Nicola Fiorita, nuovo sindaco di Catanzaro: “Il coraggio paga, bisogna rompere con il passato”
di Alessia Candito , di Alessia Candito"Avere coraggio paga, se c'è un messaggio in questa vittoria è inequivocabilmente questo". La prima notte da sindaco se n'è andata via con i festeggiamenti, ma già da ieri mattina Nicola Fiorita ha ricominciato a girare per la città. Il civico che per il centrosinistra giallorosso ha espugnato Catanzaro, storico bastione della destra calabrese, ha fretta di cominciare, ansia di rendere concrete promesse, progetti e sogni raccontati in piazza per settimane, forse anche bisogno di tempo per realizzare davvero di avere la fascia tricolore addosso. Ma sa di non poterselo permettere. "Sono felice certo, onorato. Ma sento anche l'urgenza di dare risposte al più presto a una città che ha chiesto in modo chiaro un cambiamento".
Tutti i risultati dei ballottaggi
Perché Catanzaro si è rivolta a Lei per ottenerlo?
"Quello di Valerio Donato (ex Pd che ha corso da "civico" per il…
"Avere coraggio paga, se c'è un messaggio in questa vittoria è inequivocabilmente questo". La prima notte da sindaco se n'è andata via con i festeggiamenti, ma già da ieri mattina Nicola Fiorita ha ricominciato a girare per la città. Il civico che per il centrosinistra giallorosso ha espugnato Catanzaro, storico bastione della destra calabrese, ha fretta di cominciare, ansia di rendere concrete promesse, progetti e sogni raccontati in piazza per settimane, forse anche bisogno di tempo per realizzare davvero di avere la fascia tricolore addosso. Ma sa di non poterselo permettere. "Sono felice certo, onorato. Ma sento anche l'urgenza di dare risposte al più presto a una città che ha chiesto in modo chiaro un cambiamento".
Tutti i risultati dei ballottaggi
Perché Catanzaro si è rivolta a Lei per ottenerlo?
"Quello di Valerio Donato (ex Pd che ha corso da "civico" per il centrodestra) era un progetto vecchio, molto simile a esperimenti già bocciati in passato. E qui c'è voglia di voltare pagina".
Era certo che si sarebbero affidati a Lei per farlo?
"Personalmente ho sempre pensato che potevamo farcela. La difficoltà vera era arrivare al ballottaggio con una percentuale significativa e lo abbiamo fatto. Lì si è aperta una partita in cui a pesare è stato il voto d'opinione".
Si spieghi.
"Esaurito l'effetto traino delle liste, alle urne ci va chi crede davvero nel candidato sindaco".
E Donato decisamente non ha convinto.
"Era espressione di un progetto opaco e poco coerente, è stato percepito come un estraneo. In questo quadro, mi ha stupito l'atteggiamento di Fratelli d'Italia".
Riguardo a cosa?
"Per quanto lontano anni luce da me, non si può dire che sia un partito che pecchi di coerenza. Mi ha stupito la decisione di appoggiare Donato al secondo turno, dopo aver corso in solitaria al primo. Anche i loro elettori non devono aver compreso la scelta fino in fondo, se è vero che di consensi non ne sono arrivati poi così tanti".
Per lei la frammentazione del centrodestra è stata un vantaggio.
"Non c'è dubbio".
In consiglio comunale però i suoi avversari avranno comunque la maggioranza.
"La città ha scelto sindaco e consiglieri, quindi dovremo trovare il modo di lavorare insieme. Catanzaro vuole una scossa, non tollererebbe un immobilismo dettato da veti. E credo che tutti siamo consapevoli delle responsabilità che abbiamo".
Se si accorgesse di avere le mani legate?
"Mi dimetterei senza esitare neanche un momento. Non c'è margine per attendismi, l'unica opzione sarebbe il voto. Ma la città non ce lo perdonerebbe. Voglio essere fiducioso e pensare che insieme faremo qualcosa di importante ".
Prime mosse?
"In primo luogo, ripristinare le condizioni di vivibilità. Può sembrare impossibile ma ci sono quartieri in cui spesso manca l'acqua e dobbiamo intervenire sulla pulizia perché la città è in condizioni disastrose. E iniziare a lavorare per il futuro".
Obiettivo?
"L'ambizione è trasformare Catanzaro in quel centro che permette di guardare al Sud e vedere il bicchiere mezzo pieno. Dimostrare al resto del Paese che anche qui nel profondo Sud ci sono posti in cui si può vivere bene e che possono dare il buon esempio".
A proposito di esempi. Il Pd non va oltre il 6% ma con lei si è assicurato la vittoria. Un modello esportabile?
"Avere coraggio paga.L'investimento su di me non era scontato, non sono iscritto e non mi iscriverò a nessun partito. Ma sono convinto che il centrosinistra vinca se è riconoscibile, se fa scelte nette. Spero sia un segnale per il resto del Paese".
Ha dovuto schivare fuoco amico?
"Dopo la mia investitura no, il Pd che non credeva a questa scommessa ha già seguito Donato. Quello che è rimasto si è rifondato e abbiamo iniziato un percorso insieme".
Scossoni e scissioni in casa 5s hanno avuto ripercussioni?
"No, qui c'è un gruppo piccolo, relativamente nuovo che alla campagna elettorale ha partecipato in modo esemplare. E non ci sono state defezioni".
Grande protagonista della coalizione è stato il suo movimento, Cambiavento. Questo cambia qualcosa nel suo percorso?
"È chiamato ad una prova nuova, quella del governo. Ma continuerà a essere un laboratorio civico all'interno del centrosinistra. È una creatura viva. E per me, tutti quelli che lo animano sono fondamentali".
Motivo?
"Negli ultimi anni ci sono stati momenti di sconforto, in cui ogni sforzo per cambiare le cose sembrava inutile. Chi non ha mai smesso di crederci sono loro e non mi hanno mai permesso di mollarei.