Comunali Verona, tra i ragazzi che con Tommasi si riprendono le periferie
dal nostro inviato Concetto Vecchio , dal nostro inviato Concetto VecchioVERONA - "Nelle case popolari ci dicevano: 'Che volete qui?' C'erano quartieri popolosi come Borgo Roma dove il centrosinistra era precipitato al quindici per cento. Tutta la periferia di Verona per vent'anni si è consegnata alla destra. Semplicemente loro c'erano: i nostri si facevano vedere solo tre mesi prima del voto. Non toccavamo palla". Tommaso Ferrari, 34 anni, ingegnere ambientale, leader di una lista di ragazzi chiamata Traguardi, allarga il braccio sul parco Santa Teresa, zona sud: di là i Magazzini Generali e dall'altra parte dello stradone il centro con l'insegna della Fieracavalli. C'è un'afa spaventosa e un unico bar dove trovare riparo.
I ragazzi di Damiano
Stasera sapremo se a Damiano Tommasi riuscirà il più mancino dei tiri, ma anche in caso di sconfitta questa sua avventura può rappresentare un'utile lezione per la sinistra italiana priva di popolo, soprattutto giovanile. I…
VERONA - "Nelle case popolari ci dicevano: 'Che volete qui?' C'erano quartieri popolosi come Borgo Roma dove il centrosinistra era precipitato al quindici per cento. Tutta la periferia di Verona per vent'anni si è consegnata alla destra. Semplicemente loro c'erano: i nostri si facevano vedere solo tre mesi prima del voto. Non toccavamo palla". Tommaso Ferrari, 34 anni, ingegnere ambientale, leader di una lista di ragazzi chiamata Traguardi, allarga il braccio sul parco Santa Teresa, zona sud: di là i Magazzini Generali e dall'altra parte dello stradone il centro con l'insegna della Fieracavalli. C'è un'afa spaventosa e un unico bar dove trovare riparo.
I ragazzi di Damiano
Stasera sapremo se a Damiano Tommasi riuscirà il più mancino dei tiri, ma anche in caso di sconfitta questa sua avventura può rappresentare un'utile lezione per la sinistra italiana priva di popolo, soprattutto giovanile. I ragazzi di Damiano sono stati il motore dell'onda gialla che da giorni investe la città. Venerdì sera, nel Parco dell'Ottocento, erano qualche migliaio a cantare con lui La valigia dell'attore, più un happening rock che un finale elettorale.
Atitsogbe, la più votata della lista Tommasi
La più votata della Lista Tommasi è una bancaria sorridente di ventotto anni che non aveva mai fatto politica: Veronica Atitsogbe, laurea in scienze politiche, figlia di genitori giunti dal Togo alla fine degli anni Ottanta. Presiede l'associazione Afroveronesi. Che posto è Verona, le chiediamo davanti a un caffè. "Bellissimo, questa è la mia città". Tommasi l'ha voluta capolista. E così, comunque vadano le cose stasera, sarà lei a presiedere la prima seduta del consiglio comunale in veste di consigliere anziano. "Nel 2017", ricorda Ferrari, "il centrosinistra non era arrivato nemmeno al ballottaggio. Su quelle macerie abbiamo fondato Traguardi, siamo tutti under 35, con una maggioranza di donne. E abbiamo cominciato dai quartieri. "Nei più popolari - dice Beatrice Verzè, 26 anni, laureanda in legge - alle Golosine, Cavidavid, Borgo Milano, che ha 60mila abitanti e c'è lo stadio Bentegodi, abbiamo trovato una diffidenza enorme. Erano feudi interamente in mano a Tosi e alla Lega. Siamo entrati nelle case popolari, ci facevano vedere gli appartamenti pieni di muffa, le cantine dove si spaccia. Eravamo intimiditi, quindi ascoltavamo, a volte andavamo solo per dare una mano, per parlare. Un giorno è stata trovata una donna che era morta da due anni. La periferia è solitudine. Piano piano la gente ha cominciato a conoscerci, ora abbiamo un gruppo radicato in ogni quartiere". "Soprattutto abbiamo capito che la politica è anche divertimento", sottolinea Ferrari. "Sì, il privilegio d'impattare sulle cose: una scoperta bellissima", concorda Verzè.
Il centrosinistra ha vinto in sei circoscrizioni su otto, anche a Borgo Milano. Tommaso Ferrari ha preso 1436 voti, Beatrice Verzè 920. Traguardi il sei per cento, un punto in meno della Lega. "Incredibile, vero?".
"Damiano fa squadra"
"Quattro anni fa una sera abbiamo invitato Damiano Tommasi. È venuto a parlarci di valori e di razzismo. Si è detto stufo del fatto che fuori da qui Verona aveva soltanto fama di città nera. "Noi non siamo così", ci ha detto. È stata la scintilla per provare a rovesciare la narrazione. Lo abbiamo iniziato a corteggiare furiosamente. Damiano ha giocato con Totti e nel Sant'Anna D'alfaedo, in seconda categoria. È uno che parla con il grande imprenditorie e la casalinga allo stesso modo. Fa squadra, ma poi decide".
"Una mattina di dicembre è squillato il telefono" racconta Jacopo Buffolo, 26 anni, laureando in storia e fondatore dell'associazione, Yanez. "Era lui. Ci siamo visti. Ricordo che voleva soprattutto sapere". Buffolo ha preso 321 voti nella Lista Tommasi.
"L'onda gialla viene da lontano", spiega Verzè. "Dal congresso sulla Famiglia, voluto nel 2019 dalla Lega e patrocinato da Sboarina". "Una manifestazione enorme lo contestò, la più grande che si sia mai tenuta qui", dice Buffolo. "E noi c'eravamo". "Il mondo è cambiato. La destra su diritti, ambiente e cultura, propone un messaggio che non fa presa sulla nostra generazione. Il voto è mobile. Ho un collega che ha votato M5S, Lega, ora Pd. Quel consenso però bisogna prenderselo, si può fare anche se abbiamo vent'anni".
Lo sfidante Sboarina
Federico Sboarina ha comprato una pagina de L'Arena per dire che Tommasi "regalerà soldi ai nullafacenti". Servirà come ultima chiamata alle armi? Nella notte del Parco Ottocento Tommasi ricorda invece Gianni Mura: "Eravamo tanto amici, penso che sarebbe contento di quel che stiamo facendo". Ovazione. Ai ragazzi con le magliette gialle dice: "Comunque andrà a finire noi dovremo essere sempre noi stessi".