I segretari di Azione e +Europa, Carlo Calenda e Benedetto Della Vedova, che nel tardo pomeriggio di oggi hanno avuto una riunione comune con i vertici dei due partiti, hanno inviato una lettera al segretario Pd, Enrico Letta in cui sono stati ribaditi i punti fondamentali già sottolineati in questi giorni e sui quali non è ancora arrivata ancora risposta. Lo si apprende da fonti dei due partiti.
Calenda e Della Vedova hanno messo nero su bianco di condividere "l'opportunità di un accordo elettorale sui collegi uninominali che veda coinvolta la federazione Azione/Più Europa e il Pd, al fine ultimo di non favorire la destra guidata da Meloni (ferma restando l'autonomia nella campagna elettorale)", ma considerano "imprescindibili" due punti:
"1) non un voto di +Europa e Azione può andare a persone che non hanno votato la fiducia a Draghi, che sostengono la necessità di abbandonare quella agenda o che hanno inventato partiti all'ultimo secondo. Se è vostro fermo desiderio candidare queste persone - la precisazione - fatelo non negli uninominali ma nel proporzionale". Del resto, viene fatto notare "noi abbiamo preso l'impegno di evitare candidature 'difficili'per gli elettori del PD (il riferimento è a Mara Carfagna e Mariastella Gelmini, ndr) nei collegi uninominali".
La seconda condizione riguarda i temi: 2) "Una cosa è avere programmi diversi, altra è non avere alcuna omogeneità". Bene l'accordo su diritti e salario minimo, è il ragionamento, ma "su infrastrutture energetiche, revisione (non abolizione) del RDC, politiche fiscali e di bilancio occorre trovare punti di compatibilità. Questi temi ti sono noti da giorni. ll tempo stringe. Ti chiediamo rapidamente una risposta", concludono.
La trattativa, insomma, continua. "Ora è Letta che deve rispondere", dicono i centristi, mentre tra i dem il dubbio è che possa iniziare un 'gioco del cerino' sulla responsabilità di un eventuale mancato accordo.