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Catanzaro, Exit Poll Comunali: è ballottaggio tra Donato e Fiorita

A urne chiuse alle 23, dai primi Exit Poll il candidato di centrodestra, ex Pd, non ce la fa a assicurarsi la fascia tricolore al primo turno: a premiarlo sono il 40-44 per cento dei catanzaresi. Se la vedrà con il rivale di centrosinistra che raggiunge il 31-35 per cento
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Sarà ballottaggio fra centrosinistra e un pezzo di centrodestra a Catanzaro. Per Fratelli d'Italia, nonostante il partito di Giorgia Meloni abbia quasi obbligato la leader regionale e deputata Wanda Ferro a guidare la corsa in solitaria al Comune, è un clamoroso tonfo (7-9%).

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La partita per il Comune però è tutta aperta. A dispetto di annunci e forse previsioni, Valerio Donato, ex Pd passato al centrodestra da candidato sindaco alla vigilia della campagna elettorale, non ce la fa a assicurarsi la fascia tricolore al primo turno. Ad appoggiarlo sono Lega, o meglio il suo alias Prima l'Italia, Forza Italia e una batteria di civiche, ma secondo i primi exit poll, a premiarlo sono il 40-44 per cento dei catanzaresi. Troppi pochi. Lui non nasconde la delusione: "Aspettiamo i risultati finali e
ragioniamo su dati veri - commenta a caldo - Se saranno questi, certamente faremo un'ulteriore battaglia". E rischia anche di far irrigidire i suoi principali sponsor, specificando che a sostenerlo è un'area "di tre liste di centrosinistra, due di centro e cinque di centrodestra".

Se lo spoglio confermerà gli exit poll, se la dovrà vedere con Nicola Fiorita, che raggiunge il 31-35 per cento. Docente universitario, scrittore, anima progressista degli intellettuali catanzaresi, si è imposto come candidato sindaco a dispetto di mugugni e manovre di settori del Pd, che gli avrebbero preferito di gran lunga un nome assai più moderato. Per la precisione, Donato che fino all'ultimo hanno tentato di convincere a fare le primarie.

Peccato che stesse già trattando con il centrodestra, o meglio con la Lega che a Catanzaro ha fatto da perno alla mini-coalizione, con il presidente del consiglio regionale Filippo Mancuso a far da grande tessitore. E pompiere. Perché quando il candidato sindaco Donato si è fatto scappare che sul palco con il "Capitano" Matteo Salvini non ci sarebbe salito mai e poi mai, in tanti sono saltati dalla sedia, soprattutto dalle parti di via Bellerio. Alla fine, si è deciso che era troppo tardi per cambiare rotta e che l'occasione sarebbe stata buona per misurarsi con FdI.

A dispetto degli ottimi rapporti personali di Ferro con Donato, al cui studio legale la leader regionale del partito di Meloni si è anche affidata, da Roma l'ipotesi di appoggiarlo è stata cassata con un secchissimo No, cui è seguita un'assai tormentata ricerca di candidato. Risultato, un assetto trovato tardi e male, che ha preparato il tonfo, arrivato nonostante l'endorsement di Sergio Abramo, "eterno" sindaco di Catanzaro, per lungo tempo in Forza Italia, che ha governato per 18 degli ultimi 25 anni.

Non è l'unico pezzo di centrodestra che  abbia deciso di andare per la sua strada. A tentare la corsa in solitaria anche Antonello Talerico, sponsorizzato da Mimmo Tallini. Antico reuccio di Fi a Catanzaro, Tallini circa due anni fa è stato travolto da un'imbarazzante inchiesta giudiziaria per concorso esterno in associazione mafiosa e voto di scambio, da cui è stato assolto. E adesso in cerca di rivalsa anche nei confronti di chi all'epoca lo ha scaricato.  Nel litigioso centrodestra catanzarese, personale e politico spesso si confondono. Ecco perché non è detto che per il ballottaggio il mosaico si ricomponga. Forse per questo Donato non si sbilancia su eventuali alleanze dell'ultima ora con Fdi: "Mi rivolgerò all'elettorato di qualunque schieramento politico per sostenere questa proposta che ha come obiettivo principale la città e il suo governo"