✕

Della Vedova: "L'accordo tra Pd e rossoverdi si farà. I rigassificatori? Solo due, non volevamo essere divisivi"

(ansa)
Il ruolo da grande tessitore del segretario di +Europa. Il dietro le quinte dell'intesa con il Pd. Il rapporto con l'energico Calenda. Su Renzi "Se ricuce col Pd, noi non mettiamo becco". E lancia Carlo Cottarelli: "Stenderà il nostro programma su economia, scuola, sanità"
4 minuti di lettura

"Mi sento freschissimo, mi sembra di essere arrivato ieri, ma vengo da un'esperienza politica molto lunga". Benedetto Della Vedova, oggi segretario di +Europa, un passato nei radicali, non nasconde di avere un ruolo decisivo nei faticosi negoziati elettorali di questi giorni: da Mr. Wolf del campo largo.
Da quando si è scoperto grande tessitore? 
"Guardi, proprio Marco Pannella mi prendeva in giro, giocando sulle mie origini valtellinesi: 'tu sei un po' - lentone', mi diceva. Riconoscendomi un passo diverso, che in questi casi aiuta". 

Anche per convincere Carlo Calenda e Pd? 
"Certo, ma era da quando il Pd ha rotto coi 5 stelle, che ho iniziato a pensare che la scelta migliore per la nostra federazione fosse trovare un accordo. Riconoscendo a Enrico Letta di aver sostenuto Draghi in maniera nettissima, e una sua leadership positiva sulla questione ucraina, l'intesa con i dem era diventata un obiettivo, anche se n…

"Mi sento freschissimo, mi sembra di essere arrivato ieri, ma vengo da un'esperienza politica molto lunga". Benedetto Della Vedova, oggi segretario di +Europa, un passato nei radicali, non nasconde di avere un ruolo decisivo nei faticosi negoziati elettorali di questi giorni: da Mr. Wolf del campo largo.
Da quando si è scoperto grande tessitore? 
"Guardi, proprio Marco Pannella mi prendeva in giro, giocando sulle mie origini valtellinesi: 'tu sei un po' - lentone', mi diceva. Riconoscendomi un passo diverso, che in questi casi aiuta". 

Anche per convincere Carlo Calenda e Pd? 
"Certo, ma era da quando il Pd ha rotto coi 5 stelle, che ho iniziato a pensare che la scelta migliore per la nostra federazione fosse trovare un accordo. Riconoscendo a Enrico Letta di aver sostenuto Draghi in maniera nettissima, e una sua leadership positiva sulla questione ucraina, l'intesa con i dem era diventata un obiettivo, anche se non a ogni costo. Così con Calenda abbiamo iniziato a buttare giù i punti che sono confluiti nella famosa lettera al segretario".

Non proprio apprezzata dai democratici.
"Eh sì, si sono un po' incazz... per la modalità. Così mi sono attaccato al telefono e ho parlato con moltissimi di loro, per spiegare che non era una questione di modi. Che avevamo costruito una cornice programmatica con un minimo di flessibilità".

Beh, Sinistra e Verdi, che hanno adottato il format e hanno scritto una loro lettera al Nazareno, non la pensano proprio così. Giudicano l'accordo un patto di programma abbastanza vincolante.
"Abbiamo stretto soltanto un patto elettorale. Se fossi in Germania, con una legge elettorale comprensibile, sarei tra i liberali tedeschi e avrei fatto una coalizione con socialdemocratici e verdi. Ma in Italia con il Rosatellum non è possibile. Il negoziato serviva per rendere il patto elettorale compatibile con le nostre identità politiche, ma non abbiamo ricostituito l'Ulivo. Abbiamo cercato di trovare un punto di incontro negli uninominali. E siglato un patto col Pd conoscendo benissimo la loro interlocuzione con Sinistra Italiana e Verdi, nei cui confronti non c'è alcun veto". 

Era proprio necessario inserire il passaggio sui rigassificatori? Sapevate anche che era un tema difficile da accettare per i rossoverdi.
"Si tratta soltanto di due rigassificatori flottanti, decisi dal governo Draghi per affrontare l'emergenza nazionale. Il premier, tra una crisi e l'altra, aveva stretto accordi con l'Algeria, l'Angola, il Mozambico. Da lì il gas non arriva con i tubi, ma con le navi. Ma non voleva essere una cosa divisiva, contundente. Se avessimo voluto, ce n'erano di temi così. Per dire, Azione ha il nucleare nel suo programma. Ma come federazione non siamo arrivati a questo, la mia opinione è che siamo stati molto seri e leali".

Come andrà a finire con Fratoianni e Bonelli?
"Non voglio interferire ma immagino che il negoziato arriverà a buon fine. Lo dico solo da osservatore, per quanto interessato. Anche perché l'alternativa di andare con i 5 stelle non è una grande prospettiva politica. Immagino i contraccolpi a sinistra. Conte ha fatto di tutto: è stato con Salvini. Più che Melenchon è leader del populismo antipolitico".

Anche i potenziali elettori di Azione/+ Europa sembrano non apprezzare molto l'intesa con il Pd.
"Sì è vero, in molti ci spingevano ad andare da soli, ma abbiamo fatto una scelta politicamente più promettente a medio termine, e più responsabile. Con il Pd abbiamo lo stesso avversario politico: la destra orbaniana di Meloni e Salvini. Senza demonizzare, bisogna affermare con forza e pazienza che siamo alternativi".

Con Matteo Renzi non siete stati altrettanto pazienti. Non sono mancate le polemiche con il leader Iv.
"Non farò mai polemiche con lui che è stato mio presidente del Consiglio. Purtroppo non si sono create le condizioni, ma se il Pd volesse riaprire il confronto, non metteremmo becco. C'è ancora qualche giorno, vediamo se arriveranno sorprese".

Ma come farete a governare con chi è contro l'agenda Draghi, con chi come Fratoianni ha votato contro l'adesione alla Nato di Svezia e Finlandia?
"Intanto questa sarà una buona ragione per votare per noi ora. E poi dipenderà dai pesi elettorali, il giorno dopo le elezioni si capirà come costruire la maggioranza. Il mio obiettivo è che non sia pro Orban o pro Marine Le Pen".

Deluso dal centrodestra, di cui pure ha fatto parte in passato.
"Molto. Nell'estate del 2005 Pannella mi disse: 'Io vado coi buoni a nulla, tu coi capaci di tutto'. Lui andò con l'Unione e io con Berlusconi. Non voleva offendere, erano giudizi politici, e aveva ragione su entrambi. Io stesso pensavo che ci sarebbe stata la possibilità di costruire una polarità liberale, ma dalle elezioni del 2008, molto prima della 'nipote di Mubarak', capii che la destra stava assumendo una natura reazionaria, pre-svolta di Fiuggi di Gianfranco Fini. Il reato di clandestinità e soprattutto la drammatica notte di Eluana furono dirimenti. E ora la destra è quella cosa lì".

Allora sbagliò, oggi invece vede nel centrosinistra quello spazio per costruire una polarità liberale?
"Io uso questa formula: il nostro patto è tra centro e sinistra. Noi siamo una forza autonoma, europeista, riformatrice. Guardi, io nelle idee sono poco originale: ho le stesse da molti anni. Diritti civili, antiproibizionismo, liberalizzazione del mercato. In questo senso non siamo un pezzo del centrosinistra". 

Davvero Enrico Letta è socialista, come sostiene Calenda? 
"Ha dimostrato grande disponibilità e intelligenza. So bene che proviene dalla tradizione popolare e democristiana, ma è un fatto che a Strasburgo il Pd stia con i socialisti. Noi siamo nell'Alde." 

A proposito di diritti civili, lei è stato uno dei pochi a esprimere solidarietà a Marco Cappato, indagato per aiuto al suicidio di Elena, la donna malata di cancro terminale, che ha scelto di morire in una clinica in Svizzera.
Quello di Cappato è uno scandalo necessario per colpire il legislatore. Anche perché sul fine vita, uno dei punti di +Europa insieme allo Ius Scholae, Draghi è stato molto netto: vedetevela in Parlamento, non riguarda il governo.

Non è il caso di chiudere la partita delle alleanze e di partire con la campagna elettorale? 
"La democrazia è fatta anche di queste cose. Comunque noi di Azione/+ Europa già ci sentiamo in campagna elettorale. Carlo Cottarelli si è assunto l'incarico di stendere il nostro Programma per l'Italia. Su economia, scuola, sanità. Pensavamo di avere più tempo, ma stringeremo".

Dica la verità, quante volte ha litigato con il leader di Azione?
"Guardi, la prima volta che ho pensato a un ticket Bonino-Calenda è stato nel 2017. Insomma, lo conosco bene e ammiro la sua leadership e la sua energia. Ma ho un segreto: non lo chiamo mai sul tamburo, aspetto, poi quando ci vediamo, gli dico quel che penso".