Sinistra e Verdi, le condizioni per l'alleanza con il Pd: 20% dei collegi, (senza leader). E il M5S non è irrinunciabile
di Lorenzo De Cicco , di Lorenzo De CiccoCon Enrico Letta si sono visti alle 15. E hanno trovato l'accordo. Al tavolo con il segretario del Pd, Nicola Fratoianni (SI) ed Angelo Bonelli (Verdi) hanno portato alcune richieste, tattico-politiche e di programma. Le prime: il cartello rosso-verde chiede "pari dignità" ai dem, rispetto all'accordo sottoscritto martedì con Carlo Calenda e +Europa. Visto che ad Azione è andato il 30% degi collegi, con sondaggi intorno al 5-6%, Sinistra e Verdi hanno chiesto di avere il 20% degli uninominali. Letta ha dato l'ok: anche se quel 20% andrà ripartito nella quota degli uninominali assegnati al Pd, cioè il 70% del totale. Sia Fratoianni che Bonelli avrebbero accettato di non essere candidati in prima persona, a nome di tutta la coalizione, in modo da rispettare il patto dem-Calenda. Nella quota rosso-verde, sarebbero indicate personalità della società civile, in prevalenza, e qualche dirigente di partito (non gli apicali…
Con Enrico Letta si sono visti alle 15. E hanno trovato l'accordo. Al tavolo con il segretario del Pd, Nicola Fratoianni (SI) ed Angelo Bonelli (Verdi) hanno portato alcune richieste, tattico-politiche e di programma. Le prime: il cartello rosso-verde chiede "pari dignità" ai dem, rispetto all'accordo sottoscritto martedì con Carlo Calenda e +Europa. Visto che ad Azione è andato il 30% degi collegi, con sondaggi intorno al 5-6%, Sinistra e Verdi hanno chiesto di avere il 20% degli uninominali. Letta ha dato l'ok: anche se quel 20% andrà ripartito nella quota degli uninominali assegnati al Pd, cioè il 70% del totale. Sia Fratoianni che Bonelli avrebbero accettato di non essere candidati in prima persona, a nome di tutta la coalizione, in modo da rispettare il patto dem-Calenda. Nella quota rosso-verde, sarebbero indicate personalità della società civile, in prevalenza, e qualche dirigente di partito (non gli apicali, come detto).
Il nodo M5S
Nel documento appena votato, al 61% dall'assemblea nazionale di Sinistra Italiana, viene caldeggiata un'alleanza anti-destra che tenga dentro anche il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte. Ma non è un elemento considerato irrinunciabile, per sottoscrivere l'intesa con i dem. "La richiesta di tenere dentro anche il M5S l'abbiamo fatta fin dall'inizio - spiega Elisabetta Piccolotti, della segreteria nazionale di SI - Ovviamente dipende da quello che decideranno singolarmente Pd e 5 Stelle". I rosso-verdi invece non sono disposti a intestarsi una campagna elettorale all'insegna della cosiddetta Agenda Draghi. Rivendica, SI, una totale autonomia di programma. Dal no ai rigassificatori alla politica estera.
Il voto della base
Per tutta la giornata di ieri è stata ventilata la possibilità di un voto tra gli iscritti di SI. Letta però chiede di chiudere l'accordo rapidamente, tra oggi e domani. Ecco perché nello stesso partito di Fratoianni oggi il ricorso alla base viene considerato in bilico. Da statuto, viene fatto notare dai vertici, basta l'approvazione dall'assemblea nazionale, che proprio oggi ha conferito il mandato a trattare al segretario. Una consultazione potrebbe tenersi più avanti, ma sempre stando alle norme interne, non avrebbe comunque valore vincolante. Anche se la minoranza interna, quella che vede di malocchio l'intesa con i dem, rumoreggia.