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Pregliasco: "Vedo male il Pd, ma Calenda è meno popolare di quanto si pensi"

Lorenzo Pregliasco 
Intervista al sondaggista di YouTrend: "Il voto dei giovani? I ragazzi tendono a premiare soprattutto grillini, sinistra, +Europa e FdI. I giudizi positivi  sul leader di Azione  sono solo il 20%. Ormai è diventato troppo divisivo"
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ROMA - Sul Pd incombe un senso d'ineluttabilità della sconfitta che può essere spezzato in un solo modo. Lorenzo Pregliasco - direttore di YouTrend, esperto di comunicazione politica, autore del libro Benedetti sondaggi - si chiede se ci sia lo spazio per una ricucitura tra Partito democratico e 5Stelle.

In caso contrario, se la rottura venisse confermata e l'inerzia non cambiasse, Enrico Letta potrebbe andare incontro a una sconfitta più dolorosa di quella che Matteo Renzi conobbe nel 2018. Carlo Calenda, in tutto questo? "Meno popolare di quanto si pensi".

 

Il Pd appare in un vicolo cieco, davvero stretto e buio.
"Per tre anni il Pd e negli ultimi due Letta come segretario hanno tirato su un pilastro politico che prevedeva una alleanza tra il Pd e i 5Stelle. Pilastro che ha retto, nel tempo, anche molte alleanze locali".

Poi questo pilastro si è sfarinato, fino a crollare.
"E Letta, in pochi giorni, non &eg…

ROMA - Sul Pd incombe un senso d'ineluttabilità della sconfitta che può essere spezzato in un solo modo. Lorenzo Pregliasco - direttore di YouTrend, esperto di comunicazione politica, autore del libro Benedetti sondaggi - si chiede se ci sia lo spazio per una ricucitura tra Partito democratico e 5Stelle.

In caso contrario, se la rottura venisse confermata e l'inerzia non cambiasse, Enrico Letta potrebbe andare incontro a una sconfitta più dolorosa di quella che Matteo Renzi conobbe nel 2018. Carlo Calenda, in tutto questo? "Meno popolare di quanto si pensi".

 

Il Pd appare in un vicolo cieco, davvero stretto e buio.
"Per tre anni il Pd e negli ultimi due Letta come segretario hanno tirato su un pilastro politico che prevedeva una alleanza tra il Pd e i 5Stelle. Pilastro che ha retto, nel tempo, anche molte alleanze locali".

Poi questo pilastro si è sfarinato, fino a crollare.
"E Letta, in pochi giorni, non è riuscito a realizzare il suo piano B, che ipotizzava un piccolo centrosinistra con tutti dentro, grillini esclusi".

Come può uscirne?
"Non so se l'operazione sia politicamente possibile. Sul piano della tattica elettorale, saltato l'asse con Carlo Calenda, c'è una sola strada per sparigliare le carte".

Una strada che porta a Conte.
"Realisticamente, sì. In caso contrario, vista anche la forza del centrodestra, il Pd rischia di trasferire all'elettorato la sensazione che la partita sia persa in partenza. E potrebbe andare incontro a una sconfitta dolorosa e netta".

Per la prima volta non serviranno più 25 anni per votare al Senato. Ne basteranno 18, come alla Camera. Questo può aiutare il Pd?
"Come tendenza di massima è risaputo che gli elettori giovani premiano soprattutto alcune forze politiche...".

I grillini?
"Anche la sinistra radicale, +Europa e Fratelli d'Italia".

I ragazzi non saranno, dunque, i salvatori del Pd.
"Difficile prevedere che possano cambiare il trend generale, peraltro non sono molti".

Alla fine, tra le macerie del centrosinistra, rischia di tenere il punto il solo Carlo Calenda.
"Ne siamo davvero sicuri?".

Autorevoli sondaggisti lo collocano tra i 7 e il 10 per cento.
"Nelle nostre prime stime dopo la rottura è intorno al 3%. Un livello che si spingeva al 5% grazie all'intesa con +Europa, ora saltata".

Ma Calenda, sul piano potenziale, non arriverà al 10%?
"Quel risultato è, appunto, potenziale. La media di tutti i sondaggi realizzati a venerdì dava la somma tra Calenda e +Europa esattamente alla metà, al 5%".

Calenda il decisionista, il manager, l'uomo nuovo, il leader del Partito della Nazione che progetta: non ha i numeri per sfondare?
"I nostri sondaggi dicono che sta diventando una figura molto polarizzante, quasi quanto Renzi".

Polarizzante vuol dire divisivo? Calenda è molto apprezzato da alcuni e detestato da altri?
"I giudizi positivi su di lui sono relativamente pochi, intorno al 20% dell'elettorato. Invece il 60% delle elettrici e degli elettori esprime una sostanziale "non fiducia" su Calenda".

Come viene percepito?
"Come una figura poco solida, umorale, che cambia posizione seguendo l'onda del momento. Gli elettori del Pd, in particolare, gli contestano di anteporre gli interessi personali a quelli del Paese".