E Berlusconi rispolvera il refrain sulle imposte: "Flat tax al 23% per tutti"
di Andrea Montanari , di Andrea MontanariMilano - Dopo la mancata fiducia al governo Draghi, il centrodestra fa i conti con il malessere delle categorie produttive e prova a placare il malcontento degli imprenditori tornando a promettere il taglio delle tasse. Silvio Berlusconi propone «una flax tax al 23 per cento per tutti, famiglie e imprese». Per alleggerire quella che il leader di Forza Italia definisce «l’oppressione fiscale, per combattere davvero l’evasione e aumentare le entrate dello Stato». Matteo Salvini non vuole restare indietro: «Detassare straordinari, premi e aumenti di stipendio ai dipendenti e flax tax fino a 100 mila euro per gli autonomi». Ma anche «quota 41» per andare in pensione. In attesa della «la pace fiscale». Per la Lega, «sarebbe un provvedimeno ragionevole, sollecitato da imprenditori di tutti i settori che vogliono mettere soldi netti in busta paga ai dipendenti per fronteggiare l’inflazione e il maggior costo …
Milano - Dopo la mancata fiducia al governo Draghi, il centrodestra fa i conti con il malessere delle categorie produttive e prova a placare il malcontento degli imprenditori tornando a promettere il taglio delle tasse. Silvio Berlusconi propone «una flax tax al 23 per cento per tutti, famiglie e imprese». Per alleggerire quella che il leader di Forza Italia definisce «l’oppressione fiscale, per combattere davvero l’evasione e aumentare le entrate dello Stato». Matteo Salvini non vuole restare indietro: «Detassare straordinari, premi e aumenti di stipendio ai dipendenti e flax tax fino a 100 mila euro per gli autonomi». Ma anche «quota 41» per andare in pensione. In attesa della «la pace fiscale». Per la Lega, «sarebbe un provvedimeno ragionevole, sollecitato da imprenditori di tutti i settori che vogliono mettere soldi netti in busta paga ai dipendenti per fronteggiare l’inflazione e il maggior costo della vita». Concetto che Salvini ripete anche in serata in un comizio a Ghisalba nella bergamasca. Tra salamelle, costine e patatine fritte. In una zona ricca di industrie, che da mesi fanno i conti con gli effetti del caro energia e la difficoltà di reperire forniture per la produzione di macchinari.
Forza Italia e Lega temono che una parte del tradizionale elettorato del centrodestra - tra imprenditori e partite Iva - possa voltare loro le spalle. Così Salvini azzarda la richiesta di «azzerare l’Iva sul carrello della spesa». Almeno per il pane e generi di prima necessità. Aggiunge che «non sarà una campagna elettorale con promesse un tanto al chilo. L’emergenza del Paese è il diritto al lavoro e cancellare la legge Fornero». Perchè «quando il popolo vota ha sempre ragione».
Berlusconi dedica alle tasse la prima puntata delle “pillole” sui social con cui il leader di Forza Italia intende illustrare agli elettori i contenuti dell’agenda del suo programma. Per Berlusconi «servirà a levare di torno i signori della sinistra». Con la tassa piatta si alleggerirà «l’oppressione fiscale», si potrà combattere «davvero l’evasione». Una misura «necessaria» per «lasciare più denaro nelle tasche degli italiani».
Salvini non è da meno. Il leader della Lega parla di lotta al rincaro dei prezzi. Per lui, la detasazione degli straordinari e degli aumenti di stipendio è una proposta «facilmente realizzabile, sostenibile e in nome del realismo e della concretezza».
La revisione sulle prospettive dell’economia italiana annunciato dall’agenzia di rating Moody’s, invece, «preoccupa» Giorgia Meloni. Come la «drastica revisione delle stime di crescita del Pil italiano per il 2023 prevista dalla Commissione Europea». La numero uno di Fratelli d’Italia sostiene che «siamo in clamoroso ritardo sull’esecuzione dei progetti del Pnrr, e l’Italia viene vista come una nazione sostanzialmente ferma». Meloni è convinta che «serva un cambio radicale rispetto alle disastrose politiche portate avanti in quest’ultimo decennio, dove il Pd è sempre stato al governo pur avendo perso sistematicamente tutte le elezioni». La leader di Fdi non solo vuole fare proposte, ma soprattutto rassicurare. Dice: «Siamo pronti, l’Italia ha bisogno di tornare a correre». Assicura che l’obiettivo primario è «tornare a liberare il genio creativo italiano, nostra vera inesauribile risorsa».