Il flop del referendum sulla giustizia è stato evidente. Il quorum è rimasto un miraggio e il risultato è la sconfitta della Lega, che aveva proposto i cinque quesiti referendari e si era battuta per il Sì. "Più che un serio tentativo di riformare la giustizia e migliorare il servizio ai cittadini, i quesiti referendari nascondevano una vendetta della politica contro la magistratura", polemizza Giuseppe Conte su Facebook. "I cittadini l'hanno capito - aggiunge il leader del Movimento 5 Stelle - con il risultato che questo passaggio referendario è il meno partecipato di sempre. Allora non si dica che siamo davanti alla crisi dei referendum e della democrazia diretta. Siamo di fronte alla crisi di una politica più attenta a tutelare se stessa che a dare risposte ai bisogni reali delle persone".
Dal Pd la capogruppo Simona Malpezzi intervenendo a Agorà Estate su Rai3 ha sottolineato: "Il centrodestra e, soprattutto, Salvini, hanno sbagliato ad usare in modo propagandistico lo strumento referendario. Il centrodestra non è stato seguito neppure dal suo elettorato che ha disertato le urne - ha proseguito - I cittadini non hanno compreso quesiti estremamente tecnici e complessi; questa è una materia parlamentare su cui il Parlamento ha già lavorato con le riforme Cartabia che sono state approvate e su cui lavorerà questa settimana perché arriva in aula la riforma del Csm". Ma le critiche arrivano anche dal fuoco amico. "Non è la sconfitta del referendum è la sconfitta di Salvini, di Renzi e, spiace dirlo, di Berlusconi", scrive su Twitter il deputato di Forza Italia Elio Vito.
Anna Rossomando, resposabile Giustizia del Pd, parla di una "strategia fallimentare" da parte del centrodestra e dice: "Il dato dell'affluenza è chiarissimo, non ha scusanti. L'alternativa c'è, sono le riforme che venga approvata senza indugio". Carlo Calenda su Twitter risponde a un follower che aveva sollecitato il partito a "dare il buon esempio, lavorando in Parlamento e perfezionando le leggi". "Dalla presunzione di innocenza al fascicolo del magistrato e indennizzo per carcerazione innocenti - replica Calenda - Azione ha lavorato in Parlamento. Non abbiamo raccolto firme per il referendum temendo esattamente ciò che è successo. Ma una volta approvati si va a votare".
"Se non è bastato il 48% dei magistrati, ora che l'85% degli italiani, non votando, ha detto che evidentemente la separazione delle carriere non la vuole, né la valutazione dei magistrati da parte degli avvocati. Basterà al governo per capire che questa riforma dell'ordinamento giudiziario non va bene?" è la considerazione del procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri.
Dal centrodestra arriva da Attilio Fontana, governatore della Lombardia, il commento sulla scarsa affluenza: "Sul referendum purtroppo è calata questa cappa di silenzio. Ed è riuscito il tentativo di silenziare ogni tipo di possibile partecipazione e ogni tipo di conoscenza di cosa si stesse discutendo". Per Alessandro Cattaneo di Forza Italia, invece, il quorum dei referendum "non è stato raggiunto per una insieme di concause. Non ha aiutato la data di giugno, si è votato solo la domenica. E poi il tema giustizia è complesso, ma non è stato vano, aiuterà. Chi non combatte ha già perso. Noi proseguiremo la nostra battaglia sulla giustizia". E Irene Testa, tesoriere del Partito Radicale, all'Adnkronos commenta: "Prima si è ammazzato lo strumento referendario e oggi gli si fa il funerale. Questa è la sintesi di quanto avvenuto oggi. Ci vengono a dire che mai c'era stato un referendum con un risultato così basso, ma neanche mai c'era stato un silenzio così assordante come quello che c'è stato per questo referendum".