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Sondaggi politici, quanto valgono Conte e Di Maio divisi alle urne. "Con la scissione perdono tutti"

Buttaroni: "Manca un retroterra culturale". YouTrend: "Di Maio da solo vale il 2-3%"
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Quanto può valere Luigi Di Maio alle urne? E questa spaccatura quanto male può fare ai 5 Stelle? Carlo Buttaroni, presidente dell'istituto Tecné, non utilizza mezzi termini: "La scissione non porterà bene né a Di Maio né a Conte". Il ragionamento è figlio di alcune ricerche fatte in questi anni che raccontano intanto la mutazione della base elettorale del Movimento: "Rispetto al 2018 lo votano meno disoccupati e più dipendenti pubblici, mentre l'età media è cresciuta di quattro anni - dice Buttaroni - Di Maio rappresentava l'icona del M5S del 2018, la voce degli sconfitti della globalizzazione, i fragili, un disagio espresso anche con una certa dose di rancore. Conte è stato invece l'istituzionalizzazione. Però il M5S non è un partito ma un movimento senza radici solide, questa divisione nel bel mezzo di un cambiamento, senza un retroterra culturale vero, significa…

Quanto può valere Luigi Di Maio alle urne? E questa spaccatura quanto male può fare ai 5 Stelle? Carlo Buttaroni, presidente dell'istituto Tecné, non utilizza mezzi termini: "La scissione non porterà bene né a Di Maio né a Conte". Il ragionamento è figlio di alcune ricerche fatte in questi anni che raccontano intanto la mutazione della base elettorale del Movimento: "Rispetto al 2018 lo votano meno disoccupati e più dipendenti pubblici, mentre l'età media è cresciuta di quattro anni - dice Buttaroni - Di Maio rappresentava l'icona del M5S del 2018, la voce degli sconfitti della globalizzazione, i fragili, un disagio espresso anche con una certa dose di rancore. Conte è stato invece l'istituzionalizzazione. Però il M5S non è un partito ma un movimento senza radici solide, questa divisione nel bel mezzo di un cambiamento, senza un retroterra culturale vero, significa non portarsi dietro nulla".

Spazio politico ridotto per Di Maio

Secondo Buttaroni, il professore e avvocato Conte doveva rappresentare l'innesto "mainstream", invece i ruoli con Di Maio si sono quasi capovolti generando confusione. Così oggi "Di Maio rappresenta il "centro agonista", che c'era pure nella Dc, ma è uno spazio politico assai ridotto che con una buona campagna di comunicazione può valere il 2-3 per cento". Giovanni Diamanti, analista di YouTrend, si tiene un poco più alto. Da solo il brand Di Maio può valere il 3-4 per cento, però l'uscita dai 5 Stelle "nell'opinione pubblica ha una connotazione negativa, è vista come una manovra di palazzo".

Iniziativa di Palazzo

Aggiunge Diamanti che un eventuale tandem con Beppe Sala può avere dei margini interessanti: "Sala riferimento per il nord, Di Maio per il sud. Ma i punti interrogativi sono ancora molti". Dopodiché "come abbiamo visto con Conte il consenso personale non si trasforma automaticamente in consenso al partito, e Di Maio ha già un gradimento su di sé più basso del leader dei 5 Stelle". Antonio Noto di Noto sondaggi non si sbilancia: "Per ora parliamo di un'iniziativa di palazzo. Di Maio ha i suoi fans, una storia che poi non è quella di un moderato. Più interessante - sottolinea - mi sembra la volontà di collegarsi ai sindaci, per avere maggiore radicamento. L'importante è andare oltre il Parlamento: i partiti nati così, da Scelta Civica a Italia Viva, non hanno avuto successo alle urne".