Da atleta paralimpico a sindaco di Belluno: De Pellegrin vince le amministrative nell'anniversario dopo il suo incidente. "Un segno del destino"
di Enrico Ferro , di Enrico FerroBELLUNO - 14 giugno 1984: un ragazzo di 21 anni guida il trattore dopo un pomeriggio di lavoro sui boschi delle Dolomiti. Sta tornando a casa quando, in un terreno scosceso della frazione di Sopracroda, il mezzo agricolo si ribalta. Lui viene disarcionato e inizia a rotolare sulla superfice in pendenza. Il macchinario carambola e, alla fine, lo travolge. Trentotto anni dopo, il 14 giugno 2022, quel ragazzo è sindaco di Belluno. "L'esito ufficiale è arrivato proprio oggi, il 14 giugno. Sembra un segno del destino", dice Oscar De Pellegrin, 59 anni, eletto in una lista civica sostenuta da tutte le forze di centrodestra: Lega, Fratelli d'Italia, Forza Italia e Coraggio Italia.
È un tipo che non si scoraggia, Oscar De Pellegrin. E altrimenti non potrebbe essere, vista la carriera sportiva come atleta paralimpico. All'attivo ha 6 paralimpiadi e 6 medaglie, che gli sono valse anche 14 anni nel comitato paralimpico. "A Barcellona e Atlant…
BELLUNO - 14 giugno 1984: un ragazzo di 21 anni guida il trattore dopo un pomeriggio di lavoro sui boschi delle Dolomiti. Sta tornando a casa quando, in un terreno scosceso della frazione di Sopracroda, il mezzo agricolo si ribalta. Lui viene disarcionato e inizia a rotolare sulla superfice in pendenza. Il macchinario carambola e, alla fine, lo travolge. Trentotto anni dopo, il 14 giugno 2022, quel ragazzo è sindaco di Belluno. "L'esito ufficiale è arrivato proprio oggi, il 14 giugno. Sembra un segno del destino", dice Oscar De Pellegrin, 59 anni, eletto in una lista civica sostenuta da tutte le forze di centrodestra: Lega, Fratelli d'Italia, Forza Italia e Coraggio Italia.
È un tipo che non si scoraggia, Oscar De Pellegrin. E altrimenti non potrebbe essere, vista la carriera sportiva come atleta paralimpico. All'attivo ha 6 paralimpiadi e 6 medaglie, che gli sono valse anche 14 anni nel comitato paralimpico. "A Barcellona e Atlanta ho fatto tiro a segno, a Sidney, Atene, Pechino e Londra invece mi sono cimentato con il tiro con l'arco e nel 2012 ho chiuso con la medaglia d'oro. "Da quell'incidente la mia vita è cambiata completamente: per me è stato un trampolino di lancio. Ho scoperto una nuova vita, nuove abilità, un modo nuovo di esprimere il mio potenziale", dice entusiasta, dal suo nuovo ufficio in municipio a Belluno.
Marito di Edda, donna che ha sposato due anni dopo l'incidente che gli ha cambiato la vita e padre di Marcel. "Nella mia seconda vita, dopo i 21 anni, mi sono sempre impegnato nello sport e nel sociale" racconta. "Ho ricoperto anche la carica di vicepresidente vicario della Federazione di Tiro con l'arco. Politica vera? Mai fatta. Anche se nel comitato paralimpico la politica c'è eccome. Insomma, la gavetta me la sono fatta", dice ridendo. De Pellegrin ammette che si sarebbe aspettato un ballottaggio, non la vittoria al primo turno. "Tante persone hanno riposto fiducia nella mia persona e ora sento una grande responsabilità: non deluderli".
Quello che qualcuno già comincia a chiedersi, è quanto potrà durare questa patente di "civico", con i partiti che lo corteggiano. "Per il momento resto così, senza tessere in tasca. Il mio compito sarà fare sintesi con la posizione di tutte le forze che hanno sostenuto la mia candidatura: 38 anni dopo, non mi pare ancora vero".