Zingaretti: "Conte un punto di riferimento per la sinistra? Il giudizio è superato dai fatti. E' un leader in difficoltà"
"Chi è Conte oggi? E' il leader di un partito in grande difficoltà". Così Nicola Zingaretti, da quasi dieci anni governatore del Lazio durante l'intervista a Metropolis, il format on line del gruppo Gedi. In studio Gerardo Greco e il direttore della Stampa Massimo Giannini. "In questi mesi - continua Zingaretti - alcune valutazioni si sono confermate. Il M5S non è mai stato la stessa cosa della Lega ma un movimento variegato e che alla prova del governo è esploso. L'esito di un travaglio dei 5 Stelle conferma che era giusta quell'analisi e c'era la missione di sganciare il M5S dall'alleanza strategica con la Lega. E io continuo a pensare che l'esito del dibattito nei 5 Stelle non riguardi solo M5S ma tutto il panorama del campo progressista, del centrosinistra".
Eppure c'è stato un momento in cui lei diceva che Conte era un punto di riferimento perla sinistra
" Lo dissi in un momento particolare: all'indomani dell'elezione di Giuseppe Conte a leader e premier di una nuova alleanza. Ed io ero quello che più si era battuto contro questa ipotesi sostenendo che bisognava avere una netta discontinuità. Poi grazie a un'iniziativa Di Maio e di Renzi si decise di continuare con Conte premier".
E' rimasto inchiodato a una frase?
"Era una constatazione ma anche il rifiuto di una furbizia: quella di far assumere a una persona delle responsabilità e poi dal giorno dopo iniziare a logorarla".
Draghi bis. Se i cinquestelle escono, si va a votare prima. E anche se si arriva al 2023 ma con questa politica così spappolata e frammentata trovandoci nell'ingovernabilità, chiediamo a Draghi di restare?
"Io credo che noi vinciamo se abbiamo cose in comune, altrimenti si perde...Noi abbiamo un imperativo: spiegare alle persone perchè votarci. Ed è importatente che lo faccia il più grande partito italiano. Noi dobbiamo cominciare a dire di scegliere un'alleanza per fare questo o quello. Chiaramente io spero che non ci sia l'evento e che prevalga l'interesse generale sapendo che le dinamiche parlamentari sono state fin qui governate dall'autorevolezza di Draghi".
Oggi il M5s vale tra il 6 e l'11 per cento. Non vale di più. E' come dire...li abbiamo svuotati
"Io non do nulla per scontato. Tutti siamo rimasti colpiti dall'astensionismo alle ultime amministrative. Quindi c'è un grande terreno a disposizione, non do per scontato l'esito, vedo grandi potenziali se si parte da un protagonismo della politica che impone un'agenda. L'agenda è diritti, scuola, salario".
Il M5s ha perso 11 punti. Il Pd ne ha acquistati due. Quindi i voti persi del Movimento fanno pensare che sono finiti nel partito dell'astensionismo?
"La proposta è che ci sia una governo che risolva i problemi degli italiani. Il Pnrr, indirizzato in maniera corretta, ora che arrivano miliardi di investimenti, è un'occasione - e lo dico da amministratore che negli anni ha dovuto sempre tagliare - serve perla rinascita. Può aiutare a riconquistare le persone che si sentono escluse, emarginate, sole. ma anche l'imprenditore ricco che ha paura del futuro, come il disoccupato".
Questi soldi possono servire anche i termovalorizzatori? Può cadere il governo sul termovalorizzatore di Roma?
"Dal primo momento che Gualtieri ha parlato di termovalorizzatore io ho detto sì. Se c'è un pazzo che sta al telefono ore per cercare di trovare una soluzione sui rifiuti di Roma da portare nelle altre regioni, quello sono io. Gualtieri ha avuto il merito di dire che il problema c'era. E trovare una soluzione".
Per il momento, però, con la passata amministrazione romana, non c'è discontinuità
"Non sono d'accordo. Il sindaco di Roma sta facendo correttamente quello che deve fare un amministratore: gettare i semi perché ci sia una inversione di tendenza".
Lo stadio della Roma si farà?
"Il rapporto che c'è tra società e amministrazione comunale, mi sembra che sia corretto: meno conferenze stampa e più verifiche tecniche sulla volontà di investire e sulla fattibilità. Ma noi siamo alla vigilia di grandi investimenti: il Giubileo del 2025, la candidatura dell'expo 2030 e nel 2033 sarà il bimillenario della morte di Cristo. E sarà un evento planetaio. E noi saremo il centro".