Elezioni comunali 2022, l’astensione primo nemico. Leader in campo per trainare gli indecisi
di Giovanna Casadio , di Giovanna CasadioROMA - Convincere gli indecisi è la parola d’ordine, perché nelle Amministrative di domani il primo avversario è l’astensionismo. La mission dei leader nei comizi di chiusura di campagna elettorale è quindi questa: strappare un voto in più. O meglio, come ha detto il segretario del Pd, Enrico Letta, "un Comune in più" in quello che è a tutti gli effetti “un test per le Politiche”.
Letta va al contrattacco e indica il campo largo come strada seguita e da seguire: "Cinque anni fa perdemmo in 20 su 26 capoluoghi di provincia, perché eravamo soli. Io ho fatto una scelta opposta, una coalizione, un campo largo. Arriveremo a un buon risultato, a superare 6 su 26 capoluoghi, e a dimostrare che con la coalizione siamo vincenti", afferma in tv al Tg3. Il comizio di chiusura il segretario del Pd lo tiene a Lodi, città simbolo della sconfitta del 2017.
Dice: "L’abbraccio d…
ROMA - Convincere gli indecisi è la parola d’ordine, perché nelle Amministrative di domani il primo avversario è l’astensionismo. La mission dei leader nei comizi di chiusura di campagna elettorale è quindi questa: strappare un voto in più. O meglio, come ha detto il segretario del Pd, Enrico Letta, "un Comune in più" in quello che è a tutti gli effetti “un test per le Politiche”.
Letta va al contrattacco e indica il campo largo come strada seguita e da seguire: "Cinque anni fa perdemmo in 20 su 26 capoluoghi di provincia, perché eravamo soli. Io ho fatto una scelta opposta, una coalizione, un campo largo. Arriveremo a un buon risultato, a superare 6 su 26 capoluoghi, e a dimostrare che con la coalizione siamo vincenti", afferma in tv al Tg3. Il comizio di chiusura il segretario del Pd lo tiene a Lodi, città simbolo della sconfitta del 2017.
Dice: "L’abbraccio di Salvini e Meloni l’altra sera a Verona è il segnale di una grande paura di chi ha visto i sondaggi" e sa che le cose possono andare in modo assai diverso da come spera, può cioè perdere. Vale per Verona, dove c’è un derby nella destra divisa tra il sindaco uscente Federico Sboarina e l’ex leghista Flavio Tosi (a sostenerlo ieri arriva il ministro forzista Renato Brunetta), che potrebbe avvantaggiare il candidato del centrosinistra Damiano Tommasi. Vale per tutte le altre grandi città (Messina, Parma, Catanzaro e Viterbo) dove le divisioni a destra sono altrettanti assist per i giallorossi.
Forse per questo Giorgia Meloni, leader di FdI, "stanca" ma in grado di "andare avanti" grazie "all’entusiasmo delle piazze", nei comizi finali di Gorizia e Rieti rimarca che l’unità a destra se non c’è, ci sarà: "È innaturale quello che accade a livello nazionale, nei territori il centrodestra si presenta unito perché è nella natura delle cose". Rilancia: "Voglio andare a Palazzo Chigi con il centrodestra, con Pd e 5S non si fanno cose utili". Ma avverte che a nessuno venga in mente di tardare le elezioni politiche fino a maggio o giugno 2023: "È intollerabile, il voto sia entro marzo".
A Meloni fa eco Matteo Salvini, che ha chiuso la campagna a Genova, città in cui la destra gioca facile con Marco Bucci. Per il leader leghista quella del centrodestra è "un’alleanza salda". In prospettiva Salvini vede la Lega alla guida del centrodestra, e la leadership "spetterà al partito che vincerà le Politiche, è sempre stato così". Poi accusa Letta: "Disgustose le sue parole sul decreto Ponte, dovrebbe chiedere scusa". A Genova ci mette la faccia anche Silvio Berlusconi. Atteso per un aperitivo, il leader di FI invia invece una lettera aperta ai genovesi invitandoli a continuare "il buon governo di Bucci".
Un appello al fare arriva dal leader 5S, Giuseppe Conte che ha tenuto il comizio a Taranto, città dell’ex Ilva alla ricerca della sostenibilità ambientale. Invita a lavorare per il campo progressista: "Queste Amministrative sono una tappa di un percorso di dialogo che si sta rafforzando sempre di più, che si sta affinando, rivolto non a creare una coalizione che vinca le elezioni, ma che offre un progetto politico solido, serio… percorriamo tutte le tappe senza saltarne una".