ROMA - Nessun dossieraggio e nessuna indagine dell’intelligence su chi liberamente esprime il proprio pensiero: per chiudere una settimana di polemiche, cominciate domenica scorsa con la pubblicazione sul Corriere della Sera di un documento attribuito all’intelligence sulle attività filo-russe in Italia, il sottosegretario alla Presidenza con delega ai Servizi Franco Gabrielli sceglie di presentarsi di fronte alla stampa per chiarire il senso del Bollettino sulla disinformazione. E sceglie di farlo declassificando e diffondendo ai media il report. "Non esiste un Grande Fratello, una Spectre in Italia. Nessuno vuole investigare sulle opinioni delle persone". Insomma, quanto scritto nel testo è solo "un’analisi del fenomeno basata unicamente su fonti aperte e non contiene alcun elemento proveniente da attività di intelligence".
Sono le 15 quando Gabrielli si mostra in video ai giornalisti: è bloccato a casa dal Covi…
ROMA - Nessun dossieraggio e nessuna indagine dell’intelligence su chi liberamente esprime il proprio pensiero: per chiudere una settimana di polemiche, cominciate domenica scorsa con la pubblicazione sul Corriere della Sera di un documento attribuito all’intelligence sulle attività filo-russe in Italia, il sottosegretario alla Presidenza con delega ai Servizi Franco Gabrielli sceglie di presentarsi di fronte alla stampa per chiarire il senso del Bollettino sulla disinformazione. E sceglie di farlo declassificando e diffondendo ai media il report. "Non esiste un Grande Fratello, una Spectre in Italia. Nessuno vuole investigare sulle opinioni delle persone". Insomma, quanto scritto nel testo è solo "un’analisi del fenomeno basata unicamente su fonti aperte e non contiene alcun elemento proveniente da attività di intelligence".
Sono le 15 quando Gabrielli si mostra in video ai giornalisti: è bloccato a casa dal Covid. Ha appena diffuso una nota con cui denuncia "il perdurare di una campagna diffamatoria circa una presunta attività di dossieraggio da parte della comunità dei servizi (in realtà inesistente)". La declassificazione, spiega, vuole portare "alla definitiva cessazione di ogni infamante sospetto sull’attività dell’intelligence o su fantomatici indirizzi governativi volti a limitare il diritto di informazione". Alla stampa viene consegnato un bollettino di sette pagine. La scritta “riservato” è barrata, al suo posto campeggia: “Declassificato in data 10/06/2022”.
"'Riservato' è proprio il minimo sindacale e risponde all’esigenza di salvaguardare le persone citate - non attenzionate, insiste - nei documenti". Si tratta dell’economista e giornalista pubblicista Alberto Fazolo, del freelance Giorgio Bianchi (che si trova in Ucraina, si legge, "con finalità di attivismo politico-propagandistico filo-russo"), l’eurodeputata ex leghista Francesca Donato (descritta in un documentario trasmesso sull’emittente Russia Today come "colei che ha votato contro l’invio di armi in Ucraina"), Rosangela Mattei (una sua intervista è stata "rilanciata sui social da noti influencer antigovernativi e filorussi") e la blogger Francesca Totolo (ha ripreso un tweet da cui è partita una «campagna mediatica contro il presidente Zelensky").
In ogni caso, aggiunge, con "due fugaci riferimenti a persone" non si può certo "sostenere che questa attività ha a che fare con le opinioni dei cittadini di questo Paese". Gabrielli sottolinea anche che non sono presenti nel Bollettino altri nomi emersi nei giorni scorsi. E che questi nomi non sono sotto la lente dell’intelligence: "Non ci sono giornalisti né politici" tra le persone monitorate dai Servizi, sostiene. "Ecco perché mi ha dato particolarmente fastidio che si insinuasse il sospetto che un parlamentare, Vito Petrocelli, fosse oggetto di monitoraggio".
Il sottosegretario aggiunge anche che "il report di cui si sta parlando è lo stesso mandato al Copasir: editato il 3 giugno, ricevuto il 6". Altro discorso è invece l’attività dei Servizi attorno alle centrali della disinformazione. "Le opinioni sono rispettate sempre – precisa il sottosegretario - cosa diversa sono le fake news e la loro orchestrazione che, se accertata, potrebbe essere oggetto di un’attività di altro tipo".
Domandano a Gabrielli se Mario Draghi fosse informato del documento, lui replica che "il report era a conoscenza dello staff" del premier. Poi confida che i bollettini prodotti da febbraio "non avevano mai evidenziato particolari significative emergenze che sono state da me rappresentate specificamente al presidente del Consiglio". Dopo le polemiche, comunque, il destino di questo report – stilato dal 2019 da un tavolo con servizi, Esteri, Interni, Difesa e Sviluppo economico, Editoria, agenzia per la Cybersecurity e Agcom- sembra segnato: "Se un risultato ipoteticamente positivo ha un prezzo così alto, si impone una riflessione sulla sua utilità".
Resta il fatto che è arrivato ai giornalisti "non perché sceso dal cielo", conclude, ma a causa di una "mano solerte". "Il fatto stesso che un documento classificato è stato diffuso è una cosa gravissima. E nulla rimarrà impunito", promette, preannunciando provvedimenti contro chi l’ha consegnato alla stampa.