✕

M5S resta alla finestra e getta l’amo ai rossoverdi: "Più collegi in accoppiata"

(ansa)

Ascolta l'audio

Parlamentarie da domani fino all’8 agosto: regola della territorialità più ampia per i candidati
2 minuti di lettura

MILANO - "Con Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni abbiamo molti temi in comune e se ci si incontrerà sul programma credo che sarebbe cosa giusta provare a costruire un percorso", dice senza giri di parole una dei vicepresidenti di Giuseppe Conte, Alessandra Todde. Nel M5S non ci si fa troppo la bocca, si teme di fare la figura dei rifiutati se alla fine non ci sarà alcuno strappo tra verdi e sinistra e Pd, ma sottotraccia il dialogo è in corso.

La settimana scorsa il presidente dei 5 Stelle aveva avuto due distinti colloqui telefonici prima con il segretario di Sinistra Italiana e poi con il co-portavoce di Europa verde, tastando il terreno per un eventuale accordo. Non era andata benissimo, perché i rossoverdi - che comunque non sono mai stati felici per la fine del "fronte progressista" - erano forti, o si sentivano tali, di un patto di ferro con Enrico Letta. E anche perché tra 5 Stelle ed ecologisti c'erano e ci sono…

MILANO - "Con Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni abbiamo molti temi in comune e se ci si incontrerà sul programma credo che sarebbe cosa giusta provare a costruire un percorso", dice senza giri di parole una dei vicepresidenti di Giuseppe Conte, Alessandra Todde. Nel M5S non ci si fa troppo la bocca, si teme di fare la figura dei rifiutati se alla fine non ci sarà alcuno strappo tra verdi e sinistra e Pd, ma sottotraccia il dialogo è in corso.

La settimana scorsa il presidente dei 5 Stelle aveva avuto due distinti colloqui telefonici prima con il segretario di Sinistra Italiana e poi con il co-portavoce di Europa verde, tastando il terreno per un eventuale accordo. Non era andata benissimo, perché i rossoverdi - che comunque non sono mai stati felici per la fine del "fronte progressista" - erano forti, o si sentivano tali, di un patto di ferro con Enrico Letta. E anche perché tra 5 Stelle ed ecologisti c'erano e ci sono vecchie ruggini legate ai rapporti con il partito europeo dei Greens, basti pensare che la co-portavoce di Europa verde, Eleonora Evi, è una eurodeputata ex Movimento.

Ora invece l'accordo tra il Pd e Carlo Calenda riapre nuove possibili prospettive. Un'alleanza tra M5S e rossoverdi - è il ragionamento che si sta facendo in via di Campo Marzio - permetterebbe di rieditare il defunto fronte progressista, proponendosi come la vera alternativa alla destra sovranista e ai poteri economici. Giustizia sociale e climatica, pace: il programma sarebbe già fatto. Né è passata inosservata la proiezione di YouTrend-Cattaneo Zanetto&Co, che vede l'accoppiata 5 Stelle - rossoverdi conquistare tre collegi uninominali, a fronte di zero/uno che avrebbe il Movimento in solitaria. Il punto non sono i due-tre seggi in più, ma l'immagine di rinnovata competitività che può dare l'accordo. Quante sono le possibilità che ciò accada? "Noi abbiamo mandato il segnale, ci siamo esposti pubblicamente, ora sta a loro decidere - spiega un fedelissimo di Conte - Le nostre agende sono sovrapponibili, però in politica non sempre sono i programmi a fare le alleanze".

Nel frattempo comunque, in attesa di chiarire il rapporto con i rossoverdi, sono state pubblicate le regole per le terze parlamentarie della storia dei 5S, aperte da domani all'8 agosto sul sito del partito. Nel regolamento sulle autocandidature approvato dal Comitato di garanzia (ne fanno parte Virginia Raggi, Roberto Fico e Laura Bottici) viene ampliato il criterio della territorialità: per le elezioni del 2018 era incluso anche il "centro principale degli interessi vitali", mentre ora si parla in modo più vago di "centro principale dei propri interessi". Traduzione: un big come Stefano Patuanelli, che a Trieste avrebbe avuto poche chance di essere rieletto, può opzionare Roma e il Lazio.

Stavolta inoltre non saranno necessari sei mesi di pre-iscrizione, come previsto per le scorse elezioni. Gli eletti al primo mandato che si vorranno ricandidare, dovranno essere in regola con le restituzioni al M5S. Altra regola confermata, non saranno possibili le pluricandidature. A Conte rimane la "facoltà di indicare modalità e i criteri per la formazione delle liste di candidati", è scritto nel regolamento. Significa che i capilista saranno indicati direttamente da lui, ed è questo il compromesso che è stato trovato con Beppe Grillo. Appena rientrato in Italia, infine, Alessandro Di Battista ha dedicato via social parole di fuoco all'ex Luigi Di Maio: "Trasformista, arrivista". È pronto per la campagna elettorale?