuori dal cilindro del plenipotenziario locale della Lega, Edoardo Rixi, che a sorpresa cinque anni fa strappò Genova alla sinistra, è oggi il super favorito per il bis.

Per dire l'aria che tira, raggiungere il ballottaggio in casa Pd-M5S-sinistra è considerato già un successo. Nonostante la larghezza della coalizione guidata da Ariel Dello Strologo, avvocato e presidente della comun…

GENOVA - Aveva promesso 30 mila posti di lavoro in cinque anni, ma i dati Istat dicono che il numero degli occupati a Genova è semmai diminuito; aveva promesso di riportare la città a 700 mila abitanti e invece dai 581 mila di allora si è scesi a 568 mila nel 2020. Eppure Genova è "meravigliosa" - come da suo slogan elettorale nel 2017, oggi diventato il nome di una rivista opportunamente distribuita in lungo e largo, gratuitamente, in città - e quindi alla fine pare proprio andar bene così. Marco Bucci, il manager tirato fuori dal cilindro del plenipotenziario locale della Lega, Edoardo Rixi, che a sorpresa cinque anni fa strappò Genova alla sinistra, è oggi il super favorito per il bis.

Per dire l'aria che tira, raggiungere il ballottaggio in casa Pd-M5S-sinistra è considerato già un successo. Nonostante la larghezza della coalizione guidata da Ariel Dello Strologo, avvocato e presidente della comunità ebraica genovese fino all'annuncio della sua candidatura, il buccismo - diretta emanazione del totismo, anch'esso vincente in Regione - sembra inscalfibile. Le tradizioni vecchie (città operaia, Pci fortissimo) e seminuove (siamo pur sempre a casa di Beppe Grillo...) contano poco. "Non lasciamo la città a chi le aveva fatto perdere il suo orgoglio", dice quindi Bucci. Convinto di aver "dissotterrato il diamante", altra sua espressione in campagna elettorale, cioè la grande Genova affacciata alle scoperte e ai commerci internazionali del '600.



La narrazione è semplice: nella "città del fare" tutto riparte, tutto cresce, tutto funziona, tutto è record, tutto è un evento, un festival internazionale, tutto è fuochi d'artificio. "Ma non può esserci solo il racconto della città delle opportunità, serve attenzione e cura per le persone e per i loro bisogni, le diseguaglianze sono enormi", avverte Dello Strologo come fosse un predicatore nel deserto. Se a Ponente, aree industriali e popolari, oggi le case si (s)vendono a 500-600 euro a metro quadrato, nel progetto griffato del waterfront, a Levante, si parla di appartamenti deluxe a 10 mila euro a mq. "Genova è sempre stata un'amministrazione grandemente attenta alle fragilità, un modello in Italia e in Europa su scelte che oggi sembrano scontate, come fu ad esempio l'inserimento a scuola dei ragazzi disabili. In questi anni non c'è stato neanche l'assessorato al Sociale", fa notare la ex ministra Roberta Pinotti.

Da outsider a dominus, il Bucci decisionista deve molto anche al decreto della presidenza del Consiglio datato 4 ottobre 2018 quando venne nominato commissario straordinario "per la ricostruzione del viadotto Polcevera". Il ponte Morandi crollato in un giorno di pioggia, era il 14 agosto 2018, 43 morti, una tragedia nazionale. Opera ricostruita in due anni, tempi record se si pensa alla media italiana, eppure Bucci è ancora commissario (remunerato: 100 mila euro l'anno, oltre ovviamente all'indennità da sindaco). A cosa? "Il provvedimento ha inglobato di tutto: un piano di opere portuali, la diga foranea, collegamenti ferroviari, lo spostamento dei depositi chimici, la nuova torre piloti. Con la burocrazia ridotta al minimo, gli affidamenti diretti e budget di spesa illimitati, lo strapotere dello strumento commissariale si è rivelato la fortuna di Bucci", ragiona il capogruppo uscente del Pd in Comune, Alessandro Terrile. Rixi, che era viceministro alle Infrastrutture in quel governo, ne contesta la lettura: "La verità è che Bucci ha stupito anche l'opposizione, poi in Italia di commissariamenti ce ne sono tanti, il suo caso è l'unico ad aver funzionato". Nell'album delle cose fatte c'è anche l'abbattimento della diga di Begato, palazzoni popolari, orrore architettonico e degrado: "La sinistra traccheggiava da venti anni...", è il refrain del centrodestra.

Intanto però la banca genovese Carige è stata acquistata dagli emiliani di Bper, la crisi industriale dell'Ilva è ormai cronica, la demografia racconta una Genova sempre più anziana, i giovani qualificati (quelli che lavorano...) lavorano a Milano e tornano nel weekend, chi resta lo fa in settori "malati", "specie il commercio, con retribuzioni medie fino al 18 per cento inferiori alla media e anche il 20 per cento in più di ore lavorate settimanali: di nuovo in questi anni è arrivata solo Esselunga o il magazzino Amazon, non è certo il futuro né la qualità", sottolinea Stefano Gaggero del centro studi Genova che osa. Bruno Manganaro, per 16 anni a capo della Fiom genovese, fa un discorso generale: "Di salario e lavoro si sente parlare poco e nulla, per questo operai e tecnici seguono le vicende elettorali con sempre maggior distacco e il tutto si traduce nell'astensione".

Di candidati in corsa ce ne sono sette in tutto, compreso il No Vax Martino Manzano che si aggira per iniziative elettorali in pantaloncini e sandali. Chi comunque paga pegno in questo generale clima di distacco è la sinistra, la quale spera in un aumento dell'affluenza per centrare il secondo turno e lì, nella eventuale sfida secca, si vedrà. Nel frattempo Bucci, esattamente come cinque anni fa, immagina e promette: una nuova linea della metropolitana, tutto il trasporto pubblico elettrico, porto decarbonizzato eccetera eccetera.

A questo giro lo sostiene anche Italia viva, ma per il sindaco innamorato degli inglesismi e di retorica aziendale applicata alla gestione della cosa pubblica è pure poco: avrebbe dovuto convergere su di lui anche il Pd: "Fossi in loro candiderei il sottoscritto", disse a mo' di battuta, ma nemmeno troppo, a novembre dell'anno scorso.