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Ricciardi sulla divisione nel M5S: "Di Maio insulta la sua comunità politica, da valutare l'espulsione"

Riccardo Ricciardi, vicepresidente M5S (ansa)
Intervista al vicepresidente del Movimento: "È da un anno che risolviamo i problemi incancreniti che lui ci ha lasciato in eredità. Il tetto dei due mandati? Una regola sana"
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Riccardo Ricciardi sta gestendo in prima persona la mediazione con il resto della maggioranza e il governo per la votazione in aula di martedì. Ma da vicepresidente del M5S sgancia la bomba, evocando senza mezzi termini l'espulsione di Luigi Di Maio.

Il ministro degli Esteri dice che con certe prese di posizione in politica estera del M5S è a rischio la sicurezza e collocazione atlantica del nostro Paese, cosa risponde?
"Non so se si riferisce al se stesso del passato, magari è un lavoro di ulteriore autocoscienza che sta compiendo. Il M5S non ha alcun tipo di posizione del genere. Conte da premier e anche adesso ha sempre rivendicato un forte rispetto della Ue e dell'Alleanza atlantica. Si tratta quindi di un attacco strumentale ed è grave che Di Maio utilizzi la sicurezza del Paese per attaccare i 5 Stelle".

Razov si è subito incuneato ricordando che in Italia non tutti sono a favore dell'invio di armi, l'indebolimento d…

Riccardo Ricciardi sta gestendo in prima persona la mediazione con il resto della maggioranza e il governo per la votazione in aula di martedì. Ma da vicepresidente del M5S sgancia la bomba, evocando senza mezzi termini l'espulsione di Luigi Di Maio.

Il ministro degli Esteri dice che con certe prese di posizione in politica estera del M5S è a rischio la sicurezza e collocazione atlantica del nostro Paese, cosa risponde?
"Non so se si riferisce al se stesso del passato, magari è un lavoro di ulteriore autocoscienza che sta compiendo. Il M5S non ha alcun tipo di posizione del genere. Conte da premier e anche adesso ha sempre rivendicato un forte rispetto della Ue e dell'Alleanza atlantica. Si tratta quindi di un attacco strumentale ed è grave che Di Maio utilizzi la sicurezza del Paese per attaccare i 5 Stelle".

Razov si è subito incuneato ricordando che in Italia non tutti sono a favore dell'invio di armi, l'indebolimento della posizione italiana non è nei fatti?
"Il Papa è filorusso o putiniano? Non mi pare, eppure anche lui ha posto il tema. Non si tratta di essere anti-atlantici ma di provare a dare prospettive diverse alla Ue e alla Nato. Poi mi scusi: se due anni fa criticavi Trump eri anti-americano? Di Maio sta insultando la sua comunità politica".

Perché si è riaperta la diatriba interna dopo mesi di quiete?
"Chiarissimo: Di Maio è spaventato dal tema dei due mandati".

Ma due giorni fa ha detto di essere a favore del tetto.
"Ha cercato di rimediare in maniera goffa a quel che avevano capito tutti. Si sente il rumore delle unghie sugli specchi da qui".

È ancora un vostro ministro?
"Riteniamo che occorra una profonda riflessione perché da tempo, per sua responsabilità, è un corpo estraneo al Movimento. Sta facendo un percorso personale che lo pone al di fuori dai 5 Stelle, un partito che sta facendo le proprie scelte votandole a stragrande maggioranza".

Se le cose stanno così, pensate ad una sua espulsione?
"Personalmente ritengo che occorra prendere provvedimenti, magari coinvolgendo la rete o comunque il Consiglio nazionale. Vorrei ricordare che da capo politico Di Maio ha espulso persone per cose molto, molto meno gravi".

Lei comunque pensa che il tetto dei due mandati debba restare? Grillo, Conte e Di Maio sembrano tutti concordi su questo punto...
"La considero una regola sana, ma il tema esiste. Più che dire che lo affronteremo con la base, gli iscritti, con un quesito trasparente e senza artifici, cosa possiamo fare? Questa è la massima garanzia possibile per tutelare le varie posizioni. Poi aggiungo: da leader di partito Di Maio questo problema non l'ha mai affrontato. Da un anno stiamo risolvendo i problemi incancreniti lasciati in eredità da Di Maio stesso".

Vede margini possibili per una riappacificazione?
"Dopo le vicende del Quirinale, a Di Maio si è dato il margine per rientrare nella dialettica interna, purtroppo per l'ennesima volta sta dimostrando che è difficile andare avanti così. Ora parla di partito dell'odio, a me fa specie che a dirlo sia chi dava del partito dell'elettroshock al Pd".

Intanto è uscita una bozza di risoluzione 5S che dice no all'invio di nuove armi: di che si tratta?
"Mi sto occupando direttamente della questione con i capigruppo del M5S, i comitati interni e le commissioni competenti, quindi in maniera unitaria: non ho mai visto da nessuna parte quel documento".

Non è vostro quindi?
"Ci possono essere stati documenti interni, delle bozze, ma non è la base del nostro lavoro".

Qual è il punto di caduta, per voi, affinché martedì andiate compatti col resto della maggioranza?
"La nostra linea è di lavorare per un cessate il fuoco, per una de-escalation militare e una centralità del Parlamento per le scelte future. Mentre per le decisioni future, dai vertici internazionali ad un eventuale nuovo invio di forniture, si deve passare dal Parlamento. E non penso che nessuno possa dirsi contrario a tutto questo".

È un arretramento rispetto al no alle armi che avete detto finora?
"No, semmai è un avanzamento. In questo momento fa fede il documento del 1° marzo, la risoluzione che dava il permesso con decreti interministeriali a nuovi invii, senza passare dalla Camera e dal Senato. Con la situazione attuale del conflitto, non vediamo all'orizzonte la necessità di altre spedizioni. Però ripeto, per eventuali altre decisioni future, se la situazione dovesse evolvere, mi sembra naturale ribadire che il Parlamento dovrà essere coinvolto".