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M5S, Di Nicola: "Sulle armi c'è il rischio scissione. Nel Movimento ancora troppi anti-americani"

Primo Di Nicola 
Il senatore vicino a Di Maio: "Chi ha proposto la bozza sul no alle forniture militari a Kiev esca allo scoperto. Intorno a Conte vedo gli alfieri di una concezione leaderistica e padronale del partito"
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Primo Di Nicola, senatore M5S vicino a Luigi Di Maio, aveva visto la bozza di alcuni parlamentari 5 Stelle in cui si chiede di votare uno stop alle armi all’Ucraina?

“No, non ne ero a conoscenza. Nessuno di noi è stato coinvolto. Ne avevamo sentito parlare e per questo avevamo messo le mani avanti da giorni, chiedendo che non ci fosse un atto autonomo di questo tipo. Oggi scopriamo che era vero e che qualcuno sta ancora lavorando a una risoluzione che potrebbe spaccare la maggioranza, probabilmente far cadere il governo e disallineare l’Italia dalle sue alleanze storiche europee e atlantiche”.

Chi ci stava lavorando?

“Non lo so. Ma vista la gravità di queste intenzioni è bene che chi l’ha patrocinata se ne assuma la responsabilità, con nomi e cognomi”.

Primo Di Nicola, senatore M5S vicino a Luigi Di Maio, aveva visto la bozza di alcuni parlamentari 5 Stelle in cui si chiede di votare uno stop alle armi all’Ucraina?

“No, non ne ero a conoscenza. Nessuno di noi è stato coinvolto. Ne avevamo sentito parlare e per questo avevamo messo le mani avanti da giorni, chiedendo che non ci fosse un atto autonomo di questo tipo. Oggi scopriamo che era vero e che qualcuno sta ancora lavorando a una risoluzione che potrebbe spaccare la maggioranza, probabilmente far cadere il governo e disallineare l’Italia dalle sue alleanze storiche europee e atlantiche”.

Chi ci stava lavorando?

“Non lo so. Ma vista la gravità di queste intenzioni è bene che chi l’ha patrocinata se ne assuma la responsabilità, con nomi e cognomi”.

Al di là della bozza che poi è stata derubricata a un testo fra tanti, il M5S continua a chiedere di inserire un passaggio sulle armi nella risoluzione di maggioranza. Il Movimento rischia la scissione su questo?

“Spero ci ripensino, ma se si vuole portare l’Italia fuori dalle posizioni storiche in politica estera, è chiaro che non si può convivere, perché in gioco c’è il destino di questo Paese. Su un tema così nobile ci può essere anche una scissione. Se non su questo, su cosa?”

 

Perché ai vertici del Movimento insistono su un punto che potrebbe mettere a rischio la collocazione internazionale dell’Italia?

“Perché anche nel M5S purtroppo continuano ad emergere posizioni da terzomondismo e anti-americanismo d’annata, senza cultura storica. Magari solo per guadagnare qualche punto nei sondaggi”.

Quanti parlamentari seguirebbero Conte, col rischio di uno strappo in maggioranza?

“Questo bisogna chiederlo a Conte, se si è fatto bene i conti. Fortunatamente nel Movimento ci sono tantissimi parlamentari e iscritti che stanno facendo sentire la propria voce, nella speranza di convincere i vertici a fermarsi in tempo”.

È più divisivo all’interno dei 5 Stelle il tema del no alle nuove forniture militari all’Ucraina o quello del vincolo del secondo mandato?

“Molto di più il primo, perché sul secondo pare che siamo tutti d’accordo. Con Grillo e Di Maio nel dire no a proroghe che tradirebbero uno dei principi fondativi dei 5 Stelle”.

Grillo è atteso a Roma per giovedì. Stavolta riuscirà a fare da paciere o ormai le strade di Conte e Di Maio sono separate?

“Su questioni così decisive per il futuro del Paese non c’è bisogno di pacieri, ma di persone intellettualmente oneste che si assumano la piena responsabilità delle proprie azioni davanti all’Italia”.

Conte e alcuni vice come Todde e Gubitosa dicono che così facendo vi mettete da soli fuori dal Movimento. È così?

“Ecco gli alfieri di una concezione leaderistica e padronale del M5S, intolleranti al confronto e al dibattito, che rischiano di uccidere il Movimento. Spero che qualcuno un giorno gliene chiederà conto”.